Ulss venete, in Consiglio regionale arriva la proposta M5S: linee guida su nomine e appalti per valutare i dg

Il documento presentato da Flavio Baldan chiede criteri regionali uniformi per intervenire in caso di violazioni dell’imparzialità nelle aziende sanitarie.

13 luglio 2026 16:39
Ulss venete, in Consiglio regionale arriva la proposta M5S: linee guida su nomine e appalti per valutare i dg -
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Le regole con cui le Ulss del Veneto gestiscono incarichi, selezioni e affidamenti finiscono al centro di una nuova iniziativa politica a Palazzo Ferro Fini. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle Flavio Baldan ha presentato una mozione che punta a fissare indicazioni regionali più precise sui casi in cui un direttore generale possa essere chiamato a rispondere per violazioni del principio di imparzialità.

Il testo, sottoscritto anche dalla capogruppo de Le Civiche Venete Rossella Cendron, sollecita la giunta regionale ad approvare un atto di indirizzo dedicato. L’obiettivo indicato è dare una cornice operativa chiara a un tema che riguarda da vicino il funzionamento delle aziende sanitarie del territorio veneto.

La richiesta: criteri uguali per tutte le Ulss

Secondo Baldan, oggi manca in Veneto una disciplina procedurale specifica che chiarisca come valutare eventuali irregolarità nelle procedure di assunzione, nelle nomine o nell’assegnazione di commesse. Proprio questa assenza, nella lettura del consigliere, lascerebbe spazi di incertezza nell’applicazione delle norme già esistenti.

La mozione chiede quindi di definire parametri omogenei, validi a livello regionale, per accertare le responsabilità dei direttori generali quando emergano comportamenti in contrasto con imparzialità e buon andamento dell’amministrazione.

Il richiamo alle norme già in vigore

Nel documento viene ricordato che il decreto legislativo 502 del 1992 contempla già la possibilità di arrivare alla risoluzione del contratto del direttore generale, con conseguente decadenza e sostituzione, nei casi previsti dalla legge. Il punto politico sollevato dal M5S non riguarda quindi nuove sanzioni, ma il modo in cui queste possano essere valutate e applicate.

Per Baldan serve infatti una base definita in anticipo, capace di indicare passaggi, criteri e livelli di gravità. In questo modo, sostiene, verrebbero tutelati sia i poteri di controllo della Regione sia le garanzie di contraddittorio per i dirigenti coinvolti.

Il modello citato e il nodo della delibera regionale

Tra i riferimenti richiamati nella mozione c’è l’esperienza della Campania, dove è stato approvato un disciplinare usato come esempio per regolare la valutazione dei direttori generali delle aziende sanitarie in presenza di possibili violazioni del principio di imparzialità.

Baldan collega il tema anche alla recente delibera 276 della Giunta veneta, quella che fissa per quest’anno gli obiettivi di funzionamento dei servizi delle Ulss. Pur prevedendo la valutazione annuale dei direttori generali, osserva il consigliere, il provvedimento non affronta in modo esplicito il tema dell’imparzialità nelle procedure selettive.

Risultati di gestione e violazioni di legge: i due piani distinti

Uno dei passaggi centrali della mozione riguarda la distinzione tra la verifica degli obiettivi raggiunti dal direttore generale e un’altra ipotesi, diversa, legata a possibili violazioni di legge o dei principi che regolano il buon andamento della pubblica amministrazione. Nel primo caso si parla di conferma o meno dell’incarico; nel secondo, di responsabilità per gravi inadempimenti.

Da qui la richiesta di un atto regionale che indichi con maggiore precisione gli indici di imputabilità e una graduazione delle condotte, senza introdurre automatismi. La finalità dichiarata è rendere più leggibile il perimetro entro cui la Regione può intervenire.

Nel testo si ricorda inoltre che il Veneto ha già adottato protocolli d’intesa e patti di integrità con sindacati confederali e associazioni di categoria sul fronte degli appalti, nel segno della trasparenza e del contrasto alle distorsioni del mercato. La mozione ora prova a portare quella stessa attenzione anche sul versante delle responsabilità dei vertici delle aziende sanitarie, con un passaggio formale in Consiglio regionale.

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