Treviso, discariche illegali tra amianto e auto fuori uso: tre sequestri in provincia

Controlli tra Castelfranco Veneto, Pieve del Grappa e Fonte: aree sotto sequestro, rifiuti anche pericolosi e tre indagini aperte dalla Procura.

09 luglio 2026 11:26
Treviso, discariche illegali tra amianto e auto fuori uso: tre sequestri in provincia -
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Nel Trevigiano emergono tre nuovi fronti ambientali che toccano da vicino la provincia: a Castelfranco Veneto, Pieve del Grappa e Fonte la Guardia di finanza ha posto sotto sequestro altrettante aree usate, secondo gli accertamenti, come depositi abusivi di rifiuti. La superficie complessiva arriva a 6.100 metri quadrati.

Il quadro ricostruito dagli investigatori parla di materiali accumulati senza autorizzazioni e senza adeguate protezioni per il terreno. Tra i rifiuti trovati compaiono anche elementi considerati delicati sotto il profilo sanitario e ambientale, come oli esausti, idrocarburi, bombole, veicoli abbandonati e amianto.

Il dato più pesante arriva da Fonte

È soprattutto il sito individuato a Fonte a dare la misura dell’intervento. Qui, con il supporto di Arpav, è stato stimato un volume superiore a 10mila metri cubi di rifiuti. Nell’area erano presenti mezzi fuori uso e parti di veicoli lasciati in stato di degrado.

Secondo quanto emerso, il sito sarebbe stato nella disponibilità di un cittadino italiano già noto per vicende analoghe. L’uomo viveva in una struttura abusiva assieme al figlio maggiorenne. A rendere più grave la situazione è stata inoltre la presenza di una copertura in lastre di amianto.

Armi e munizioni: a Fonte scatta un’ulteriore contestazione

Nello stesso contesto i finanzieri hanno trovato anche 48 cartucce da caccia calibro 12, 7 cartucce flobert calibro 9 e un pugnale con lama di circa 23 centimetri. Il materiale, stando a quanto riferito, non sarebbe stato denunciato come previsto.

Per questo è partita anche una segnalazione per detenzione abusiva di armi, mentre munizioni e pugnale sono stati sequestrati per gli approfondimenti del caso.

Castelfranco e Pieve del Grappa, due situazioni diverse ma ugualmente critiche

Alle porte di Castelfranco Veneto è stata individuata un’area trasformata in discarica dove abitava abusivamente un uomo di nazionalità marocchina con la famiglia, compresi alcuni minori. Le condizioni riscontrate sono state ritenute inadeguate dal punto di vista igienico-sanitario.

Per la tutela degli occupanti sono stati coinvolti i servizi sociali, con l’obiettivo di trovare una soluzione temporanea lontano da un contesto ritenuto pericoloso per la salute.

A Pieve del Grappa, invece, il controllo ha portato alla scoperta di un altro deposito illecito che sarebbe stato gestito da un secondo cittadino marocchino. Qui erano presenti elettrodomestici, apparecchiature informatiche, materiali per telecomunicazioni, taniche con idrocarburi e oli usati, oltre a diverse bombole.

Individuazione dall’alto e verifiche sul territorio

Le tre aree sono state localizzate attraverso un’attività combinata di monitoraggio a terra e osservazione aerea, sviluppata dalla Compagnia di Castelfranco Veneto con il supporto della Sezione Aerea di Venezia. L’operazione rientra nell’attività di contrasto ai reati ambientali condotta dal Comando provinciale di Treviso.

Gli accertamenti avrebbero evidenziato depositi di rifiuti collocati direttamente sul suolo, senza pavimentazioni o sistemi di contenimento idonei. Un aspetto che, secondo chi indaga, può esporre l’area a possibili contaminazioni del terreno e delle falde.

Procura al lavoro su tre filoni distinti

I responsabili ritenuti tali sono stati denunciati all’autorità giudiziaria di Treviso per ipotesi legate alla gestione illecita di rifiuti. Restano aperti tre filoni investigativi per chiarire da quanto tempo i siti fossero utilizzati e con quali modalità.

Tra i punti da verificare ci sono anche eventuali rapporti con attività economiche del settore rifiuti, per capire se si tratti di episodi isolati oppure di un meccanismo più strutturato di conferimento irregolare.

Per due delle tre aree la quantificazione complessiva dei materiali è ancora in fase di definizione, anche perché una stima immediata non sarebbe stata possibile in sicurezza. La caratterizzazione ambientale dei terreni sequestrati sarà il passaggio decisivo per impostare la successiva messa in sicurezza.

La diffusione delle informazioni è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica di Treviso per finalità di cronaca. Le persone coinvolte nelle indagini, allo stato attuale, sono da considerare innocenti fino a un’eventuale condanna definitiva.

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