Treviso, nel Day Hospital oncologico arrivano i visori 3D per alleggerire le sedute
Al Ca’ Foncello tre dispositivi immersivi per accompagnare la chemioterapia: progetto sostenuto da ACTO Triveneto, donatori e un’azienda di Montebelluna.
Al Ca’ Foncello di Treviso la tecnologia entra in reparto con un obiettivo molto concreto: rendere meno pesante il tempo della chemioterapia. Nel Day Hospital oncologico sono stati messi a disposizione tre visori immersivi pensati per offrire alle pazienti un supporto durante le infusioni.
Non si tratta di uno strumento che interviene sulla terapia medica, ma di un aiuto parallelo sul piano del benessere emotivo. Attraverso contenuti tridimensionali, ambientazioni rilassanti e percorsi guidati, i dispositivi possono contribuire a ridurre tensione, disagio e senso di attesa legato alle cure.
L’iniziativa è il risultato di una collaborazione che coinvolge ACTO Triveneto, alcuni sostenitori privati e Realica, impresa di Montebelluna che ha fornito il software e donato uno dei tre apparecchi in ricordo della madre del titolare.
Un supporto in più durante la chemioterapia
I visori vengono usati insieme alle cuffie e permettono a chi è in trattamento di staccarsi per un periodo limitato dai rumori e dagli stimoli dell’ambiente ospedaliero. L’esperienza proposta porta la persona in scenari naturali o in percorsi di rilassamento costruiti per accompagnare il tempo della seduta.
Il principio è semplice: mentre vista e udito vengono coinvolti dall’esperienza virtuale, una parte dell’attenzione si sposta lontano dal fastidio dell’infusione e dalla componente emotiva che spesso accompagna le terapie più lunghe. Anche la percezione del tempo può cambiare, facendo apparire la procedura meno estesa rispetto alla sua durata reale.
Tra i dati richiamati nel progetto, la realtà virtuale viene indicata come uno strumento capace di incidere sulla durata percepita delle procedure mediche prolungate o dolorose, con una riduzione stimata tra il 30% e il 50%.
Il ruolo del territorio nel progetto
L’aspetto locale dell’iniziativa è centrale. A sostenere l’arrivo dei dispositivi è stata ACTO, Alleanza contro il tumore ovarico, associazione impegnata accanto alle donne colpite da neoplasie ginecologiche e parte di una rete nazionale attiva su prevenzione, informazione e diagnosi precoce.
L’associazione lavora anche sul fronte dei diritti delle pazienti, del sostegno alla ricerca e della qualità dei percorsi di cura. Per l’acquisto dei visori sono stati utilizzati fondi raccolti attraverso l’attività associativa insieme a una donazione privata, mentre Realica ha contribuito direttamente con uno dei dispositivi.
Per Treviso è un segnale che va oltre la semplice novità tecnologica: mette insieme ospedale, volontariato, impresa e benefattori su un intervento che punta a migliorare l’esperienza concreta di chi affronta il percorso oncologico.
Monitoraggio e valutazione dei risultati
La consegna dei visori rappresenta solo il primo passaggio. L’uso dei dispositivi sarà infatti accompagnato da un percorso di osservazione strutturato con il coinvolgimento di una psico-oncologa.
Verranno raccolte informazioni sullo stato emotivo delle pazienti prima, durante e dopo l’esperienza immersiva, così da capire con maggiore precisione l’effetto su ansia, tollerabilità della terapia e percezione del tempo.
Se i risultati confermeranno i benefici attesi, l’esperienza avviata a Treviso potrà offrire indicazioni utili anche per altre applicazioni in ambito ospedaliero. Intanto il Day Hospital oncologico trevigiano si dota di uno strumento che prova a rendere le cure un po’ più sostenibili sul piano umano, oltre che clinico.
Fact Check
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Fonte:
Verificato il: 23 luglio 2026