IL CASO

Vicenza, buco da 170 mila euro nelle parrocchie di Porta Ovest: la Diocesi copre le spese più urgenti

Coinvolte quattro comunità vicentine. A rischio stipendi, utenze e attività educative: previsto un sostegno economico per tamponare l’ammanco.

03 novembre 2026 10:44
Vicenza, buco da 170 mila euro nelle parrocchie di Porta Ovest: la Diocesi copre le spese più urgenti -
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Non è solo un danno contabile: nelle parrocchie di Porta Ovest, a Vicenza, la sottrazione di circa 170 mila euro mette sotto pressione servizi, personale e attività che fanno parte della vita quotidiana di centinaia di famiglie. Il caso riguarda San Lazzaro, San Giuseppe, Santa Bertilla e San Carlo al Villaggio del Sole.

La vicenda, emersa nelle comunicazioni ai fedeli dopo le celebrazioni del fine settimana, avrebbe origine il 23 ottobre. L’ammanco pesa su realtà che reggono i propri bilanci attraverso offerte, iniziative comunitarie e introiti delle strutture collegate.

Le ricadute immediate sui quartieri

Le conseguenze più concrete riguardano le spese correnti dei prossimi mesi. Tra le voci considerate più delicate ci sono gli stipendi del personale della scuola dell’infanzia di San Lazzaro, i costi di gestione ordinaria e le bollette nel periodo invernale.

Secondo quanto riferito nelle stesse comunità, la perdita avrebbe coinvolto anche somme destinate al Cinema Primavera e fondi legati ad attività già programmate. Fra i soldi spariti ci sarebbero pure gli incassi della recente sagra di Santa Bertilla, risorse che avrebbero dovuto coprire pagamenti ancora aperti.

Per una parte della zona ovest cittadina il colpo, quindi, non tocca soltanto l’amministrazione parrocchiale, ma anche servizi educativi e momenti di aggregazione che hanno un valore sociale ben oltre la dimensione religiosa.

Il sostegno deciso dalla Diocesi

Dopo la segnalazione dell’accaduto, la Diocesi di Vicenza si è attivata per garantire una prima copertura economica. Il vicario generale don Giampaolo Marta ha confermato che il parroco ha avvisato subito le forze dell’ordine e che l’autorità diocesana è stata informata nella stessa giornata.

Su indicazione del vescovo è stato quindi predisposto un intervento per mettere al riparo i lavoratori e consentire la prosecuzione delle necessità pastorali e organizzative considerate non rinviabili. Le prime stime parlano di un aiuto vicino agli 80 mila euro.

La denuncia e l’ipotesi al vaglio

La denuncia è stata presentata e ora resta da chiarire in che modo il denaro sia stato sottratto dai conti delle quattro parrocchie. Tra le piste iniziali compare quella del falso carabiniere, ipotesi che però al momento non ha ancora trovato una ricostruzione pubblica definitiva nei dettagli del raggiro.

Si tratta di uno schema già emerso in altri episodi di truffa, anche se per il caso vicentino saranno gli approfondimenti investigativi a stabilire se il meccanismo usato sia davvero lo stesso. L’auspicio della Diocesi è che almeno una parte delle somme possa essere recuperata.

Nel frattempo, nelle comunità coinvolte resta la necessità di tenere in piedi attività essenziali e impegni già assunti. È questo l’effetto più immediato della vicenda: un colpo pesante ai conti, ma soprattutto alla tenuta concreta di servizi che nei quartieri rappresentano un punto di riferimento stabile.

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