Vigonza, intesa alla All.Co dopo mesi di confronto: premio variabile e welfare per i dipendenti
Chiusa nello stabilimento padovano la trattativa sul contratto integrativo: decisiva la mobilitazione dei lavoratori con 27 ore di sciopero.
Si chiude con una firma la lunga vertenza interna alla All.Co di Vigonza, uno dei siti produttivi veneti dell’azienda attiva nell’alluminio. Dopo una trattativa durata mesi, azienda, RSU e Fiom Cgil Padova hanno raggiunto un accordo integrativo di secondo livello che riguarda circa 70 addetti dello stabilimento padovano.
Per il sito della provincia di Padova l’intesa rappresenta un passaggio importante perché arriva al termine di una fase complessa, segnata prima dagli ammortizzatori sociali e poi dalla ripartenza produttiva. A spingere verso la chiusura del negoziato è stata anche la mobilitazione dei lavoratori, culminata in 27 ore di sciopero.
Quali novità porta l’accordo
Il punto più rilevante del testo firmato è l’introduzione di un premio di risultato variabile, costruito su obiettivi legati all’attività dello stabilimento di Vigonza e ritenuti sostenibili per il sito.
Accanto al premio, l’accordo prevede anche una quota aggiuntiva di welfare e un intervento migliorativo sui costi della mensa sostenuti dai dipendenti. Tra gli impegni messi nero su bianco c’è inoltre il confronto sull’utilizzo del secondo impianto riattivato, con una distribuzione dell’orario di lavoro nell’arco dell’anno da affrontare in modo programmato.
Una trattativa nata in primavera
Il negoziato era partito nella primavera del 2026 sulla base della piattaforma approvata dai lavoratori del sito padovano. Fin dalle prime battute, però, il confronto aveva mostrato distanze marcate tra le richieste sindacali e la posizione aziendale.
All.Co opera nella progettazione e nella produzione di estrusi in alluminio per l’industria e l’edilizia. La società ha sede centrale a Pisa e tre stabilimenti, tra cui quello di Vigonza, che negli ultimi anni ha attraversato una fase delicata sotto il profilo produttivo e occupazionale.
I dipendenti dello stabilimento padovano arrivavano infatti a questa discussione dopo un anno di cassa integrazione e un ulteriore periodo con contratto di solidarietà. A questo si era aggiunto, prima della fase di crisi, il fermo di uno dei due impianti di estrusione presenti nel sito, con il trasferimento delle matrici a Pisa.
La pressione degli scioperi e la chiusura della vertenza
Con la ripresa dell’attività e il revamping del secondo impianto, tra i lavoratori era cresciuta l’attesa per un nuovo integrativo che riconoscesse la fase di rilancio del sito. Il confronto, però, non ha trovato subito uno sbocco e la RSU ha avviato lo stato di agitazione.
Le ore di sciopero, distribuite in più momenti, hanno inciso in modo pesante sull’andamento della produzione e hanno riaperto il tavolo negoziale fino alla definizione dell’intesa finale. Secondo Fiom Cgil Padova, la partecipazione dei lavoratori è stata ampia lungo tutta la vertenza.
Michele Iandiorio e Francesca Battisti della Fiom di Padova hanno indicato l’accordo come il risultato di un percorso lungo e difficile, sottolineando che la mobilitazione ha consentito di tenere compatto lo stabilimento e di arrivare a una mediazione considerata coerente con le richieste avanzate dai dipendenti di Vigonza.