Ictus, nel Veneto orientale il tempo fa la differenza: i medici ULSS4 richiamano ai segnali da non ignorare
A Portogruaro la Stroke Unit segue ogni anno circa 300 casi. Per i neurologi, riconoscere subito i sintomi e chiamare il 118 può cambiare l’esito.
Davanti a un ictus, anche pochi minuti possono incidere in modo decisivo sul recupero della persona colpita. È il messaggio rilanciato dall’ULSS4 in occasione della Giornata mondiale dedicata a questa patologia, con un richiamo rivolto soprattutto ai cittadini del Veneto orientale: riconoscere subito i campanelli d’allarme e attivare l’emergenza senza esitazioni.
Il punto centrale, spiegano dall’azienda sanitaria, è arrivare rapidamente in ospedale per permettere ai sanitari di intervenire entro i tempi utili. Nel caso dell’ictus ischemico, infatti, esiste un’area cerebrale danneggiata in modo irreversibile e una zona vicina che può ancora essere salvata se il flusso sanguigno viene ripristinato abbastanza presto.
La rapidità non è un dettaglio tecnico. Ogni minuto perso, ricordano gli specialisti, comporta la distruzione di circa due milioni di cellule nervose. Da qui l’insistenza sulla necessità di non aspettare che i sintomi passino da soli e di non scegliere mezzi propri quando serve invece una presa in carico immediata e organizzata.
I segnali da riconoscere subito
I sintomi tipici compaiono spesso all’improvviso. Tra quelli indicati dai medici ci sono la bocca che si storce, la perdita di forza a un braccio o a una gamba e la difficoltà a parlare o a comprendere correttamente le parole.
Quando si presenta anche uno solo di questi segnali, la richiesta è netta: chiamare subito il 118, indicando con la maggiore precisione possibile l’ora d’inizio dei disturbi e i farmaci eventualmente assunti. La fase iniziale è quella in cui le terapie possono offrire il massimo beneficio.
Secondo le indicazioni richiamate dall’ULSS4, l’accesso in Pronto soccorso dovrebbe avvenire idealmente entro un’ora dalla comparsa dei sintomi. La trombolisi va avviata il prima possibile, mentre la sua efficacia resta legata a finestre temporali precise, fino a 4,5 ore per il trattamento sistemico e fino a 6 ore per la trombectomia meccanica.
Il riferimento di Portogruaro per il territorio
Nel Veneto orientale il presidio specializzato è la Stroke Unit di Portogruaro, struttura che da oltre 25 anni rappresenta un punto di riferimento per la gestione dell’ictus. Qui vengono seguiti ogni anno circa 300 pazienti e vengono eseguite una ottantina di procedure.
Il direttore generale dell’ULSS4, Carlo Bramezza, ha definito la Stroke Unit un reparto di alta specializzazione capace di garantire risultati superiori alla media nazionale in termini di sopravvivenza e recupero. Un dato richiamato dall’azienda riguarda la mortalità a 30 giorni, pari al 4%, a fronte di un valore nazionale del 9%.
Per Luca Valentinis, direttore dell’Unità operativa complessa di Neurologia dell’ULSS4, oggi la disponibilità di cure più avanzate consente interventi ancora più rapidi, anche grazie a farmaci di nuova generazione somministrabili in pochi secondi. Ma, ribadisce il neurologo, l’elemento che continua a pesare più di ogni altro resta la velocità con cui il paziente entra nel percorso di emergenza.
Prevenzione e controlli: il lavoro non si ferma all’emergenza
Accanto alla risposta ospedaliera, l’ULSS4 insiste anche sulla prevenzione cardiovascolare, tema particolarmente rilevante in un’area vasta come quella del Veneto orientale. L’assenza di disturbi evidenti, ricordano i medici, non significa automaticamente assenza di rischio.
Condizioni come aterosclerosi e fibrillazione atriale possono evolvere senza segnali chiari e aumentare la probabilità di un evento cerebrovascolare. Per questo restano fondamentali i controlli periodici di pressione arteriosa, glicemia e colesterolo.
Alla base della prevenzione ci sono inoltre scelte quotidiane ben note ma ancora decisive: smettere di fumare, mantenersi attivi e seguire con continuità il proprio stato di salute. Sul fronte dell’ictus, il messaggio che arriva dal territorio è semplice: prima si riconosce il problema, maggiori sono le possibilità di limitare le conseguenze.