Treviso, intervento urgente al Ca’ Foncello: rimossa dalla gola di una bimba una pedina degli scacchi

La piccola, un anno appena, era arrivata da Belluno in elicottero con una seria ostruzione delle vie aeree. Decisiva l’équipe di Otorinolaringoiatria.

16 ottobre 2026 16:59
Treviso, intervento urgente al Ca’ Foncello: rimossa dalla gola di una bimba una pedina degli scacchi -
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Al Ca’ Foncello di Treviso un intervento eseguito in tempi rapidi ha evitato conseguenze gravissime a una bambina di un anno, arrivata con un corpo estraneo bloccato in gola. A ostacolare il passaggio dell’aria era una pedina degli scacchi, finita in una zona particolarmente delicata davanti alle corde vocali.

La piccola è stata presa in carico giovedì 15 ottobre dopo il trasferimento dall’ospedale di Belluno. Le sue condizioni avevano richiesto un trasporto immediato in elicottero verso il presidio trevigiano, dove era disponibile il trattamento specialistico necessario.

Il ruolo del Ca’ Foncello nell’emergenza

Il caso conferma la centralità dell’ospedale di Treviso nella gestione delle urgenze pediatriche più complesse che arrivano anche da altre province venete. In questo episodio la criticità era legata a una ostruzione parziale ma importante delle vie respiratorie, con un margine di sicurezza molto ridotto.

L’oggetto era fermo nella parte bassa della faringe e la sua posizione rendeva indispensabile un intervento immediato. La rapidità del raccordo tra Belluno, elisoccorso e specialisti trevigiani ha permesso di organizzare senza ritardi la procedura.

L’estrazione della pedina e il ritorno a una respirazione regolare

La bambina è stata affidata all’équipe di Otorinolaringoiatria diretta dal professor Emanuelli. L’estrazione è stata eseguita dal dottor Pettorelli con il supporto del dottor Savietto, insieme alla dottoressa Ciprian dell’Unità operativa di Anestesia e Rianimazione e al personale infermieristico di sala operatoria.

I medici hanno utilizzato una procedura endoscopica per raggiungere e rimuovere il pezzo incastrato. Una volta liberate le vie aeree, la piccola ha potuto riprendere a respirare normalmente, superando la fase più critica.

Determinante, in questo passaggio, è stato il lavoro coordinato tra chi ha seguito il trasferimento in emergenza e chi ha operato in ospedale. Un meccanismo che, nei casi pediatrici, fa spesso la differenza tra peggioramento e stabilizzazione.

Oggetti piccoli, rischio altissimo nei primi anni di vita

L’episodio riporta l’attenzione su un pericolo frequente nei bambini molto piccoli, che tendono a portare alla bocca ciò che trovano. Componenti di giochi, monete, bottoni e altri elementi di dimensioni ridotte possono trasformarsi in pochi secondi in una minaccia seria.

Non è un tema nuovo per la sanità veneta e del Nordest: al Ca’ Foncello era già stato affrontato un altro caso delicato con una bambina di venti mesi, mentre a Trieste un intervento aveva riguardato una piccola che aveva inalato uno spillo. Situazioni diverse, ma accomunate dalla necessità di riconoscere subito il problema e intervenire con personale esperto.

Prevenzione quotidiana tra gioco e alimentazione

La prima difesa resta l’attenzione in casa. I giochi non adatti all’età e quelli con parti facilmente staccabili vanno tenuti lontani dai bambini più piccoli, proprio come gli oggetti di uso comune che possono essere ingeriti o inalati.

Anche durante i pasti serve cautela: i bambini devono mangiare seduti e sotto la supervisione di un adulto. Va posta cura pure alla consistenza dei cibi, in particolare quando si parla di frutta a guscio o preparazioni troppo dense, che devono essere proposte in forme adeguate all’età del bambino.

In casi come questo, il fattore tempo resta decisivo. La vicenda conclusa positivamente a Treviso mostra quanto una rete ospedaliera ben collegata e un intervento specialistico tempestivo possano cambiare l’esito di un’emergenza respiratoria infantile.

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