Venezia, alle Zattere torna l’allarme violenza: due giovani feriti durante uno scontro in strada

Nel tratto frequentato del centro storico restano da chiarire ruoli e responsabilità. Gli investigatori valutano possibili legami con tensioni già emerse in città.

19 maggio 2026 21:11
Venezia, alle Zattere torna l’allarme violenza: due giovani feriti durante uno scontro in strada -
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In uno dei punti più vissuti del centro storico veneziano, tra passaggi di residenti, studenti e visitatori, una lite degenerata ha lasciato a terra due fratelli feriti. L’episodio è avvenuto alle Zattere e ha riacceso l’attenzione su una serie di contrasti che nelle ultime settimane hanno già attirato l’interesse degli investigatori.

I due uomini coinvolti appartengono, secondo quanto emerso, alla famiglia Mallat. Il più grave tra loro, un 22enne, ha riportato una ferita a una mano ed è stato medicato all’ospedale Civile di Venezia con sei punti di sutura: per lui la prognosi è di 15 giorni. Il fratello di 32 anni ha invece subito una lesione da taglio a un braccio.

Tra gli elementi al centro delle verifiche c’è anche l’uso di un machete durante lo scontro. La ferita del più giovane sarebbe compatibile con un gesto di difesa, compiuto per ripararsi da un colpo che avrebbe potuto raggiungerlo al volto.

Un episodio che si inserisce in un quadro più ampio

Chi indaga non considera quanto accaduto alle Zattere come un fatto necessariamente isolato. L’attenzione si concentra infatti su rapporti tesi tra nuclei di origine tunisina già finiti più volte nelle cronache cittadine. Tra i nomi emersi nelle prime ricostruzioni ci sarebbero componenti riconducibili alle famiglie Sakka e Mallat.

Uno dei feriti, sempre secondo quanto viene ricostruito, sarebbe comparso anche in un precedente episodio registrato ad aprile in calle lunga San Barnaba, dove due persone della stessa famiglia erano state accoltellate. Gli approfondimenti in corso puntano a capire se esista una continuità tra quei fatti e l’aggressione avvenuta nelle ultime ore.

Le verifiche su video, presenze e responsabilità

Gli investigatori stanno lavorando per definire con precisione chi fosse presente, quale sia stato il comportamento dei singoli partecipanti e chi abbia materialmente impugnato l’arma da taglio. Tra i materiali che potrebbero rivelarsi utili c’è anche la possibile circolazione online di immagini o di una diretta social relativa a parte della vicenda.

Quel materiale, se confermato e acquisito, potrebbe aiutare a ricostruire la sequenza dei momenti precedenti allo scontro e a stabilire con maggiore chiarezza movimenti, ruoli e responsabilità. Resta inoltre da accertare come sia iniziato il confronto e se vi fossero già minacce o tensioni pregresse tra le persone coinvolte.

Il collegamento con altri fatti recenti a Venezia

Nel lavoro di ricostruzione viene valutato anche un eventuale legame con altri episodi avvenuti nel centro storico, compresa la morte di un giovane con il cognome Mallat, trovato senza vita a inizio maggio nel Rio di San Polo. Si tratta di un passaggio delicato, che richiede conferme puntuali prima di poter delineare un quadro definitivo.

Per Venezia il dato più evidente resta però l’ennesimo episodio violento avvenuto in pieno spazio pubblico, in una zona molto frequentata della città. Proprio per questo l’inchiesta mira non solo a chiarire quanto successo alle Zattere, ma anche a prevenire nuove possibili ritorsioni in un contesto che viene osservato con crescente attenzione.

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