Maxi frode sui bonus edilizi: sequestro per 1,5 milioni, denunciato imprenditore

Vicenza, frodi sui bonus edilizi: la Guardia di Finanza sequestra crediti d’imposta, beni e denaro per 1,5 milioni di euro.

03 febbraio 2026 09:27
Maxi frode sui bonus edilizi: sequestro per 1,5 milioni, denunciato imprenditore -
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VICENZA - Prosegue l’intensa attività di contrasto della Guardia di Finanza al fenomeno delle frodi legate ai crediti d’imposta derivanti dai bonus edilizi. I finanzieri del Comando Provinciale di Vicenza hanno eseguito un sequestro preventivo, su crediti d’imposta, beni e denaro per un valore complessivo di 1,5 milioni di euro. Il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Vicenza, ha colpito due soggetti, indagati, a vario titolo, per i reati di indebita percezione di erogazioni pubbliche, truffa, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio.

Al centro delle indagini, eseguite in stretto coordinamento con l’Autorità Giudiziaria berica, un meccanismo illecito attuato, tra il 2021 e il 2022, principalmente da un imprenditore vicentino che, tramite il meccanismo del cosiddetto sconto in fattura, ha generato e ceduto – a danno di 21 ignari committenti – crediti d’imposta falsi per un ammontare complessivo pari a oltre 900 mila euro, dichiarando interventi edilizi mai avviati o solo parzialmente eseguiti su immobili ubicati nelle province di Vicenza, Mantova e Verona. Nondimeno, gli interventi, a partire dal 12 novembre 2021, risultavano essere stati asseverati da un professionista abilitato operante nella provincia berica, anch’egli indagato, all’indomani dell’entrata in vigore del D.L. 157/2021, il cosiddetto Decreto Antifrode.

L’inchiesta si inserisce in una più ampia operazione di servizio condotta dai militari del Gruppo Vicenza, volta ad accertare la corretta fruizione delle misure agevolative previste per gli interventi edilizi disciplinati dal Decreto Rilancio (D.L. 34/2020), normativa che consente, a fronte di interventi di recupero o restauro delle facciate esterne degli edifici, la possibilità di beneficiare di uno sconto in fattura o, in alternativa, di maturare un credito d’imposta cedibile a terzi di valore pari al 90% ovvero al 60% delle spese sostenute per i lavori realizzati.

Le investigazioni hanno consentito di rivelare che i crediti fittizi erano riferiti a interventi edilizi mai realizzati o solo parzialmente eseguiti da parte di una impresa individuale con sede nella provincia di Vicenza. L’imprenditore, nonostante risultasse inadempiente all’esecuzione delle opere concordate con i committenti, si occupava sistematicamente, all’insaputa di questi ultimi, di trasferire telematicamente i crediti di imposta generati nel proprio cassetto fiscale. A ciò si aggiunge che buona parte dei proprietari degli immobili non solo non aveva beneficiato delle prestazioni pattuite ma aveva, oltretutto, versato all’indagato la quota a proprio carico, pari al 10% del valore totale, per lavori mai effettuati.

In un’ulteriore occasione, l’imprenditore, in concorso con un terzo indagato, ha ottenuto indebitamente l’erogazione di ulteriori crediti di imposta per 18 mila euro per un intervento simulato su un immobile sul quale non vantava alcun diritto reale e senza il consenso dei legittimi proprietari.

Dall’analisi dei flussi finanziari e bancari è emerso come l’indagato fosse riuscito a monetizzare parte dei crediti di imposta fittizi, attraverso la cessione a soggetti terzi, per un controvalore pari a oltre mezzo milione di euro, somma utilizzata per spese non inerenti all’attività imprenditoriale e prevalentemente riconducibili a ricariche su conti di gioco aperti su piattaforme online.

Infine, la trasversalità delle attività svolte dalle Fiamme Gialle beriche ha consentito di accertare che l’indagato principale, con riferimento alle annualità oggetto di indagine, aveva omesso ovvero presentato, benché infedelmente, le prescritte dichiarazioni ai fini delle Imposte Dirette, in presenza di ricavi non dichiarati per oltre 1,6 milioni di euro. In relazione al solo anno di imposta 2021, l’uomo è stato denunciato anche per omessa dichiarazione, in considerazione del superamento della soglia di legge prevista.

L’attività eseguita conferma la grande attenzione della Guardia di Finanza nel contrasto alle più pervasive condotte fraudolente, testimoniando il costante impegno del Corpo nella tutela della legalità e della corretta destinazione degli stanziamenti pubblici a sostegno di famiglie e imprese, a salvaguardia della leale concorrenza e delle libertà economiche.

Si rappresenta che la misura è stata adottata di iniziativa da parte della polizia giudiziaria operante su delega dell’Autorità Giudiziaria e che, in applicazione del principio di presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte a indagine sarà definitivamente accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna.

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