Zuppi alle Cucine economiche popolari, tappa padovana tra volontari e comunità religiosa
Dopo la celebrazione al Santo, il presidente della Cei ha incontrato chi ogni giorno tiene viva una delle esperienze sociali più note della città.
Una visita nel cuore dell’accoglienza padovana, là dove ogni giorno si incrociano storie di povertà, ascolto e aiuto concreto. Nel pomeriggio di domenica 7 giugno 2026 il cardinale Matteo Zuppi ha raggiunto le Cucine economiche popolari, scegliendo di incontrare da vicino una delle realtà sociali più radicate della città.
L’arrivo del presidente della Conferenza episcopale italiana è avvenuto dopo la celebrazione nella basilica di Sant’Antonio, in occasione della Tredicina del Santo, nella solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo. Dalla basilica al servizio quotidiano ai più fragili: una tappa che ha dato un segnale preciso sul valore di questi luoghi per Padova.
Ad accoglierlo c’erano don Luca Facco, alla guida della Fondazione Nervo Pasini, suor Albina Zandonà, direttrice della struttura, insieme alla comunità delle suore, agli operatori e ai volontari impegnati nelle Cep.
Un passaggio in una delle realtà simbolo della città
Le Cucine economiche popolari rappresentano da tempo un punto di riferimento nell’assistenza a persone che attraversano situazioni di difficoltà. La visita di Zuppi si è inserita in una giornata già intensa per Padova, ma ha avuto un significato particolare proprio per il legame tra la dimensione religiosa della festa e il lavoro quotidiano di chi trasforma la solidarietà in presenza concreta.
Nel corso dell’incontro, il cardinale ha definito le Cep un “motore della solidarietà”, riconoscendo il peso umano e sociale di un’esperienza che in città è conosciuta ben oltre l’ambito ecclesiale.
Il messaggio rivolto a suore, operatori e volontari
Zuppi ha poi voluto soffermarsi sul volto della comunità che anima la struttura, sottolineando il valore delle relazioni che nascono in un luogo come questo. «Il valore di questa realtà sta negli occhi della comunità delle suore che custodiscono questo luogo e nell'anima che gli operatori e i volontari mettono in ogni singolo gesto. Siete la dimostrazione che l'accoglienza vera non è mai un servizio impersonale, ma un incontro tra persone. Continuate così».
Parole rivolte a chi, dentro le Cucine economiche popolari, garantisce ogni giorno non soltanto un servizio, ma anche una presenza stabile accanto a chi vive condizioni di fragilità. Un riconoscimento che per Padova tocca una delle esperienze più note e più radicate nel tessuto sociale cittadino.
Alla tappa padovana hanno preso parte don Luca Facco, suor Albina Zandonà e la comunità religiosa che vive nella casa e presta servizio all’interno della struttura. La visita si chiude così con un segno di attenzione verso una realtà che continua a essere centrale nell’impegno cittadino per l’accoglienza.