Treviso, il territorio bio raccontato dagli studenti: un documentario arriverà al Cinema Edera

Coinvolte le scuole di Villorba Povegliano, Maserada Breda di Piave e Treviso: al centro aziende, filiera corta e consumo consapevole

26 maggio 2026 16:02
Treviso, il territorio bio raccontato dagli studenti: un documentario arriverà al Cinema Edera -
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Non solo lezioni in classe, ma un vero percorso sul territorio che a Treviso ha portato centinaia di studenti a osservare da vicino come nasce una parte dell’economia agricola locale. Il risultato prenderà la forma di un documentario, ora in lavorazione, che sarà presentato al Cinema Edera al termine dell’anno scolastico.

Il progetto si intitola “Terra di relazioni” e quest’anno ha scelto di concentrarsi su Rete Terra Nova, realtà che riunisce aziende bio-ecologiche del Trevigiano. A guardarle e raccontarle sono stati soprattutto i più giovani, chiamati a misurarsi con il linguaggio del cinema e con i temi della sostenibilità.

I numeri dell’iniziativa danno l’idea delle dimensioni del lavoro svolto: circa 700 studenti delle classi seconde e terze di tre istituti comprensivi, distribuiti in cinque plessi, e una ventina di ragazzi coinvolti nella parte più operativa del laboratorio documentario.

Un progetto che unisce scuola, cinema e territorio

L’iniziativa è promossa dall’Istituto Comprensivo Villorba Povegliano, con ideazione e organizzazione del regista Marco Schiavon e il coordinamento del professor Matteo Marconi. Collaborano anche l’Istituto Comprensivo Maserada Breda di Piave e l’Istituto Comprensivo Luigi Stefanini di Treviso.

Il percorso rientra nel Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Dopo una prima esperienza focalizzata su agroecologia, biodiversità e inclusione, il lavoro di quest’anno ha allargato l’attenzione alla produzione sostenibile, alla filiera corta, alle scelte di consumo e ai legami che si costruiscono attorno al cibo.

La prima fase si è sviluppata attraverso proiezioni al Cinema Edera, incontri con autori, lezioni dedicate al linguaggio audiovisivo, visioni di cortometraggi e momenti di approfondimento sui temi ambientali e sociali. In questo quadro hanno avuto un ruolo anche il Cineforum Labirinto e lo stesso Edera, coinvolti nelle attività di visione e analisi.

Dalle classi alle aziende della rete

Il progetto non si è fermato alle aule. Le imprese che fanno parte della rete sono entrate nelle scuole per presentare il proprio lavoro e offrire agli studenti un contatto diretto con pratiche agricole, trasformazione dei prodotti e modalità alternative di vendita.

Da questo passaggio è nato il laboratorio di cinema documentario, al quale hanno partecipato una ventina di ragazze e ragazzi. Il percorso ha toccato tutte le fasi della costruzione di un film: ricerca, scrittura, interviste, riprese e montaggio.

Le riprese sono state realizzate da tre troupe studentesche, seguite dai registi Marco Schiavon, Marco Zuin e Francesco Montagner. L’idea non è stata quella di costruire il ritratto di una sola azienda, ma di comporre una narrazione corale capace di restituire esperienze, mestieri e visioni diverse del territorio.

Le realtà del Trevigiano finite nel film

Le troupe hanno lavorato dentro sei aziende di Rete Terra Nova: Pongranà di Daniel Feltrin a Trevignano per le verdure, Caseificio I Manti a Ospedaletto di Istrana per il latte, l’azienda di Girardi Alessia a Casacorba di Vedelago per il miele, Compagnia della Vigna a Cavriè di San Biagio di Callalta per il vino, L’Erboristeria Sas a Mogliano Veneto e il Panificio Vidorin a Falzè di Trevignano per il pane.

Ne esce un mosaico che attraversa produzioni, percorsi personali e modi diversi di stare dentro una filiera locale. Il punto di vista scelto resta quello degli studenti, chiamati non solo a osservare, ma anche a trasformare ciò che hanno visto in racconto cinematografico.

Le riprese si sono chiuse in questi giorni e il documentario è entrato nella fase di montaggio. La presentazione pubblica, prevista a Treviso, porterà sullo schermo un lavoro che mette insieme educazione all’immagine, attenzione ambientale e conoscenza concreta del territorio.

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