Treviso si misura sulla città digitale: confronto pubblico-privato al City Vision Roadshow

Ai Musei Civici il focus su reti, sensori e gestione dei dati. Nel ranking City Vision Score 2026 il capoluogo della Marca è 22° in Italia.

29 ottobre 2026 12:40
Treviso si misura sulla città digitale: confronto pubblico-privato al City Vision Roadshow -
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La trasformazione digitale delle città passa da elementi spesso poco visibili ai cittadini, ma decisivi nella vita quotidiana: connessioni, sensori, piattaforme e sistemi capaci di leggere i dati urbani. Su questo terreno Treviso ha ospitato una tappa del roadshow City Vision 2026, dedicata al ruolo delle infrastrutture tecnologiche nello sviluppo dei servizi locali.

L'incontro si è svolto nella Sala Coletti dei Musei Civici di Santa Caterina e ha riunito amministratori, aziende e figure impegnate nell'innovazione urbana. Al centro del confronto, il modo in cui reti digitali e strumenti intelligenti possono incidere su organizzazione dello spazio pubblico, efficienza amministrativa, sostenibilità e sicurezza.

A Treviso il roadshow City Vision: reti e dati per la città intelligente
A Treviso il roadshow City Vision: reti e dati per la città intelligente

Treviso nel quadro delle smart city italiane

La giornata trevigiana si inserisce in un passaggio più ampio che riguarda il posizionamento della città nelle classifiche nazionali dedicate all'innovazione urbana. Nel City Vision Score 2026, elaborato da Blum e Prokalos, Treviso occupa il 22° posto complessivo a livello italiano.

Per il capoluogo della Marca si tratta di un risultato che lo colloca anche tra i primi cinque Comuni medi del Nord, nella fascia tra 50.001 e 100.000 abitanti. L'indice prende in esame tutti i Comuni italiani attraverso 30 indicatori distribuiti in sei aree: governance, economia, ambiente, qualità della vita, mobilità e capitale umano.

Il confronto ospitato ai Musei Civici

Il tema scelto per la tappa trevigiana ha riguardato quella che gli organizzatori definiscono l'infrastruttura "invisibile" delle città: non solo tecnologia in senso stretto, ma strumenti che permettono di attivare servizi più efficaci e decisioni pubbliche più informate. Il dibattito ha ruotato attorno a una domanda concreta: quali reti servono oggi a una città che vuole funzionare meglio e rispondere con più precisione ai bisogni di residenti e attività?

Domenico Lanzilotta, direttore di City Vision, ha sottolineato che la costruzione di una città intelligente si regge soprattutto su reti, dati e piattaforme, cioè su componenti meno percepibili ma determinanti per rendere più efficienti i servizi e più consapevoli le scelte amministrative. Il punto, ha osservato, è progettare queste infrastrutture mettendo al centro le persone.

Ad aprire i lavori sono stati il sindaco di Treviso Mario Conte e Lucio Golinelli, Chief Smart Infrastructure Officer di INWIT, in una sessione introdotta dal giornalista Alessandro Di Stefano. Conte ha richiamato il valore del confronto tra enti pubblici, imprese, università e professionisti per preparare i territori ai cambiamenti legati a intelligenza artificiale, data center, digitalizzazione dei servizi e reti.

Dal canto suo, Golinelli ha ribadito la linea di INWIT su infrastrutture condivise e neutrali, considerate uno strumento per contenere l'impatto sul territorio, ottimizzare gli investimenti e accelerare la diffusione delle tecnologie necessarie ai progetti di smart city.

Una tappa che guarda al Nord-Est

L'appuntamento di Treviso non ha avuto un respiro soltanto cittadino. Il tavolo ha infatti chiamato attorno alla stessa discussione amministratori e stakeholder del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, mettendo la Marca dentro un ragionamento più ampio sulle traiettorie di innovazione del Nord-Est.

Tra i partecipanti figuravano anche Gea Arcella, assessora del Comune di Udine con deleghe a Smart City e innovazione digitale, Jacopo Buffolo, assessore all'Innovazione del Comune di Verona, Nicolò Rocco, consigliere della Regione Veneto, e Asia Trambaioli, vicesindaca di Gaiba e presidente dell'Associazione nazionale comuni virtuosi.

La tappa trevigiana è la nona del Roadshow 2026 di City Vision, iniziativa realizzata in collaborazione con INWIT e con il patrocinio del Comune di Treviso. La community riunisce oltre 7mila rappresentanti di pubbliche amministrazioni, imprese, ricerca e innovazione e ogni anno si ritrova a Padova per gli Stati generali delle città intelligenti, occasione in cui vengono presentati anche il City Vision Score e il Premio Buone pratiche.

Per Treviso, oltre al dato di classifica, resta il significato politico e amministrativo del confronto ospitato in città: capire come tradurre reti e dati in servizi utili, in una fase in cui la qualità dell'infrastruttura digitale pesa sempre di più sulla competitività dei territori e sulla vita quotidiana dei cittadini.

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