Treviso, al Santa Caterina il grazie alle famiglie dei donatori: focus su scuola e cultura del sì

La giornata promossa da AIDO ha riunito sanità, volontari e istituzioni. Premi agli studenti del Trevigiano e dati aggiornati su trapianti, tessuti e cornee.

A cura di Web Team Web Team
31 maggio 2026 16:13
Treviso, al Santa Caterina il grazie alle famiglie dei donatori: focus su scuola e cultura del sì -
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Al Museo Santa Caterina di Treviso la donazione è stata raccontata partendo da chi, in un momento difficile, ha scelto di dire sì. La Giornata del dono e del ringraziamento, ospitata il 31 maggio 2026, ha messo al centro le famiglie dei donatori insieme al lavoro di volontari, operatori sanitari e istituzioni del territorio.

L’iniziativa è stata organizzata da AIDO Provinciale Treviso con AIDO Provinciale Venezia, Fondazione Banca dei Tessuti del Veneto, Fondazione Banca degli Occhi del Veneto, Centro Regionale Trapianti e le aziende sanitarie ULSS 2 Marca Trevigiana, ULSS 3 Serenissima e ULSS 4 Veneto Orientale.

Alla mattinata hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, il presidente di AIDO Provinciale Treviso Angelino Tronchin e l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Treviso Gloria Tessarolo. Il filo conduttore dell’incontro è stato il legame tra la rete sanitaria, il volontariato e chi rende possibile, con il proprio consenso, nuove prospettive di cura per altri pazienti.

Il Trevigiano e il lavoro con gli studenti

Uno dei temi più sentiti per il territorio riguarda la sensibilizzazione dei giovani. AIDO ha richiamato l’importanza di portare nelle scuole un confronto su dono, responsabilità e solidarietà, soprattutto in una fase in cui i dinieghi alla donazione stanno crescendo.

Nel corso dell’anno scolastico 2025/2026 i percorsi promossi nel Trevigiano hanno coinvolto 4.401 studenti: 395 bambini delle classi quinte della primaria, 1.317 ragazzi delle terze medie e 2.689 studenti delle classi quarte e quinte delle superiori.

Durante l’appuntamento è stata anche premiata la nuova edizione del concorso “Ogni dono è un abbraccio”, promosso da AIDO Provinciale Treviso, ULSS 2 Marca Trevigiana e Fondazione Banca dei Tessuti del Veneto con il sostegno di CentroMarca Banca. Il progetto era rivolto alle scuole superiori della provincia di Treviso, chiamate a sviluppare testi, elaborati grafici e video dedicati alla donazione di organi e tessuti.

I riconoscimenti assegnati al concorso

Il primo premio è stato attribuito al video “Dove il rosso svanisce” di Sophia Diallo, studentessa della classe 4D Audiovisivo Multimediale del Liceo artistico statale Bruno Munari di Vittorio Veneto.

Treviso, al Santa Caterina la giornata AIDO per ringraziare le famiglie dei donatori
Treviso, al Santa Caterina la giornata AIDO per ringraziare le famiglie dei donatori

Al secondo posto si è classificata Jessica Andrei, classe 4C SO del Liceo Ginnasio statale Giorgione di Castelfranco, con la poesia “Il passo che resta”. Terzo riconoscimento a Miriam Cattapan e Tania Marcon della classe 4CP dell’istituto Carlo Rosselli di Castelfranco per il progetto “Duo MT – Don’t stop the Beat”.

La commissione ha inoltre assegnato menzioni speciali a “Art and Copy 2.0” di Martina Filippetto, Shun Wang e Maddalena Martinelli della 4CP dell’Istituto Carlo Rosselli di Castelfranco Veneto; a “Un sì che salva” di Alice Meli, Viola Faloppa e Anna Toso della 4AU del Liceo Statale Duca degli Abruzzi di Treviso; e a “Ogni dono è un abbraccio” di Sara Tomasella della 4D Audiovisivo Multimediale del Liceo artistico statale Bruno Munari di Vittorio Veneto.

I dati: Veneto ai vertici, ma crescono i no

Nel corso dell’incontro sono stati richiamati anche i numeri della rete trapianti. A livello nazionale il 2025 è stato indicato come l’anno migliore finora registrato, con oltre 2.100 donazioni, in aumento del 3,2% rispetto al 2024, e 4.697 trapianti eseguiti.

Il Veneto continua a collocarsi tra le realtà più performanti del Paese con 49,5 donatori per milione di abitanti, davanti a Toscana e Piemonte, mentre la media italiana è pari a 30,2. Gerosa ha evidenziato il peso della collaborazione tra Terzo settore e sistema sociosanitario regionale nel consolidare il modello veneto.

Resta però un dato che preoccupa: le opposizioni espresse al rinnovo della carta d’identità. Nel 2025 i dinieghi hanno raggiunto il 40,1%, in crescita rispetto al 36,3% dell’anno precedente, con un incremento che interessa in modo rilevante anche i più giovani.

Tessuti, cornee e il ruolo della rete sanitaria

Spazio anche ai dati delle fondazioni che operano nel sistema regionale. La Fondazione Banca dei Tessuti del Veneto ha segnalato per il 2025 un aumento del 14% dei donatori di tessuti rispetto all’anno prima: 1.480 donatori viventi, tra vene safene, teste di femore e placente, e 184 donatori multi-tessuto.

Nei primi cinque mesi del 2026 è emerso un leggero rallentamento delle donazioni, concentrato soprattutto all’inizio dell’anno, mentre continua a crescere l’utilizzo dei tessuti. Nel 2025 quelli impiegati sono stati 8.685, con un incremento del 12% sul 2024. La direttrice Diletta Trojan ha rivolto un ringraziamento alle famiglie che trasformano una perdita in una possibilità concreta per altri malati.

Bilancio positivo anche per la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto ETS, punto di riferimento regionale per i trapianti di cornea. Nel 2025, grazie a 3.601 consensi alla donazione di cornee, sono state raccolte 6.786 cornee e distribuiti 7.092 tessuti destinati a trapianti e chirurgia oculare: 4.457 tessuti corneali, 228 sclere, 1.758 colliri di membrana amniotica e 649 porzioni di membrana amniotica raccolte in collaborazione con la Fondazione Banca dei Tessuti di Treviso.

Tra i passaggi conclusivi della mattinata è stato ricordato anche il ruolo dei Coordinamenti Ospedalieri per i Trapianti, richiamato dal direttore generale dell’Ulss 2 Giancarlo Bizzarri, con medici e infermieri che affiancano le famiglie nel percorso della donazione. Il momento simbolico finale, con lo scambio di un fiore tra familiari dei donatori e persone trapiantate, ha dato il segno dell’impatto umano di una scelta che continua a coinvolgere da vicino anche la comunità trevigiana.

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