A Valdobbiadene un anno di memoria per la Confraternita: mostra aperta a Villa dei Cedri

Per gli 80 anni del sodalizio nato nel 1946, convegno tra storia del territorio e vino. L’esposizione resta visitabile fino al 20 dicembre 2026.

17 ottobre 2026 16:02
A Valdobbiadene un anno di memoria per la Confraternita: mostra aperta a Villa dei Cedri -
Condividi

Non solo una ricorrenza simbolica, ma un’occasione per rileggere una parte importante della storia delle colline di Valdobbiadene. A Villa dei Cedri si è aperto il programma per gli ottant’anni della Confraternita di Valdobbiadene, realtà nata nel 1946 e considerata la prima confraternita enogastronomica italiana.

Il cuore più visibile dell’iniziativa è la mostra allestita nell’ala nobile della villa: un percorso tra fotografie, documenti d’epoca e oggetti legati alla vita del sodalizio, pensato per restituire il legame fra comunità locale, cultura del vino e identità del territorio.

L’esposizione, intitolata “Confraternita di Valdobbiadene e i suoi 80 anni di storia. Diario fotografico 1946 – 2026”, resterà visitabile fino al 20 dicembre 2026 nei fine settimana, con apertura il sabato e la domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.

La mostra racconta otto decenni di territorio

Tra i materiali presentati compaiono immagini inedite, carte storiche e anche la spada lignea che accompagna, fin dalla fondazione, la cerimonia annuale di investitura dei nuovi confratelli. Un elemento simbolico che richiama il carattere identitario dell’associazione e il suo ruolo nella promozione del valdobbiadenese.

Il Gran Maestro Enrico Bortolomiol ha richiamato il senso dell’anniversario sottolineando che la ricorrenza non vuole fermarsi alla celebrazione, ma diventare un momento utile per ricordare chi ha aperto la strada e per capire come sia cambiata nel tempo la Confraternita.

Nel suo intervento ha anche ricordato i quattro fondatori — Mario Geronazzo, Umberto Bortolotti, Giuliano Bortolomiol e Isidoro Brunoro — che nel difficile dopoguerra scelsero di puntare su queste colline e sul lavoro di chi le abitava.

Il convegno tra storia, vino e comunità

Accanto alla mostra, sabato 17 ottobre Villa dei Cedri ha ospitato un convegno con rappresentanti delle istituzioni, studiosi, giornalisti e delegazioni di altre confraternite del vino, tra cui quelle di Asolo e Montello, del Raboso Piave e della Vite e del Vino del Veneto Orientale e del Friuli Venezia Giulia.

Per Valdobbiadene il valore dell’appuntamento è stato rimarcato anche dal sindaco Luciano Fregonese, che ha definito la Confraternita una presenza centrale per la città e per il territorio, richiamando l’importanza dei principi che ne hanno accompagnato il percorso.

Valdobbiadene celebra gli 80 anni della Confraternita con convegno e mostra

L’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond ha invece annunciato che si sta lavorando alla creazione di un riconoscimento destinato a figure significative dell’area, con l’obiettivo di partire già dal prossimo anno. Un passaggio con cui ha richiamato il peso della storia e dei valori oltre ai numeri economici.

Le radici storiche del Valdobbiadenese

Tra gli interventi più seguiti, quello di Alessandro Marzo Magno, che ha ricostruito riferimenti antichi alla zona partendo anche dal passaggio di Giacomo Casanova e da testimonianze veneziane del Settecento. Il quadro emerso è quello di un’area già considerata fertile e vocata, con vini capaci di raggiungere mercati oltreconfine, verso l’Alemagna e l’attuale Germania.

Valdobbiadene celebra gli 80 anni della Confraternita con convegno e mostra

Danilo Gasparini, docente dell’Università di Padova, ha invece messo a fuoco l’evoluzione agricola e vitivinicola fra Conegliano e Valdobbiadene, soffermandosi anche su un documento del 1882 che segnalava limiti e problemi nelle vigne e nelle cantine dell’epoca. Nella sua lettura, Conegliano rappresenta il luogo della formazione e dello studio, mentre Valdobbiadene è il luogo del lavoro sul campo: una distinzione che aiuta a spiegare perché la Confraternita sia nata proprio qui, nel secondo dopoguerra, insieme alla ripartenza del comparto.

Sergio Tazzer ha allargato lo sguardo al distretto tra Otto e Novecento, ricordando i nomi dei primi produttori di spumante e il ruolo svolto dalla Confraternita nell’ideazione della Mostra dello Spumante nel 1963. Nel suo racconto è riemersa anche la figura del cappuccino Castagnaro del monastero di San Pietro di Barbozza, che già nel Seicento attribuiva al vino locale proprietà benefiche.

Valdobbiadene celebra gli 80 anni della Confraternita con convegno e mostra

Le parole finali e il ruolo della Confraternita oggi

A chiudere il convegno è stato Federico Quaranta, volto noto della divulgazione radiotelevisiva, che ha letto l’esperienza della Confraternita come una risposta culturale all’individualismo contemporaneo. Nel suo intervento ha insistito sul valore della fratellanza, sulla cura dei luoghi e sulla capacità di custodire una comunità senza disperderne i riferimenti.

Valdobbiadene celebra gli 80 anni della Confraternita con convegno e mostra

Nel corso della giornata sono stati consegnati anche riconoscimenti ai Gran Maestri Floriano Curto, Roberto De Lucchi e Loris Dall’Acqua per il lavoro svolto nei rispettivi mandati. Un passaggio che ha legato la memoria dei fondatori alla continuità dell’impegno portato avanti negli anni.

Per il territorio del Prosecco Superiore, l’anniversario diventa così qualcosa di più di una celebrazione associativa: è una finestra sulla storia sociale e agricola di Valdobbiadene, riletta attraverso documenti, testimonianze e simboli che raccontano come il vino, qui, sia anche cultura civile.

Valdobbiadene celebra gli 80 anni della Confraternita con convegno e mostra

La mostra resterà quindi uno dei punti di riferimento di questo anniversario lungo un anno, offrendo a residenti e visitatori la possibilità di ripercorrere ottant’anni di vita locale dentro uno dei luoghi più rappresentativi della città.

Segui Veneto Today