A Treviso il cinema incontra i fiumi: a Palazzo Bomben arriva “Anguane, le voci dell’acqua”

Mercoledì 28 ottobre la proiezione del film nella rassegna “Paesaggi che cambiano”, con ingresso libero e incontro con gli ospiti.

26 ottobre 2026 09:21
A Treviso il cinema incontra i fiumi: a Palazzo Bomben arriva “Anguane, le voci dell’acqua” -
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Paesaggi che cambiano rassegna cinematografica dedicata ad Andrea Zanzotto (1921-2011) mercoledì 28 ottobre ore 21 Auditorium di palazzo Bomben, via Cornarotta 7, Treviso Anguane, le voci dell’acqua di Giovanni Pellegrini

Mercoledì 28 ottobre alle ore 20.30, prosegue, nell’auditorium di palazzo Bomben di Treviso, la rassegna cinematografica Paesaggi che cambiano, organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, a cura di Simonetta Zanon, e dedicata ad Andrea Zanzotto (1921-2011). In programma la proiezione del film Anguane, le voci dell’acqua di Giovanni Pellegrini (Italia, 2026, 70’). Interverranno Giovanni Pellegrini, Maria Roveran, performer vocale, interprete; Joe Schievano, compositore, autore della colonna sonora; Francesco Vallerani, geografo. Le Anguane, creature bellissime e dalla voce seducente, sono le mitiche protettrici dei corsi d’acqua che scorrono tra le Dolomiti e la Laguna di Venezia. Anguane, le voci dell’acqua è un viaggio nelle dimore di questi esseri leggendari, tra sorgenti, cascate e grotte. Mentre una performer ne ricerca l’eco per trasformarne il suono in musica, biologi, speleologi e attivisti documentano la fragilità di questi luoghi, sempre più minacciati da inquinamento e consumo di suolo.

Il film tra mito, musica e ambiente

Sviluppato nell’ambito di un percorso annuale di ricerca sostenuto dal NICHE, Centre for Environmental Humanities dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, il film, prodotto da Ginko Film, intreccia mito, musica e scienza per proporre una riflessione sul valore dell’acqua, non solo come risorsa, ma come patrimonio al tempo stesso materiale e intangibile che da secoli modella territori, comunità e immaginari. Seguendo le tracce misteriose delle Anguane, la cantante e attrice Maria Roveran intraprende un viaggio alla ricerca della loro voce antica e raccoglie i suoni delle loro dimore: il gorgoglio di una sorgente, il ritmo inafferrabile di un torrente, l’eco di una grotta. La ricerca della performer veneziana, che da anni lavora sulla relazione tra paesaggio, corpo e suono, insieme al contributo e all’intervento di Joe Schievano, si trasforma in un’espressione musicale che non imita la natura, ma cerca di entrare in relazione con essa e con l’energia dei luoghi attraversati, fino a diventare colonna sonora del film.

Accanto al percorso artistico di Maria Roveran, biologi, speleologi e attivisti, impegnati nello studio e nella difesa degli ecosistemi acquatici, documentano la fragilità di questi luoghi. Dalla purezza delle Dolomiti, man mano che il fiume scende verso il mare Adriatico, infatti, il paesaggio progressivamente si trasforma e si degrada, rivelando una terra segnata da ferite profonde dove l’acqua porta i segni di un equilibrio compromesso. I luoghi delle Anguane si fanno sempre più vulnerabili, e il mito si intreccia al presente. La voce di queste magiche creature diventa la voce stessa dell’acqua, che sembra parlare allo spettatore della necessità di immaginare un futuro diverso, da custodire, proteggere e ascoltare: «nel viaggio di Roveran, geografico e interiore, le Anguane diventano una metafora del nostro rapporto con l’ambiente», afferma il regista, «il loro oblio riflette il nostro allontanamento dal mondo naturale, così il recupero delle loro leggende suggerisce una possibilità di riconnessione. Da elemento del passato, il mito si fa materia viva, ancora capace di parlarci oggi».

Gli ultimi appuntamenti della rassegna

L’acqua sarà l’elemento protagonista anche degli ultimi due appuntamenti della rassegna.

Mercoledì 4 novembre alle ore 20.30, nell’auditorium di Palazzo Bomben di Treviso, sarà proiettato Cosa rimane quando il mare si muove di Gaetano Crivaro (Italia, 2026, 67’). Interverranno Gaetano Crivaro e Marco Pavan (documentarista e fotografo). Come ogni anno, in Sardegna, i forti venti di maestrale e le prime piogge di settembre e ottobre, spazzano via la bella stagione e, con lei, spariscono chioschi, ombrelloni, sedie sdraio, canoe, tavole da surf, creme solari. Un film sui sogni e le aspettative, le promesse mancate, il futuro incerto di una classe di lavoratori su cui la politica ha caricato il peso di una intera economia; sul lavoro stagionale nel periodo in cui non si lavora, il controcampo dell’estate ma anche il racconto di uno spazio conteso, al confine tra terra e mare.

Infine, mercoledì 18 novembre alle ore 20.30, nell’auditorium di Palazzo Bomben di Treviso, la proiezione di due lavori che mettono al centro il fiume Sile di Treviso: Lungo il fiume. Com’era il Sile nel 1949 di Giuseppe Mestriner (1949, 18’) e Nuove ecologie e archeologia della navigazione. Un workshop di progettazione del paesaggio lungo il fiume Sile di Marco Zuin (2026, ca 10’). Interverranno Marisa Mestriner, Alessio Barbazza (critico e giornalista cinematografico), Alessandro Casellato (professore di Storia contemporanea all’Università Ca’ Foscari), Luigi Latini (direttore della Fondazione Benetton), Francesco Vallerani (geografo), Marco Zuin (autore e regista di cinema documentario).

Informazioni

  • Ingresso libero, con inizio alle ore 20.30. Auditorium di palazzo Bomben, via Cornarotta 7, Treviso. Verranno riconosciuti i crediti formativi agli iscritti all’Ordine degli Architetti, Pianificatori e Paesaggisti e Conservatori.

Profilo di Giovanni Pellegrini

Giovanni Pellegrini (Anguane, le voci dell’acqua) Regista e sceneggiatore, direttore della fotografia e produttore di documentari. Ama definirsi “nato in barca”, un’espressione tipica dei marinai veneziani. Dopo aver studiato storia navale all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha lavorato come guida naturalistica nella laguna veneta prima di diplomarsi in cinema documentario al Centro Sperimentale di Cinematografia nel 2012. I suoi lavori esplorano il rapporto tra essere umano e ambiente, coniugando una forte ricerca visiva a una minuziosa attenzione per il suono e la musica. Nel 2018 ha fondato con Chiara Andrich e Andrea Mura la casa di produzione Ginko Film. Vive e lavora a Venezia, città a cui ha dedicato diversi suoi film.

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