Verona, il bilancio di White Energy Group: 250 interventi e 250mila tonnellate di CO2 evitate
La società nata nel capoluogo scaligero diffonde i dati per la Giornata Zero Emissioni 2026: oltre 150 aziende seguite in dieci anni.
Dal cuore di Verona arriva un dato che fotografa dieci anni di lavoro sul fronte dell’energia nelle imprese: White Energy Group stima di aver contribuito a evitare oltre 250mila tonnellate di anidride carbonica dal 2015 a oggi. Il bilancio è stato diffuso in occasione della Giornata Zero Emissioni 2026 e riguarda più di 250 progetti sviluppati in Italia.
La società, nata nel 2015 nel capoluogo scaligero, lega questo risultato a interventi di efficientamento, recupero di calore e utilizzo di fonti rinnovabili in ambito industriale. Nel periodo considerato, i clienti seguiti sono stati più di 150.
Un dato che parte da Verona e guarda all’industria
Per rendere più leggibile la portata del numero, l’azienda propone due equivalenze: le emissioni evitate corrisponderebbero a quelle prodotte in un anno da oltre 138mila auto di media cilindrata, secondo il fattore emissivo medio del parco circolante elaborato su dati ISPRA.
Un secondo raffronto riguarda invece l’assorbimento naturale: la stessa quantità di CO2, secondo i fattori di conversione richiamati da Parchi per Kyoto e Legambiente, sarebbe paragonabile al lavoro svolto da circa 357mila alberi nel corso della loro vita.
Quanto può ridurre davvero il manifatturiero
Il tema si inserisce in una discussione più ampia che tocca da vicino anche il tessuto produttivo veneto. La ricorrenza internazionale del 21 settembre richiama infatti la necessità di abbassare l’uso dei combustibili fossili, ma per le aziende il punto resta soprattutto uno: capire dove e quanto si possa intervenire in modo concreto su impianti e consumi.
In questa direzione viene citato anche l’Energy Efficiency & Green Building Report 2026 del Politecnico di Milano, che per il settore manifatturiero indica un potenziale di contenimento dei consumi tra il 20% e il 30%. Un margine che, letto dal Veneto, interessa un territorio dove la produzione industriale ha un peso rilevante.
Per White Energy Group il tema non si esaurisce nella sola riduzione dei consumi iniziali, ma riguarda la capacità di mantenere nel tempo i risultati ottenuti. Un’impostazione che il gruppo collega anche ai recenti interventi Agrisolare Verona, sviluppati nell’ambito delle coperture fotovoltaiche per il comparto agricolo.
Monitoraggio continuo e peso crescente dei parametri ESG
Secondo Salvatore Fadda, Head of Origination and Monitoring della società, dalle attività di verifica e controllo sugli impianti emerge con continuità un potenziale di miglioramento ancora disponibile nel sistema industriale. Il metodo indicato passa attraverso analisi dei dati operativi, controllo predittivo e azioni mirate sui flussi energetici.
In questa lettura, la decarbonizzazione non viene presentata soltanto come un obiettivo ambientale. Per le imprese assume anche un valore economico, considerando il peso che i costi energetici e gli indicatori ESG stanno avendo nelle valutazioni aziendali.
La strategia dell’azienda veronese
L’amministratore delegato Gianluigi Mele indica la transizione energetica come un fattore di competitività per il sistema produttivo italiano. Il modello adottato da White Energy Group è quello tipico delle ESCo: la società progetta, finanzia e realizza gli interventi condividendo una parte del rischio tecnico, operativo e finanziario legato alle opere.
Oggi il gruppo conta 20 professionisti specializzati e lavora dalle sedi di Verona e Cagliari. Nel 2025 ha inoltre avviato la prima Comunità Energetica Rinnovabile ad Arena Po, in provincia di Pavia.
I numeri diffusi per la Giornata Zero Emissioni riassumono quindi il percorso compiuto da una realtà nata a Verona e attiva su scala nazionale, con l’obiettivo di misurare in modo concreto gli effetti degli interventi energetici sui processi produttivi e sui conti delle aziende.