Al Lido prende forma il Comitato d’Onore dei Piloni Dalmati: la Sensa rilancia il ponte di Venezia con l’altra sponda dell’Adriatico

A San Nicolò cerimonia con alzabandiera, la presenza del sindaco Brugnaro e l’avvio del nuovo organismo dedicato a memoria, cultura e dialogo adriatico.

18 maggio 2026 14:21
Al Lido prende forma il Comitato d’Onore dei Piloni Dalmati: la Sensa rilancia il ponte di Venezia con l’altra sponda dell’Adriatico -
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La Festa della Sensa, uno dei momenti più identitari del calendario veneziano, quest’anno ha lasciato anche un segno organizzativo e simbolico al Lido. Nell’area del Monastero di San Nicolò è stato infatti avviato il Comitato d’Onore della Sensa ai Piloni Dalmati per l’Europa delle due sponde adriatiche, nuovo organismo che punta a tenere insieme memoria storica, iniziative culturali e relazioni tra le comunità affacciate sul mare Adriatico.

La giornata si è svolta il 17 maggio 2026 nell’ambito dell’iniziativa “Ti con nu, nu con Ti”, con il momento centrale dell’alzabandiera ai Piloni Dalmati. Il coordinamento della cerimonia è stato affidato all’alpino paracadutista Maurizio Vianello, mentre il Coro Serenissima Venezia ha accompagnato il programma con l’esecuzione musicale.

Al Lido era presente anche il sindaco Luigi Brugnaro. A conclusione dell’appuntamento ha partecipato pure il patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, che si è unito a una foto ricordo con i promotori dell’iniziativa.

Un nuovo organismo con sede al Global Campus

Il nuovo Comitato nasce con sede al Global Campus of Human Rights e si richiama in modo esplicito alla tradizione della Sensa e al valore evocativo dei Piloni Dalmati. L’obiettivo dichiarato è costruire un percorso pubblico capace di intrecciare patrimonio culturale, diritti umani e dialogo europeo, con particolare attenzione al rapporto tra le due coste dell’Adriatico.

Nelle intenzioni dei promotori, il Comitato dovrà sostenere attività commemorative, progetti educativi e appuntamenti culturali dedicati a un’area che viene letta non solo in chiave storica, ma anche come spazio di cooperazione e incontro.

Chi ha promosso l’iniziativa a San Nicolò

L’appuntamento si è tenuto sotto l’egida del Comune di Venezia ed è stato costruito insieme a una rete di realtà del territorio e del mondo associativo. Hanno collaborato Global Campus of Human Rights, Coordinamento Associazioni d’Arma di Venezia, Società Dalmata di Storia Patria, Associazione Dalmati Italiani nel Mondo APS, consiglieri di Municipalità e Comune, Europa Adriatica Nordest e Aeroporto Nicelli.

Il taglio dell’incontro ha messo in evidenza il ruolo del Lido come luogo dove memoria civica, storia veneziana e aperture internazionali continuano a incrociarsi. Non solo celebrazione, quindi, ma anche tentativo di dare continuità a un patrimonio simbolico molto radicato nella storia della città.

Il valore dei Piloni Dalmati per Venezia

I Piloni Dalmati rappresentano uno dei punti più significativi di questo racconto storico. Restaurati grazie al sostegno dell’Associazione Dalmati Italiani nel Mondo, sono composti da tre grandi cippi in pietra d’Istria e riportano i segni di Venezia, della Dalmazia e della vicenda della Serenissima.

Il monumento venne realizzato nel 2005 su iniziativa di Tullio Vallery e Franco Luxardo, con il supporto del Lions Club Lido. Il richiamo è a quello che viene indicato come l’ultimo episodio d’armi a Venezia, ma più in generale i Piloni vengono letti come una traccia concreta del legame storico, umano e culturale tra la laguna, l’Istria, il Quarnero e la Dalmazia.

La frase che dà nome alla giornata

Il titolo dell’iniziativa rimanda a una formula carica di significato: “Ti con nu, nu con Ti”, cioè “Tu con noi, noi con Te”. L’espressione viene associata al 23 agosto 1727 e al giuramento di Perasto, pronunciato dal capitano veneziano Giuseppe Viscovich nel momento in cui venne ammainato per l’ultima volta il Gonfalone della Serenissima.

Ai Piloni Dalmati, una targa in pietra d’Istria ricorda inoltre un altro passaggio storico legato al Lido: il 20 aprile 1797, all’ingresso del porto, marinai delle Bocche di Cattaro guidati dal capitano Alvise Viscovich respinsero una provocazione navale francese, in un episodio che la memoria veneziana collega alla fedeltà dalmata verso Venezia.

Perché la Sensa resta centrale nella storia veneziana

Il contesto in cui è maturata l’iniziativa non è secondario. La Sensa, con il tradizionale rito dello sposalizio con il mare nel tratto d’acqua davanti alla chiesa di San Nicolò, continua a rappresentare uno dei simboli più forti del rapporto tra Venezia e la sua dimensione marittima.

La ricorrenza affonda le radici nell’impresa del doge Pietro II Orseolo nell’anno 1000, quando Venezia consolidò il proprio ruolo sull’Adriatico e intervenne in aiuto della Dalmazia. È da quella stagione che prende forma una parte essenziale della vocazione marittima della Serenissima, ancora oggi richiamata da luoghi, monumenti e cerimonie come quelle ospitate al Lido.

La nascita del Comitato ai Piloni Dalmati si inserisce proprio in questa continuità: non un semplice atto formale, ma un tassello che prova a rimettere al centro un tratto della storia veneziana ancora molto presente nella memoria pubblica della città.

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