Vittorio Veneto, nuova inchiesta in una RSA: due operatori sospesi e altri otto nel fascicolo
Il provvedimento del Gip di Treviso nasce dall’indagine dei Nas su presunti abusi e omissioni nella struttura per anziani di Vittorio Veneto.
Nella Marca torna sotto i riflettori una struttura per anziani di Vittorio Veneto, al centro di un’indagine che coinvolge dieci operatori socio sanitari. Per due di loro il giudice ha disposto la sospensione dall’attività, mentre per altri otto la Procura di Treviso ha aperto un filone legato a presunte omissioni.
Il provvedimento è stato eseguito il 3 agosto 2026 dai Carabinieri del Nas di Treviso, al termine di accertamenti coordinati dall’autorità giudiziaria trevigiana. L’ordinanza è stata firmata dal Gip del Tribunale di Treviso.
Secondo l’ipotesi investigativa, all’interno della RSA si sarebbe creato un contesto pesante per alcuni ospiti anziani, con comportamenti ritenuti lesivi della loro dignità e del loro diritto a un’assistenza adeguata. Le contestazioni, va ricordato, dovranno essere verificate nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.
Le contestazioni ai due OSS sospesi
I due operatori raggiunti dalla misura interdittiva sono dipendenti della struttura. Gli inquirenti attribuiscono loro presunti episodi di violenza fisica e psicologica nei confronti di persone anziane con disabilità ospitate nella residenza.
Nel quadro ricostruito dagli investigatori compaiono anche atteggiamenti di trascuratezza rispetto alle necessità quotidiane di assistenza e cura. Elementi che, sempre secondo l’accusa, avrebbero inciso in modo diretto sulla qualità della permanenza degli ospiti all’interno della struttura.
L’ipotesi di reato contestata ai due OSS è quella di maltrattamenti aggravati, prevista dall’articolo 572 del Codice penale, proprio in ragione della particolare fragilità delle persone coinvolte.
Il ruolo degli altri otto dipendenti
L’inchiesta non si ferma ai due operatori sospesi. Nel medesimo procedimento risultano indagati altri otto OSS in servizio nella stessa RSA di Vittorio Veneto.
Per loro, da quanto emerso, il profilo preso in esame riguarda presunte condotte omissive rispetto a quanto sarebbe avvenuto nel reparto. Le posizioni restano comunque distinte e dovranno essere valutate singolarmente nel prosieguo dell’attività giudiziaria.
Un’indagine che riporta l’attenzione sulla struttura
L’operazione è stata denominata “Recidivum” ed è indicata come il seguito di una precedente attività investigativa, “Hybris”, che aveva già interessato la stessa RSA vittoriese.
Quel precedente filone si era chiuso, nel marzo 2026, con la condanna di un altro operatore socio sanitario dipendente della struttura. Il nuovo sviluppo investigativo riapre quindi un tema molto sensibile per il territorio: la tutela concreta delle persone non autosufficienti accolte nelle residenze assistenziali.
Gli accertamenti del Nas e i prossimi passaggi
Il Nas di Treviso ha condotto una lunga attività investigativa, supportata anche da strumenti tecnici, senza che siano stati diffusi ulteriori dettagli sulle modalità operative. Gli esiti raccolti sono poi confluiti negli atti trasmessi alla Procura.
Per i due destinatari della misura cautelare è scattata la sospensione dall’esercizio di pubblici uffici o servizi, misura che non equivale a una condanna. L’inchiesta andrà avanti per chiarire responsabilità, ruoli e singole condotte all’interno della struttura di Vittorio Veneto.
La vicenda richiama ancora una volta l’attenzione sul livello di protezione dovuto agli anziani più fragili, soprattutto quando dipendono ogni giorno dall’assistenza altrui per cure, sicurezza e qualità della vita.
Fact Check
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Fonte:
Verificato il: 13 agosto 2026