Treviso, il Toti Dal Monte chiude con cinque debutti: restano scoperti i ruoli centrali della Traviata
Finale al Teatro Mario Del Monaco: scelti cinque interpreti per la produzione condivisa con Padova e Rovigo. Tra i premiati spicca il baritono bulgaro Svilen Denchev.
La finale del Concorso internazionale Toti Dal Monte consegna a Treviso cinque nuovi nomi destinati al debutto nella prossima Traviata, ma lascia ancora aperta la partita dei personaggi principali. Al Teatro Comunale Mario Del Monaco la giuria ha infatti assegnato solo una parte dei ruoli previsti, rinviando la scelta per Violetta, Alfredo, Flora e Duphol.
È questo l'esito della 52ª edizione della competizione dedicata ai giovani cantanti lirici, appuntamento che continua a rappresentare uno dei passaggi più osservati nel panorama operistico del Nordest. I vincitori saliranno in scena nella nuova produzione verdiana inserita nella stagione dei teatri di Treviso, Padova e Rovigo.
Tra i profili emersi nella serata finale, il nome più rilevante è quello del baritono bulgaro Svilen Denchev, 23 anni, scelto per Giorgio Germont. Gli altri ruoli assegnati riguardano Annina, affidata al soprano pugliese Anna Cimmarrusti, 31 anni; Gastone, andato al tenore padovano Matteo Urbani, 26 anni; il Dottor Grenvil, per il basso cinese Huigang Liu, 29 anni; e il Marchese d’Obigny, vinto dal baritono argentino Alejo Guiomar Alvarez, 28 anni.
Una finale seguita dal pubblico trevigiano
I 12 finalisti si sono esibiti davanti al pubblico del teatro cittadino con pagine tratte dall'opera di Verdi, accompagnati dall'Orchestra Regionale Filarmonia Veneta diretta da Leonardo Benini. La serata è stata presentata da Annachiara Vitaliani e ha chiuso ufficialmente l'edizione 2026 del concorso.
Il dato che più colpisce, oltre ai nomi scelti, resta la prudenza sui ruoli di maggiore peso. La commissione ha preferito non forzare la decisione sui protagonisti dell'opera, una scelta che incide anche sull'attesa per l'inaugurazione di stagione, prevista a partire da Treviso in autunno.
I riconoscimenti aggiuntivi assegnati dopo la prova
Accanto ai ruoli di palcoscenico, la giuria ha distribuito anche tre premi speciali. La borsa di studio “Talento per il futuro”, da 1.500 euro, messa a disposizione dal Comune di Mogliano Veneto insieme agli Amici della Musica Toti Dal Monte, è andata ancora a Svilen Denchev, protagonista della serata anche per questo riconoscimento.
Sanlin Wang è stato invece selezionato per partecipare al concerto “Gala Lirico 400 Volte Otello”, in programma il 30 ottobre 2026 nell'ambito del Premio Pier Miranda Ferraro, riconoscimento offerto dall'associazione Memoria Vocis Cirino-Silveri. A Matteo Urbani e Lorena Cesaretti è stato assegnato il concerto premio dedicato a Gastone Limarilli, promosso dalla Città di Montebelluna e fissato per domenica 21 giugno.
Un concorso sempre più internazionale
L'edizione appena conclusa ha portato a Treviso 105 candidati provenienti da 18 Paesi, confermando la dimensione internazionale della manifestazione. A guidare la giuria è stato Nicola Colabianchi, sovrintendente della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia, affiancato da Cristiano Sandri, Gianni Tangucci, Alessandro Di Gloria, Evamaria Wieser, Giancarlo Andretta, Edoardo Bottacin, Federico Faggion e Stefano Canazza.
Il concorso, nato nel 1969 per iniziativa di Antonio Mazzarolli e intitolato dal 1975 al soprano trevigiano, mantiene così il suo ruolo di ponte tra formazione e palcoscenico professionale. Il fatto che il debutto previsto coinvolga anche Padova e Rovigo rafforza inoltre il valore territoriale dell'iniziativa per il sistema lirico veneto.
Le motivazioni della giuria sui ruoli non attribuiti
Nelle dichiarazioni diffuse al termine della finale, l'assessore alla Cultura di Treviso Maria Teresa De Gregorio ha sottolineato la partecipazione del pubblico e il significato della settimana per la città, parlando di un appuntamento segnato da arte e bellezza. Un passaggio che conferma quanto il concorso continui a essere percepito come un evento identitario per il capoluogo.
Stefano Canazza, direttore artistico della stagione lirica e concertistica del Teatro Mario Del Monaco, ha rimarcato l'impegno richiesto a concorrenti e commissione e si è detto fiducioso sulla possibilità di completare in tempi brevi il cast mancante. Secondo Nicola Colabianchi, la mancata assegnazione dei due personaggi centrali è dipesa da valutazioni differenti emerse durante il confronto tra i giurati: da qui la scelta di non accelerare su ruoli delicati come quelli dei protagonisti, pur riconoscendo il buon livello generale e indicando in Svilen Denchev il talento più evidente dell'edizione.
Il legame tra Treviso e la Traviata
Quella del 2026 è anche una novità per la storia del Toti Dal Monte: per la prima volta il titolo in palio è La traviata. L'opera non era mai entrata prima nel concorso, nonostante il rapporto stretto con questo territorio. Dopo il debutto difficile dell'opera, Giuseppe Verdi soggiornò infatti a Villa Condulmer, a Mogliano, dove tornò sulla partitura.
Il legame con Treviso passa anche dal palcoscenico del Comunale, dove Violetta è stata interpretata nel tempo da nomi importanti del Novecento, a partire dalla stessa Toti Dal Monte. Tra le presenze ricordate dalle cronache figurano anche Mafalda Favero, Iris Adami Corradetti, Virginia Zeani, Magda Olivero, Anna Moffo, Katia Ricciarelli e, più vicino a noi, Gilda Fiume nell'edizione del 2018. Una tradizione che ora attende di conoscere anche i nuovi protagonisti mancanti della prossima produzione.