Veneto verso il weekend più rovente: in pianura punte fino a 40 gradi, ma senza una data certa per il cambio d’aria
ARPAV colloca tra venerdì 31 luglio e domenica 2 agosto la fase più intensa del caldo. Entroterra e città le aree più esposte, con notti pesanti e afa diffusa.
Il passaggio più delicato, per il Veneto, è concentrato tra la fine di luglio e il primo fine settimana di agosto. Le indicazioni ufficiali di ARPAV disegnano una nuova fase di caldo molto intenso con massime che, nelle zone di pianura, potranno arrivare vicino ai 40 gradi.
Più che un singolo giorno da cerchiare in rosso, conta la durata: l’aumento termico è partito già da martedì 28 luglio, crescerà tra mercoledì e giovedì e raggiungerà il punto più severo fra venerdì 31 luglio e domenica 2 agosto 2026. Per chi vive nelle aree urbanizzate, il peso dell’ondata si misurerà anche dopo il tramonto.
La questione riguarda da vicino soprattutto l’entroterra veneto, dove il caldo tende a restare intrappolato fra asfalto, palazzi e traffico. Sulla costa i valori massimi possono risultare leggermente più bassi, ma umidità e ventilazione debole rischiano di rendere comunque faticose le giornate.
Le zone venete da tenere maggiormente sotto osservazione
ARPAV non indica, allo stato attuale, un elenco di comuni destinati con certezza a toccare i 40 gradi. La previsione regionale segnala però che la fascia più esposta è quella della pianura, in particolare nelle porzioni interne di Veronese, Vicentino, Padovano, Rodigino, Trevigiano e Veneziano lontano dall’effetto della brezza marina.
Le città meritano un’attenzione speciale. Padova, Verona, Vicenza, Treviso, Rovigo e gli altri centri di pianura possono accumulare calore per tutta la giornata e restituirlo anche la sera. In questi contesti la temperatura percepita, fra piazze assolate, parcheggi e strade molto calde, può diventare più pesante del dato letto sul bollettino.
Venezia e il litorale non sono automaticamente al riparo. Se da un lato il mare può contenere le massime rispetto all’interno, dall’altro l’afa e il ridotto calo notturno possono lasciare poco sollievo nelle ore di riposo.
Quando arriva il picco del caldo
Secondo il quadro ufficiale disponibile, mercoledì 29 luglio sarà il giorno in cui il rialzo diventerà più evidente su gran parte del Veneto. Giovedì 30 luglio la fase calda entrerà pienamente nel vivo, mentre fra venerdì 31 luglio, sabato 1 e domenica 2 agosto è atteso il culmine.
ARPAV include infatti proprio il fine settimana nella fase apicale dell’ondata. Questo significa che non si tratta di un episodio rapido di una sola giornata, ma di una sequenza di ore molto calde che potrebbe mettere in difficoltà soprattutto anziani, bambini, persone fragili e chi lavora o si sposta all’aperto.
Per il momento non c’è invece una data affidabile da indicare come conclusione certa dell’episodio. Le elaborazioni successive potranno chiarire meglio se l’attenuazione arriverà subito dopo domenica oppure se il caldo insisterà ancora nei primi giorni di agosto.
Temporali sulle montagne non significano tregua per tutta la regione
Uno dei punti più importanti riguarda il possibile ritorno dell’instabilità. Nei bollettini ufficiali disponibili non compare ancora un passaggio organizzato capace di riportare un vero ricambio d’aria su tutto il Veneto.
Nel weekend qualche fenomeno potrà svilupparsi più facilmente sui rilievi alpini, ma questo non equivale automaticamente a una rinfrescata generalizzata in pianura o lungo la costa. Un temporale di montagna può restare confinato in quota oppure interessare solo una parte della fascia pedemontana.
Per parlare di svolta reale bisognerà vedere un calo più ampio, soprattutto nelle temperature minime notturne, oltre a un cambiamento più netto della massa d’aria. Fino a quel momento, indicare un giorno preciso per la fine dell’ondata sarebbe prematuro.
Le ore più difficili tra città, casa e spostamenti
Nella pratica, la fascia più gestibile resta quella del mattino presto. Commissioni, visite, brevi spostamenti e attività all’aperto conviene concentrarli nelle prime ore, prima che strade e superfici inizino a surriscaldarsi in modo marcato.
Tra tarda mattinata e pomeriggio il consiglio più utile è ridurre l’esposizione diretta, cercare ambienti ombreggiati o climatizzati e rinviare sforzi fisici non indispensabili. Anche dopo le 19, soprattutto in pianura, il calore accumulato dall’asfalto può continuare a farsi sentire.
In casa, schermare il sole prima che entri resta una delle misure più efficaci. Persiane, tapparelle e protezioni esterne aiutano più di quanto faccia il tentativo di raffreddare locali già arroventati. Il climatizzatore va usato evitando sbalzi eccessivi, mentre di notte la ventilazione naturale diventa utile solo se l’aria esterna è davvero più fresca di quella interna.
Lavoro all’aperto: in Veneto resta valida l’ordinanza regionale
Nel territorio veneto è in vigore dal 17 giugno al 31 agosto 2026 l’ordinanza che blocca il lavoro con esposizione prolungata al sole dalle 12.30 alle 16 nei comparti agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili all’aperto e nelle cave, nei giorni e nelle aree in cui la mappa Worklimate segnala rischio alto per attività fisica intensa al sole.
Si tratta di un riferimento importante per imprese e lavoratori, ma non esaurisce il tema della sicurezza. Anche al di fuori dei casi in cui scatta lo stop, restano fondamentali pause, acqua, ombra, organizzazione dei turni e attenzione alle condizioni reali del luogo in cui si opera.
Il quadro, in sintesi, è questo: il Veneto entra nei giorni più pesanti dell’ondata proprio a ridosso del weekend, con pianura e centri urbani come aree più sensibili e una tregua ancora tutta da confermare. In questa fase il controllo quotidiano dei bollettini ARPAV resta lo strumento più utile per capire come muoversi, città per città.