Padova mette alla prova l’agrifood: due giorni di idee tra imprese venete e giovani ricercatori

A SMACT il 3 e 4 novembre torna la sfida sull’innovazione alimentare: 60 partecipanti al lavoro sui progetti proposti da sette realtà del Veneto.

02 novembre 2026 13:14
Padova mette alla prova l’agrifood: due giorni di idee tra imprese venete e giovani ricercatori -
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Dal digitale applicato alla tracciabilità fino alle tecnologie per ridurre sprechi, consumi e uso della chimica: a Padova prende forma una nuova tappa del confronto tra imprese e mondo della ricerca sul futuro dell’agroalimentare veneto. Il 3 e 4 novembre SMACT Competence Center ospita “Fabbricare Cibo”, iniziativa che riunisce sette aziende del territorio e oltre 60 tra studenti universitari, ricercatori e dottorandi.

L’appuntamento rientra nelle attività di DIVE - Driving Innovation in Veneto’s Economy e punta a trasformare bisogni industriali concreti in proposte progettuali sviluppate in gruppo. I partecipanti saranno chiamati a lavorare in team, affiancati da mentor ed esperti, per costruire soluzioni applicabili lungo la filiera agrifood.

Le sfide partono da problemi reali delle aziende

Il cuore dell’evento è rappresentato dai sette casi aziendali selezionati attraverso una call. Le richieste spaziano in ambiti molto diversi ma hanno un filo comune: migliorare processi, sostenibilità e capacità di risposta del comparto alimentare regionale.

Tra i temi sul tavolo ci sono un assistente di intelligenza artificiale pensato per supportare il lavoro in cucina, sistemi per gestire meglio la catena del freddo, strumenti per rendere più efficace il dialogo con i consumatori tramite QR code, applicazioni per valutare i pasti nelle mense scolastiche, soluzioni green per lo stoccaggio dei cereali, tecnologie UVC per contenere agenti patogeni e nuove idee per proteggere gli allevamenti di cozze dagli effetti del riscaldamento del mare.

Le realtà venete coinvolte

Le imprese protagoniste arrivano da più province del Veneto. Ci sono All Citrus di Lusia, in provincia di Rovigo, Bloom di San Vendemiano nel Trevigiano, CibuSalus di Padova, Humamy di Montegrotto Terme, Mulmix di Campo San Martino, Prometeo UV-C di Padova e la Società Agricola Fratelli Busetto di Pellestrina.

Per il Padovano la presenza è particolarmente ampia: oltre a due aziende con sede nel capoluogo, partecipano anche realtà di Montegrotto Terme e Campo San Martino. Un segnale che conferma il peso dell’area padovana nei percorsi di innovazione collegati all’economia del cibo, anche grazie alla vicinanza con università, centri di ricerca e competenze tecnologiche già consolidate.

Dalla mensa scolastica all’allevamento delle cozze

CibuSalus, spin-off dell’Università di Padova e di Sinloc SpA, propone lo sviluppo di un prototipo di app capace di raccogliere il giudizio di bambini e ragazzi sui piatti serviti a scuola. L’obiettivo è usare queste informazioni per migliorare il servizio e ridurre gli scarti alimentari.

Humamy, azienda foodtech di Montegrotto, porta invece una sfida legata all’intelligenza artificiale: progettare un agente che apprenda dai dati di produzione, dai tempi e dalle distinte base, così da aiutare gli operatori e favorire l’evoluzione delle ricette anche nelle attività di ricerca e sviluppo.

Tra i casi più legati alla sostenibilità ci sono quello di Mulmix, che lavora su standard verificabili in ambito ambientale e sul recupero delle materie prime, e quello di Prometeo UV-C, impegnata a costruire una strategia di mercato per una tecnologia basata su radiazioni non ionizzanti UVC per il contenimento di virus, muffe e batteri senza residui chimici.

La Società Agricola Fratelli Busetto affronta invece un tema che tocca da vicino la laguna veneziana: l’aumento delle temperature marine e il suo impatto sugli allevamenti di cozze. La richiesta è individuare sistemi capaci di automatizzare l’assetto del vivaio o ripensare i metodi di allevamento, integrando anche dati e previsioni satellitari.

Cosa succede al termine dell’hackathon

Al termine delle due giornate i gruppi presenteranno i loro pitch davanti a una commissione di esperti nominata da SMACT d’intesa con il coordinamento di DIVE. I progetti giudicati più promettenti potranno accedere a un percorso successivo di pre-accelerazione e incubazione, con l’idea di accompagnare lo sviluppo delle proposte e, nei casi migliori, favorire la nascita di nuove startup.

“Fabbricare Cibo” segue l’esperienza di “Fabbricare Spazio”, organizzata nei mesi scorsi, e conferma la linea del progetto promosso dalla Camera di Commercio di Padova: mettere in contatto imprese e ricerca per dare risposte concrete alla trasformazione del sistema produttivo del Nordest. L’iniziativa è organizzata da SMACT Competence Center con Eatable Adventures e Italia Agrifood Innovation Hub, con il patrocinio degli atenei di Padova e Verona e di SID Scuola Italiana Design.

Per Padova l’evento rappresenta anche una vetrina del proprio ecosistema dell’innovazione, in cui università, startup e aziende provano a tradurre in progetti operativi questioni ormai centrali per il settore alimentare: energia, qualità del servizio, sostenibilità ambientale e uso intelligente dei dati.

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