Ad Auronzo due appuntamenti serali per riscoprire il Cadore: dalle Olimpiadi di Misurina alle dimore di Tiziano
Il 3 e il 17 agosto in municipio tornano gli incontri con Walter Musizza: ingresso libero, immagini storiche e un percorso tra sport, memoria e arte.
L’estate di Auronzo aggiunge due serate dedicate alla memoria del territorio, con un taglio che unisce identità cadorina, grandi eventi sportivi e patrimonio artistico. Lunedì 3 e lunedì 17 agosto 2026, alle 21, la sala consiliare del municipio ospiterà infatti due incontri pubblici con Walter Musizza, studioso da anni legato alla storia del Cadore.
L’iniziativa, ormai presenza abituale nella programmazione estiva auronzana da oltre quindici anni, è pensata sia per chi vive in paese sia per i visitatori che scelgono le Dolomiti bellunesi nei mesi più frequentati. Il filo conduttore scelto per questa edizione guarda a due ricorrenze che nel 2026 hanno un peso particolare: il richiamo olimpico e il 450° anniversario della morte di Tiziano Vecellio.
Ad accompagnare il racconto ci sarà anche un ampio repertorio visivo, tra fotografie storiche e immagini più recenti, per seguire i cambiamenti dei luoghi e il loro valore nella storia locale. L’ingresso agli incontri è gratuito.
Misurina e il ricordo dei Giochi del 1956
La prima serata, in programma il 3 agosto, sarà dedicata a “Misurina olimpica nel 1956”. L’attenzione si sposterà sul lago che, durante le Olimpiadi invernali, fu teatro delle gare di pattinaggio di velocità. Per il territorio bellunese resta un passaggio simbolico: Misurina fu infatti l’unica sede olimpica esterna al Comune di Cortina coinvolta in quei Giochi.
Il racconto entrerà anche negli aspetti più particolari della pista realizzata sul ghiaccio naturale. Il lago venne modificato con uno scavo attorno al perimetro di circa due metri, così da ridurre il rischio di deformazioni della superficie ghiacciata. La pista veniva poi rifinita usando acqua calda trasportata in una grande botte, una soluzione tecnica che contribuì a renderla celebre per velocità e qualità.
Su quel tracciato furono firmati numeri rimasti nella memoria sportiva: due record mondiali, 39 primati nazionali e 73 record olimpici. Tra gli atleti che saranno ricordati c’è anche Evgenij Romanovich Grishin, protagonista di una prova che eguagliò il record mondiale con 40”2 e poi di un ulteriore miglioramento a 2’86”, tempo ottenuto subito dopo anche da Yury Mikhailov, con assegnazione dell’oro ex aequo.
Il secondo incontro guarda alle case attribuite a Tiziano
Il 17 agosto il percorso cambierà scenario, passando dallo sport alla storia dell’arte. Il titolo scelto è “Le case di Tiziano Vecellio tra realtà e fantasia” e porterà il pubblico dentro il tema delle dimore collegate, in modo certo o tramandato, al grande pittore cadorino.
Il punto di partenza sarà Pieve di Cadore, con la vicenda della casa di Gregorio Vecellio, padre di Tiziano. Qui l’artista trascorse gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza prima del trasferimento a Venezia insieme al fratello Francesco per avviarsi al mestiere. Durante la serata verranno ripercorsi i passaggi di proprietà dell’edificio, le trasformazioni subite nel tempo, il riconoscimento come monumento nazionale nel 1922 e la riapertura del 7 agosto 1932 dopo il restauro seguito dall’ingegnere Giuseppe Palatini, con Ugo Ojetti chiamato come oratore ufficiale.
Un itinerario tra Cadore, Cortina, Venezia e Colle Umberto
Lo sguardo non si fermerà però a Pieve. Musizza allargherà il racconto anche ad altre abitazioni legate al nome di Tiziano: la casa di Campo di Sotto a Cortina d’Ampezzo, indicata da una tradizione locale come possibile luogo della nascita; la dimora veneziana nell’area delle attuali Fondamente Nove, dove il maestro visse e lavorò dal 1531 fino alla morte; e infine la casa sul Col di Manza a Colle Umberto, oggi Villa Fabris.
Quest’ultima viene considerata significativa anche per la sua posizione lungo l’asse tra Cadore e Venezia, a poca distanza da Serravalle, dove abitava Lavinia, figlia del pittore, dopo le nozze con il nobile Cornelio Sarcinelli. Il taglio dell’incontro sarà quindi non solo biografico, ma anche territoriale, seguendo i luoghi che nel tempo hanno alimentato memoria, attribuzioni e racconti.
Chi è il relatore e dove si tengono le serate
Walter Musizza, nato a Trieste nel 1951 e residente a Gorizia, frequenta da molti anni Auronzo di Cadore. Ha insegnato lettere italiane nelle scuole superiori fino al 2009 e ha firmato numerosi studi dedicati soprattutto alla storia cadorina, con particolare attenzione al primo conflitto mondiale e al sistema delle fortificazioni italiane tra il 1866 e il 1915.
Nel suo percorso ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Premio ANA Cadore nel 2002, il Pelmo d’Oro per la Cultura Alpina nel 2013 e il Premio Auronzo nel 2015. Gli incontri si terranno entrambi nella sala consiliare del municipio di Auronzo di Cadore, con inizio alle 21: due occasioni aperte al pubblico per rileggere il territorio attraverso pagine molto diverse della sua storia.