Vicentino, bracciante scaricato vicino al San Bassiano dopo la caduta: la Cgil accende i riflettori su lavoro nero e sicurezza

Il caso riguarda un 56enne indiano ferito mentre lavorava in un’azienda agricola di Schiavon. Il sindacato chiede controlli più serrati e tutele per i migranti.

31 maggio 2026 17:51
Vicentino, bracciante scaricato vicino al San Bassiano dopo la caduta: la Cgil accende i riflettori su lavoro nero e sicurezza -
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Non c’è solo il racconto di un grave infortunio nelle campagne del Vicentino, ma anche quello di un possibile sistema di irregolarità e sfruttamento che torna a interrogare il territorio. Al centro della denuncia c’è un lavoratore agricolo di 56 anni, originario dell’India, rimasto ferito mentre prestava attività in un’azienda della zona di Schiavon.

La vicenda è stata portata all’attenzione pubblica dalla Cgil di Vicenza, che parla di un episodio di particolare gravità sia per le conseguenze riportate dall’uomo sia per quanto sarebbe accaduto subito dopo l’incidente. Secondo quanto riferito dal sindacato sulla base degli accertamenti delle forze dell’ordine, il bracciante non sarebbe stato soccorso sul posto.

Il passaggio davanti all’ospedale di Bassano

Stando alla ricostruzione diffusa, il 56enne sarebbe precipitato da circa tre metri durante il lavoro, riportando varie fratture. Invece di attivare immediatamente i soccorsi, i titolari dell’azienda lo avrebbero caricato in auto e accompagnato fino a Bassano del Grappa.

L’uomo sarebbe stato lasciato nei pressi dell’ospedale San Bassiano, ferito e sanguinante, mentre chi lo aveva trasportato si sarebbe poi allontanato. Un passaggio che rende il caso particolarmente pesante e che ha spinto il sindacato a chiedere che ogni responsabilità venga chiarita fino in fondo.

Nella stessa ricostruzione, la Cgil sostiene che il lavoratore sarebbe stato impiegato senza regolare inquadramento. Il punto, se confermato, inserirebbe l’episodio in un contesto che va oltre il singolo infortunio e tocca il tema del lavoro sommerso in agricoltura.

Un episodio che riapre un tema già noto nel Vicentino

Per il sindacato non si tratterebbe di un fatto isolato. La denuncia richiama infatti un altro caso avvenuto nel Vicentino, quello dell’operaio ferito in un maneggio e poi abbandonato, anche in quel caso in un quadro di presunta irregolarità lavorativa.

Il riferimento serve a evidenziare come, in alcune situazioni, l’emergenza non sia soltanto l’incidente in sé, ma anche la gestione successiva, con lavoratori che rischiano di restare senza protezioni, assistenza immediata e garanzie minime.

I dati provinciali sugli infortuni

La Cgil collega quanto accaduto a un bilancio che, nel Vicentino, continua a preoccupare. I numeri citati dal sindacato parlano di 13.138 denunce di infortunio registrate nel 2025 in provincia di Vicenza, un valore leggermente superiore rispetto alle 13.090 dell’anno precedente.

Ancora più netto il peggioramento sul fronte dei decessi: secondo i dati richiamati, nel 2025 le vittime sul lavoro sono state 19, contro le 8 del 2024. Un aumento che, nella lettura della Cgil, rende urgente rafforzare prevenzione, vigilanza e presenza ispettiva.

Tra gli elementi evidenziati c’è anche l’incidenza degli infortuni che coinvolgono i lavoratori stranieri. Nel Vicentino, osserva il sindacato, questa componente pesa per il 39% delle denunce, una quota ritenuta significativa rispetto al totale degli occupati. La spiegazione viene ricondotta a condizioni di maggiore fragilità, minore stabilità contrattuale e più frequente esposizione a mansioni rischiose.

Bracciante ferito e lasciato davanti all’ospedale di Bassano, denuncia della Cgil
Bracciante ferito e lasciato davanti all’ospedale di Bassano, denuncia della Cgil

Il quadro regionale e le richieste del sindacato

Lo sguardo si allarga poi al Veneto. Nel primo trimestre del 2026, ricorda la Cgil, le vittime sul lavoro nella regione sono state 21: 16 durante l’attività lavorativa e 5 in itinere. L’indice di mortalità indicato è di 7,3 decessi per milione di occupati, superiore alla media nazionale di 5,7, con il Veneto inserito tra le aree considerate più critiche.

Da qui la richiesta di aumentare gli organici dedicati alle ispezioni, intensificare i controlli nei luoghi di lavoro e contrastare con più efficacia il lavoro nero. Il sindacato sollecita inoltre l’applicazione rigorosa delle norme contro caporalato e sfruttamento, a partire dalla Legge 199.

Il segretario generale della Cgil di Vicenza, Giancarlo Puggioni, ha definito quanto accaduto a Schiavon una delle vicende più vergognose viste negli ultimi anni sul territorio sul piano dello sfruttamento lavorativo. Nella posizione espressa dal sindacato, il tema non riguarda solo la dinamica dell’infortunio, ma anche la dignità della persona e il livello di tutela garantito a chi lavora in condizioni di ricattabilità.

La Cgil chiede infine interventi anche sul piano normativo e sociale, con percorsi di regolarizzazione e diritti effettivi per i lavoratori migranti, ritenuti più esposti a precarietà e abusi. Il sindacato ha espresso vicinanza al bracciante ferito e alla sua famiglia, annunciando che seguirà l’evoluzione della vicenda perché vengano accertate tutte le responsabilità.

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