Treviso, lavoratori stranieri lasciano l’hotel di Monastier e tornano a dormire all’aperto
Dopo alcuni giorni nella struttura, parte del gruppo ha rinunciato alla sistemazione: pesano distanza dai posti di lavoro e servizi ritenuti insufficienti.
A Treviso torna al centro il tema dell’accoglienza temporanea per alcuni lavoratori stranieri che, dopo essere stati ospitati in un albergo di Monastier, hanno scelto di lasciare la struttura e rientrare a dormire in strada. La vicenda riguarda il gruppo che nei giorni scorsi era stato trasferito fuori città per una sistemazione provvisoria.
Una parte delle persone coinvolte ha infatti abbandonato il Park Hotel Villa Fiorita dopo circa una settimana di permanenza. La destinazione iniziale doveva rappresentare una risposta immediata all’emergenza abitativa, ma il soggiorno non è proseguito per tutti.
Le difficoltà segnalate durante la permanenza
Tra i punti contestati ci sono innanzitutto le condizioni dell’ospitalità, che prevedeva il vitto limitato a colazione e cena. Un assetto giudicato insufficiente da alcuni dei presenti, soprattutto in relazione alle esigenze quotidiane di chi lavora e trascorre molte ore fuori dalla struttura.
Ad aver inciso è stata anche la collocazione dell’hotel, lontano da Treviso e dai luoghi di impiego. Secondo quanto emerso, gli spostamenti erano resi complicati in particolare nelle ore serali, quando i collegamenti pubblici non garantivano una copertura adeguata.
Il ritorno nel parcheggio di via Venier
Lasciato l’albergo di Monastier, una parte del gruppo è tornata nella zona di via Venier, a Treviso, dove già in precedenza erano state allestite sistemazioni di fortuna. Il rientro all’aperto ha riacceso discussioni e polemiche su una situazione che in città resta aperta.
La scelta di interrompere la permanenza ha fermato anche l’ipotesi di un prolungamento dell’accoglienza che era stata prospettata da una dirigente aziendale. Un’opzione che, almeno per una parte dei lavoratori, non è bastata a superare le criticità pratiche emerse nei primi giorni.
La protesta in centro e la richiesta di una soluzione stabile
Alcuni lavoratori si sono fatti vedere anche in piazza dei Signori per chiedere un intervento che consenta di individuare una sistemazione più duratura. Al centro della protesta c’è la necessità di conciliare un alloggio con la possibilità di raggiungere regolarmente il posto di lavoro.
Tra i timori espressi c’è anche quello di perdere l’occupazione nel caso in cui l’allontanamento dal territorio renda troppo difficili gli spostamenti quotidiani. Un elemento che, nel racconto dei diretti interessati, pesa quanto la questione abitativa.
La vicenda riporta così l’attenzione su un nodo già emerso nei giorni scorsi nel Trevigiano: trovare risposte immediate non basta se le soluzioni individuate non risultano sostenibili nella vita di tutti i giorni. Ed è proprio su questo equilibrio, tra accoglienza temporanea e reali condizioni di lavoro, che ora si concentra il confronto.