Vigonza, il Quirino De Giorgio accende i riflettori sulla danza giovane: quattro lavori in scena il 25 ottobre
Il festival La Sfera Danza fa tappa a Vigonza con una serata dedicata alla nuova coreografia contemporanea tra prime regionali, miti e relazioni umane.
Vigonza entra nel percorso del Padova Festival Internazionale La Sfera Danza con un appuntamento che mette al centro autori e interpreti della nuova scena contemporanea. Domenica 25 ottobre, alle 19, il Teatro Quirino De Giorgio ospiterà quattro creazioni firmate da artisti e compagnie impegnati nella ricerca coreografica di oggi.
Per il territorio si tratta di una tappa significativa della ventitreesima edizione del festival, che continua a distribuire i suoi eventi anche fuori dal capoluogo, portando nel padovano un programma pensato per valorizzare linguaggi, visioni e percorsi emergenti.
Una serata costruita attorno a quattro sguardi diversi
Il cartellone riunisce lavori molto differenti tra loro, accomunati dall'attenzione a temi forti e riconoscibili: la libertà, il conflitto, i legami affettivi, le zone più fragili dell'esperienza emotiva. Ne esce una serata composita, in cui il movimento dialoga con musica, immaginario teatrale e scrittura scenica.
Ad aprire il programma sarà A Prisoner’s Dream, solo di Federica Esposito presentato in prima regionale. Il lavoro prende spunto da Il sogno del prigioniero di Eugenio Montale e affronta la reclusione non soltanto come condizione materiale, ma anche come dimensione interiore, attraversata dalla memoria dei conflitti e delle dittature del Novecento.
In questa cornice il sogno diventa un luogo mentale in cui difendere speranza, affetti e possibilità di immaginare altro. È un inizio che orienta subito la serata verso una riflessione intensa, affidata al corpo e alla sua capacità di evocare immagini e tensioni senza bisogno di parole.
Amore, possesso e ferite del conflitto
Un altro registro arriva con La Dolce Vita della Compagnia Bellanda, nuova produzione interpretata da Lia Claudia Latini e Giovanni Leonarduzzi, che firmano anche il concept. Il duetto entra nelle pieghe delle relazioni, seguendo l'amore nei suoi aspetti più estremi, tra attrazione, ossessione e desiderio di controllo.
L'atmosfera scelta è sospesa, quasi visionaria, e lascia al gesto il compito di mostrare ciò che resta taciuto. Il lavoro mette così a fuoco il confine sottile tra abbandono reciproco e sopraffazione, trasformando la scena in uno spazio di tensione continua.
Il tema del conflitto attraversa invece Romantic Gun, interpretato da Irene Scalabrino della Rambert School con coreografia e regia di Damiano Artale. Sulle note di Bang Bang di Nancy Sinatra, il corpo diventa insieme strumento e bersaglio, aprendo una riflessione sulla violenza e sui suoi effetti più profondi.
Dal mito classico a un universo emotivo contemporaneo
A chiudere l'appuntamento sarà Orfeo e Euridice – Melancholia del Balletto di Sardegna Cinqueminuti, con coreografia di Mario Coccetti del Collettivo S Dance Company e musiche di Andrea Rizzi. Il lavoro riprende il mito di Orfeo ed Euridice e lo rilegge attraverso suggestioni che richiamano anche l'immaginario cinematografico di Lars von Trier.
Il risultato è un paesaggio coreografico denso, fatto di energia fisica, ritmo e immagini sospese, dove realtà e immaginazione si toccano per dare forma a paure, turbamenti e stati d'animo complessi.
La scelta del festival di investire sui nuovi autori
La data di Vigonza conferma una linea precisa del festival: affiancare presenze già consolidate a un lavoro costante di sostegno verso giovani coreografi, compagnie e collettivi. Non soltanto una vetrina, quindi, ma un'occasione di confronto diretto con il pubblico e di crescita artistica dentro un contesto riconoscibile.
Per il pubblico del territorio padovano è anche l'opportunità di seguire da vicino una parte importante della danza contemporanea che si sta formando oggi, tra sperimentazione e ricerca di una propria identità espressiva. Informazioni sono disponibili contattando La Sfera Danza al numero 340 841 8144 o all'indirizzo [email protected].