Venezia, imprese venete e finanza a confronto: governance, capitale e digitale al centro dell’incontro

Nel capoluogo lagunare il dialogo tra Banca Generali e tre realtà del Veneto su crescita aziendale, passaggi strategici e nuovi strumenti per le PMI.

20 maggio 2026 14:28
Venezia, imprese venete e finanza a confronto: governance, capitale e digitale al centro dell’incontro -
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Per molte aziende venete la crescita oggi non passa soltanto dai risultati commerciali, ma anche dalla capacità di ridefinire assetti interni, aprirsi a nuovi partner e affrontare con metodo la trasformazione digitale. Da questo punto di vista, l’appuntamento ospitato a Venezia ha messo insieme esperienze imprenditoriali e competenze finanziarie con uno sguardo molto concreto sulle sfide che interessano il tessuto produttivo regionale.

Nel capoluogo si è svolto il convegno “Rotte del capitale: Guidare l'impresa tra crescita, governance e apertura al mercato”, promosso da Banca Generali, con la partecipazione di tre aziende del Veneto: AzzurroDigitale, Bios Line e Molino Rossetto. L’iniziativa ha acceso l’attenzione su temi che per molte PMI locali sono ormai centrali: organizzazione societaria, sviluppo dimensionale, accesso ai capitali e continuità imprenditoriale.

L’incontro è stato avviato da Sergio Gregori, Wealth Advisor Manager, all’interno di un appuntamento organizzato dai private banker del Leone nella squadra del Sales Manager di Rete Rodolfo Lomelina. Alla tavola rotonda ha preso parte anche Leandro Bovo, Head of Wealth e International Advisory Network Development di Banca Generali, con un confronto dedicato agli strumenti oggi disponibili per accompagnare le imprese nei loro percorsi di evoluzione.

Tre casi veneti per leggere il cambiamento

La discussione si è sviluppata attorno alle testimonianze di Carlo Pasqualetto, cofondatore di AzzurroDigitale, Chiara Rossetto, amministratrice delegata di Molino Rossetto, e Paolo Tramonti, fondatore e amministratore di Bios Line. Tre storie diverse, ma unite dalla necessità di affrontare passaggi decisivi in un mercato che chiede velocità, struttura e visione.

Per AzzurroDigitale, tech company italiana focalizzata sulla digitalizzazione delle imprese manifatturiere, il tema è stato quello dell’innovazione come leva per crescere e consolidarsi. Nel confronto veneziano è emerso anche il passaggio della società all’interno del gruppo Zucchetti, indicato come tappa utile a sostenere una nuova fase di sviluppo.

Molino Rossetto ha portato invece l’esperienza di un marchio con una lunga storia, chiamato a tenere insieme identità e capacità di adattamento. Al centro dell’intervento il valore della governance come strumento non solo organizzativo, ma anche strategico, soprattutto quando un’impresa deve prepararsi al futuro senza perdere i tratti che l’hanno resa riconoscibile.

Bios Line ha infine illustrato un percorso di crescita su scala internazionale mantenendo il legame con il territorio. Tra i punti affrontati, anche il possibile contributo di un partner finanziario all’interno del capitale aziendale, visto come fattore capace di accelerare investimenti e ampliamento del business.

Governance e capitali, i numeri richiamati al convegno

Nel corso dell’evento sono stati richiamati anche alcuni dati a supporto del dibattito. Dall’Osservatorio Imprese 2025 del Corporate Governance Lab di SDA Bocconi, realizzato con il supporto di Banca Generali e con PwC, emerge che una struttura di governo societario più solida tende ad associarsi a performance migliori. In base allo studio, ogni punto in più nel CG Index corrisponde mediamente a un aumento di 0,29 punti percentuali del Return on Assets medio.

Accanto al tema della governance, si è parlato anche del ruolo del private capital. I dati AIFI riferiti al 2025, citati durante l’incontro, indicano in Italia circa 2.600 aziende in portafoglio, di cui 1.400 nel private equity e 1.200 nel venture capital. Un quadro che segnala come l’ingresso di investitori esterni sia ormai una strada valutata con crescente interesse anche nel mondo delle PMI.

Il nodo del rapporto tra imprenditori e private banking

Uno dei messaggi emersi con maggiore chiarezza riguarda il posizionamento del private banking nel dialogo con le famiglie imprenditoriali. Non solo gestione patrimoniale, quindi, ma anche accompagnamento nelle decisioni che toccano operazioni straordinarie, ricambi generazionali, apertura al mercato e ridefinizione degli equilibri societari.

In questo quadro, Banca Generali ha richiamato il proprio modello di servizi dedicati ad aziende, professionisti e imprenditori, tra wealth management e corporate advisory. Tra i passaggi ricordati anche l’acquisizione nel 2025 delle competenze di investment banking di Intermonte, società attiva da oltre trent’anni nel supporto alle PMI italiane nel rapporto con i mercati dei capitali.

“I private banker ricoprono sempre più un ruolo strategico per chi fa impresa. Dalle operazioni straordinarie, allo sbarco sui mercati, passando per operazioni di riassetto di governance, anche in chiave successoria, il banker può affiancare la famiglia imprenditoriale nella ricerca delle soluzioni che meglio rispondono ai suoi interessi patrimoniali. Ed è un ruolo che sentiamo come una missione, perché crediamo che la protezione del patrimonio degli imprenditori non possa prescindere dalla tutela e dalla crescita dell’azienda”, ha dichiarato Leandro Bovo.

L’appuntamento veneziano ha così offerto una fotografia nitida di un passaggio che riguarda da vicino il Veneto: imprese radicate, spesso familiari, chiamate a strutturarsi meglio per restare competitive. Tra digitale, governance e accesso a nuovi capitali, il confronto ha mostrato come lo sviluppo oggi richieda competenze sempre più integrate.

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