Venezia 1989 diventa un arcade: Skardy rilancia “Pin Floi” con un gioco online

Dalla notte del concerto dei Pink Floyd nasce un videogame gratuito firmato Sir Oliver Skardy, tra memoria veneziana, ironia e immagini d’archivio.

18 maggio 2026 08:11
Venezia 1989 diventa un arcade: Skardy rilancia “Pin Floi” con un gioco online -
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Una pagina controversa della storia recente veneziana rientra nell’attualità in una forma inattesa: quella del videogioco. Sir Oliver Skardy ha scelto di riportare al centro “Pin Floi”, il brano nato dal caos del concerto dei Pink Floyd in laguna, trasformandolo in un arcade accessibile gratis via web.

L’operazione mette insieme nostalgia pop, racconto cittadino e cultura musicale veneta. Il progetto si intitola “Sir Oliver Skardy Pin Floi - The Videogame” e rilegge con tono leggero una serata rimasta impressa nella memoria di Venezia ben oltre l’evento musicale.

Un ricordo veneziano che cambia linguaggio

Il punto di partenza è noto: luglio 1989, palco galleggiante davanti a Piazza San Marco, una folla enorme in città e una gestione che lasciò dietro di sé polemiche durate a lungo. Da quell’episodio, per Skardy, non nacque il ricordo romantico del grande concerto, ma una canzone ironica costruita sull’esperienza di chi quella sera restò intrappolato nel disordine generale senza riuscire ad arrivare dove avrebbe voluto.

Negli anni “Pin Floi” è diventata una delle tracce più riconoscibili dell’universo Pitura Freska. Oggi quel racconto prende una strada diversa e passa dallo schermo, con una formula che guarda dichiaratamente ai cabinati anni Ottanta.

Come funziona il gioco

Il videogame riprende l’estetica degli arcade classici e costruisce livelli ispirati a elementi legati a quella notte veneziana: la massa di persone, i rifiuti lasciati in città, i dettagli più grotteschi e popolari di un evento che ancora divide i giudizi. L’impianto resta volutamente ironico, in linea con lo spirito del brano.

Non serve installare nulla: il gioco è utilizzabile online da qualsiasi dispositivo. A firmarne sviluppo e grafica è Adolfo Zilli, figura che unisce competenze informatiche e produzione audiovisiva e che aveva già collaborato con Skardy in un precedente videoclip.

Il percorso di gioco include anche un contenuto aggiuntivo pensato per i fan e per chi conserva memoria di quegli anni. Superando i vari passaggi, infatti, si sbloccano fotografie d’archivio messe a disposizione da Andrea Pattaro, Marco Sabbadin di VeneziaVision e Alberto Durgante di Floydseum.

Premi e scadenza della classifica

Il progetto prevede anche una graduatoria valida fino al 18 luglio, data del Redentore 2026. Ai primi tre classificati andranno l’ultimo vinile autografato di Sir Oliver Skardy e la sua biografia, trasformando così il gioco in una piccola iniziativa per collezionisti e appassionati della scena veneziana.

Accanto al videogame, infatti, Skardy ha rimesso mano anche alla canzone con “Pin Floi (35 Years Pitura Freska Celebration)”, nuova incisione distribuita sulle piattaforme digitali. Il brano è uscito anche su 45 giri da collezione insieme a “11 Leoni (Tormenton forza Union)”, pezzo dedicato al tifo del Venezia FC.

Tra Marghera, Treviso e Musile: la rete veneta del progetto

La nuova versione musicale è stata registrata allo Shooting Star Studio di Marghera per la parte principale del lavoro. La batteria è stata invece incisa al New Sin Studio di Loria, nel Trevigiano, mentre mix e mastering sono stati realizzati al Bonz Lab Mixing & Mastering Room di Musile di Piave.

È un dettaglio che restituisce bene la dimensione territoriale dell’operazione: un’idea nata da una vicenda veneziana ma costruita attraverso professionalità distribuite in più punti del Veneto. Nel cast compaiono, tra gli altri, Daniele Novello, Michele “Lele” Pagiaro, Alessandro “Ale Drum” Miazzi e Roberto “Sciubert” Pettenello, con una formazione ampia che accompagna Skardy in questa rilettura celebrativa.

Il peso di quella notte nella memoria della città

Al di là dell’aspetto ludico, il progetto riapre una riflessione che a Venezia non si è mai davvero chiusa. Il live dei Pink Floyd resta uno degli episodi simbolo del rapporto complicato tra grandi eventi e fragilità urbana, tra richiamo internazionale e vita quotidiana della città.

Rivedere oggi quella vicenda attraverso una canzone aggiornata e un videogioco significa anche misurare quanto quell’estate continui a pesare nell’immaginario veneziano. Skardy sceglie la strada dell’ironia, ma il riferimento resta preciso: una notte che, nel bene e nel male, Venezia non ha mai smesso di raccontare.

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