Ad Asolo arriva il violino "Golden Bell": sul palco Christian Joseph Saccon
Al Teatro Eleonora Duse un appuntamento dedicato al grande repertorio con il musicista trevigiano e uno strumento del 1668 legato alla storia di Stradivari.
Asolo si prepara ad accogliere una serata di particolare richiamo per gli appassionati di musica d’arte: a novembre il Teatro Eleonora Duse ospiterà Christian Joseph Saccon, violinista trevigiano dalla lunga esperienza internazionale, chiamato per un concerto che porterà in città anche un esemplare di eccezionale valore storico.
Il pubblico potrà infatti ascoltare il Golden Bell, la “Campana d’oro”, un violino del 1668 conservato al Museo del Violino e appartenuto ad Antonio Stradivari negli anni della sua giovinezza. Non è soltanto un concerto, quindi, ma anche l’occasione per vedere da vicino uno strumento che appartiene alla grande tradizione liutaria italiana.
Un evento che mette Asolo al centro
Per il territorio asolano l’appuntamento assume un significato speciale: il nome di Saccon si lega a una vicenda artistica nata in provincia di Treviso e sviluppata poi sui palcoscenici italiani ed europei. La sua presenza al Duse aggiunge valore a una stagione che guarda alla qualità e alla capacità di intercettare un pubblico attento al repertorio classico.
Il violinista, nato a Treviso nel 1968 e cresciuto tra il capoluogo e Conegliano, si è formato al Conservatorio “Agostino Steffani” di Castelfranco Veneto con Giuseppe Volpato. Da lì ha proseguito il proprio percorso perfezionandosi con maestri di primo piano della scuola violinistica europea, costruendo una cifra interpretativa riconoscibile, spesso associata a un approccio di forte intensità espressiva.
Dai concorsi alle orchestre
Tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta il suo nome compare nelle fasi avanzate e tra i premiati di concorsi nazionali e internazionali importanti, dal “J.S. Bach” di Parigi al “Tibor Varga” di Sion, passando per il “Lipizer” di Gorizia e il “Carl Nielsen” di Odense. Un passaggio decisivo nella costruzione della sua carriera.
A questo si è affiancata un’attività orchestrale di rilievo, con esperienze nell’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano, nell’Accademia Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Muti e con I Solisti Veneti. Nel 2002 è arrivata anche l’affermazione nel concorso che gli ha affidato il ruolo di primo violino e solista dell’Orchestra Sinfonica Giovanile della Cassa di Risparmio di Roma.
Il repertorio e il lavoro di ricerca
Nel suo percorso concertistico Saccon ha affrontato pagine centrali della letteratura per violino, da Brahms a Čajkovskij, da Mendelssohn a Mozart, fino a Viotti e Wieniawski, senza trascurare autori come Bach, Kreisler, Ysaÿe, Milstein e Vécsey. Un repertorio ampio, attraversato con un’impronta personale che punta sull’espressione oltre che sulla precisione tecnica.
Tra i momenti più significativi del suo itinerario artistico c’è anche il recupero del Concerto “La Tempesta” di Niccolò Paganini, riportato all’ascolto nel 2015 in prima esecuzione mondiale in epoca moderna dopo un lavoro di riscoperta e revisione. Anche la discografia ha segnato tappe importanti: la registrazione del Concerto per violino di Brahms con la MAV Orchestra di Budapest è stata accolta con attenzione dalla critica.
Insegnamento e una ferita che ha cambiato il percorso
Accanto all’attività in sala da concerto, il musicista ha dato spazio alla didattica. Dopo gli incarichi nei conservatori di Bergamo e Torino, dal 2022 insegna violino al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. Nella sua visione, lo studio dello strumento non può fermarsi alla meccanica esecutiva, ma deve tradursi in una voce personale.
Questa idea si è consolidata anche attraverso una prova durissima della sua vita. Nel 2009, mentre rientrava da un’esibizione insieme alla madre, fu coinvolto in un grave incidente stradale in cui la donna perse la vita. Anche il violino che aveva con sé subì danni pesanti; restaurato, non tornò però più a fargli compagnia in concerto, anche per il legame troppo doloroso con quella notte.
Oggi Saccon suona un Giuseppe Fiorini del 1924, ma nel concerto di Asolo avrà tra le mani il Golden Bell, affidato per questa occasione alla sua sensibilità interpretativa. È un dettaglio che rende l’evento ancora più atteso. Per il pubblico veneto sarà la possibilità di ascoltare non solo un interprete di lungo corso, ma anche la voce rara di uno strumento che attraversa secoli di storia musicale.