Biennale 2026, all’Arsenale Nord una sinagoga sospesa sulla laguna: Nabatele visibile fino a settembre

A Castello l’installazione di Anna Kamyshan per gli eventi collaterali della 61ª Biennale Arte. Dopo una fase di manutenzione tornerà a sollevarsi sull’acqua.

17 luglio 2026 21:32
Biennale 2026, all’Arsenale Nord una sinagoga sospesa sulla laguna: Nabatele visibile fino a settembre -
Condividi

Nel panorama della Biennale Arte 2026, a Venezia c’è anche un’opera che cambia aspetto con il vento, la luce e il cielo della laguna. All’Arsenale Nord, nel sestiere di Castello, ha trovato spazio Nabatele, installazione firmata dall’artista e architetta Anna Kamyshan e inserita tra gli eventi collaterali della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte.

Il progetto è stato presentato in città il 16 luglio e rimarrà osservabile fino al 16 settembre 2026. In questa fase l’opera è sottoposta a manutenzione, ma è previsto il ritorno in quota nei prossimi giorni.

Curata da Maria Veits e Yevgeniy Fiks e organizzata dal Montreal Jewish Museum, l’installazione porta all’Arsenale una presenza inconsueta: una sinagoga che sembra staccarsi dalla terra e restare in equilibrio sopra l’acqua, con un impatto visivo pensato per dialogare con uno dei luoghi più riconoscibili della città.

Venezia, all’Arsenale arriva Nabatele: la sinagoga fluttuante visibile fino al 16
Venezia, all’Arsenale arriva Nabatele: la sinagoga fluttuante visibile fino al 16

Un’opera che si trasforma con la laguna

Il pubblico la vede come una struttura aerea: una grande roccia sospesa sulla quale si posa una sinagoga, resa ancora più evidente quando cala la sera e dalle finestre filtra la luce. Il risultato è quello di una sagoma che resta leggibile anche di notte nel paesaggio dell’Arsenale Nord.

Dal punto di vista tecnico, l’installazione può arrivare fino a 25 metri sopra il livello dell’acqua grazie a un aerostato a doppia membrana riempito di elio. La parte inferiore custodisce radici e frammenti di pietra, elementi che rimandano al tema dell’origine e del legame con una terra perduta o lontana.

Le condizioni meteo incidono direttamente sulla sua presenza scenica. Quando il vento aumenta, la struttura può abbassarsi fino a posarsi sull’acqua; nei momenti più stabili torna invece a librarsi, restando più vicina alla superficie oppure risalendo verso l’alto.

Venezia, all’Arsenale arriva Nabatele: la sinagoga fluttuante visibile fino al 16
Venezia, all’Arsenale arriva Nabatele: la sinagoga fluttuante visibile fino al 16

Il richiamo a Magritte e il senso del titolo

Alla base del lavoro c’è un riferimento preciso alla pittura di René Magritte, in particolare a Il castello dei Pirenei del 1959. Anche qui l’immagine della roccia sospesa diventa centrale, ma viene reinterpretata attraverso la figura della sinagoga, trasformata in simbolo di fragilità, permanenza e ricerca di appartenenza.

Il titolo Nabatele richiama una parola yiddishizzata di radice slava e semitica, legata all’idea di allerta e di richiamo dell’attenzione nei momenti di pericolo. Il progetto si muove così dentro una riflessione più ampia sull’incertezza contemporanea, sui conflitti e su una condizione di sradicamento che può diventare anche forma di sopravvivenza.

Anna Kamyshan, artista ucraina di origini ebraiche e russe, lega l’opera anche alla propria biografia. Nelle parole che accompagnano il progetto, il lavoro indaga il rapporto tra peso e galleggiamento, oltre alla possibilità di esistere senza un radicamento stabile, mentre la luce costante della sinagoga viene letta come segno di resistenza interiore.

Venezia, all’Arsenale arriva Nabatele: la sinagoga fluttuante visibile fino al 16
Venezia, all’Arsenale arriva Nabatele: la sinagoga fluttuante visibile fino al 16

Il dialogo con la storia veneziana

L’installazione si inserisce anche in una memoria urbana che Venezia conosce bene. Il progetto richiama infatti le sinagoghe veneziane del Cinquecento, collocate ai piani alti degli edifici e poco visibili dall’esterno. In questo caso, però, quella logica viene ribaltata: ciò che un tempo restava discreto e quasi nascosto si mostra invece apertamente allo sguardo pubblico.

Secondo i curatori, Nabatele rientra nello Yiddishland Pavilion, presentato come un padiglione concettuale, non nazionale, costruito attorno a lingua e cultura yiddish. Dentro questa cornice, l’opera assume il valore di una forma visibile di appartenenza diasporica, più che di una rappresentazione legata a un territorio preciso.

Venezia, all’Arsenale arriva Nabatele: la sinagoga fluttuante visibile fino al 16
Venezia, all’Arsenale arriva Nabatele: la sinagoga fluttuante visibile fino al 16

Per Venezia si tratta di una delle presenze più particolari di questa stagione della Biennale: un’installazione che non occupa semplicemente uno spazio, ma lo modifica con la sua stessa instabilità. Fino a metà settembre, all’Arsenale Nord, il pubblico potrà seguirne il ritorno in volo e osservarne le variazioni nel paesaggio lagunare.

Segui Veneto Today