Veneto in viaggio tra arte e paesaggi: il festival 2026 riparte da Possagno e tocca 10 località
Da metà settembre a fine ottobre la rassegna itinerante attraversa il Veneto con incontri, spettacoli e nuove tappe, tra cui Caorle.
Dieci appuntamenti distribuiti nei fine settimana, da metà settembre fino alla fine di ottobre, per costruire un percorso che attraversa il Veneto con uno sguardo insieme culturale e turistico. Il Festival del Viaggiatore prepara così la sua edizione 2026, la dodicesima, scegliendo come parola guida “Rivoluzione”.
La partenza è fissata per venerdì 18 settembre a Possagno, nel Museo Gypsotheca Antonio Canova. Da lì la rassegna ideata da InArtE20 proseguirà in altre località venete con un calendario ancora in completamento, ma con alcune tappe già annunciate tra Trevigiano, Vicentino e costa.
Un percorso diffuso che mette in rete il territorio
Il format resta quello che negli anni ha caratterizzato il festival: non una manifestazione concentrata in un solo luogo, ma un programma itinerante che usa il viaggio come chiave di lettura del presente. Incontri, spettacoli, mostre, camminate, visite e momenti esperienziali vengono pensati per dare valore a spazi noti e meno conosciuti del Veneto.
La rassegna lavora infatti su più piani. C’è la promozione dei luoghi, spesso raccontati fuori dai circuiti più consueti; c’è l’aspetto culturale, che mette in dialogo linguaggi diversi; e c’è una dimensione sociale, perché il pubblico viene coinvolto non come semplice platea ma come parte attiva di un’esperienza condivisa.
Nel tempo il Festival del Viaggiatore ha consolidato una sua riconoscibilità nel panorama regionale, attirando presenze anche da fuori Veneto. Il progetto è stato indicato anche a livello europeo come buona pratica nella valorizzazione dell’identità dei territori e nella costruzione di un turismo attento alla qualità dell’esperienza.
Il tema 2026: “Rivoluzione”
Dopo l’edizione 2025 dedicata a “Solo per amore. Per cosa vale la pena vivere”, quest’anno il festival cambia fuoco e invita a ragionare sul cambiamento. “Rivoluzione” viene proposta non in senso distruttivo, ma come possibilità di rimettere in discussione abitudini, immaginare alternative e cercare nuovi equilibri più umani, creativi e sostenibili.
Anche l’immagine scelta per accompagnare l’edizione va in questa direzione: un cannone che spara cervelli. Un simbolo volutamente forte e ironico, pensato per tradurre l’idea di un’energia culturale capace di incidere sul presente attraverso pensiero, immaginazione, dialogo e libertà.
Il tema sarà sviluppato con forme differenti: racconti di viaggio, concerti, performance, laboratori, passeggiate narrative, riflessioni filosofiche e appuntamenti dedicati al paesaggio, all’innovazione, all’ambiente e ai cambiamenti sociali.
Le prime date già annunciate in Veneto
L’apertura del 18 settembre a Possagno metterà in relazione i gessi canoviani con l’universo visivo di Milo Manara, in un confronto tra patrimonio classico e sensibilità contemporanea. Il giorno seguente, 19 settembre, il festival si sposterà a Bassano del Grappa, nella villa palladiana Angaran San Giuseppe, con incontri su letteratura, impresa artigiana e rapporto tra uomo e paesaggio.
Tra i nomi già indicati per Bassano figurano Chiara Francini e Mauro Mazza. Il 20 settembre è poi previsto un doppio passaggio nel Vicentino: prima a Vicenza, sulla terrazza della Basilica Palladiana, con Maurizio De Giovanni; poi a Villa Ca’ Baroncello a Cassola, dove è annunciata la presenza di Moni Ovadia.
Tra le novità più evidenti del 2026 c’è la tappa del 25 settembre a Caorle. In questa occasione il festival si collegherà per la prima volta al mondo dei camperisti attraverso la collaborazione con Federcampeggio e con il mensile “Itinerari e Luoghi”. La base dell’evento sarà il Villaggio Turistico San Francesco, con iniziative dedicate, la partecipazione del comico Vito ed escursioni in battello tra laguna e centro storico.
Nel calendario già anticipato compaiono anche Asolo, Riese Pio X e Feltre. Le altre destinazioni e il programma completo saranno comunicati più avanti.
Una rassegna che unisce cultura, ospiti e comunità
Uno degli elementi che negli anni hanno distinto il festival è la scelta degli ospiti, chiamati non per una presenza formale ma per la capacità di aprire conversazioni e prospettive. Nelle edizioni passate hanno partecipato, tra gli altri, Concita De Gregorio, Gianni Amelio, Ilaria Capua, Tosca, Kasia Smutniak, Andrea Pennacchi, Simonetta Agnello Hornby, Antonio Caprarica, Nicola Gratteri e Guidalberto Bormolini.
L’idea di fondo resta quella di creare relazioni tra persone, istituzioni, imprese e territori, facendo della cultura un motore concreto di partecipazione e innovazione sociale. Alla base del progetto c’è il lavoro di InArtE20 – Cultura in movimento. Il team del Festival del Viaggiatore è composto da Emanuela Cananzi, direttrice artistica e responsabile dei progetti, Giulia Cananzi, direttrice della comunicazione e giornalista professionista, e Roberto Lena, responsabile della produzione video.
Per il Veneto si profila quindi un nuovo itinerario capace di intrecciare borghi, ville, città d’arte e paesaggi, con l’obiettivo di trasformare ogni tappa in un’occasione di racconto del territorio. Il programma definitivo non è ancora chiuso, ma la traiettoria della rassegna è già chiara: portare idee, incontri ed esperienze in luoghi diversi della regione, facendo del viaggio una forma di partecipazione culturale.