Treviso, a Novara una gara meno semplice di quanto dica la classifica: Renate con nuovo tecnico
Domenica 27 settembre i biancocelesti cercano risposte lontano dal Tenni: Gorini prepara una sfida resa più incerta dal cambio in panchina dei lombardi.
La classifica del Renate potrebbe suggerire un impegno abbordabile, ma nel percorso del Treviso la trasferta di domenica 27 settembre si presenta come uno snodo da prendere con grande cautela. I biancocelesti saranno di scena al Silvio Piola di Novara per la settima giornata di Serie C Sky WiFi, contro una squadra in difficoltà nei numeri ma tutt’altro che da sottovalutare.
Per il gruppo di Gorini il punto non è soltanto il ritardo dei lombardi in graduatoria. A cambiare il quadro, alla vigilia, è soprattutto la novità in panchina del Renate, elemento che rende meno leggibile la partita e complica la preparazione sotto il profilo tattico.
Una trasferta che chiede lucidità
Nel lavoro settimanale il Treviso ha scelto quindi di concentrare l’attenzione prima di tutto sulle proprie certezze. L’idea è arrivare a Novara con una struttura di gioco riconoscibile, senza farsi condizionare troppo dalle ipotesi sull’assetto che gli avversari potranno presentare dopo il cambio di guida tecnica.
Gorini ha richiamato l’attenzione su un aspetto preciso: leggere la gara soltanto attraverso i punti raccolti finora sarebbe un errore. Il Renate, pur essendo ultimo nel girone A con 2 punti, resta una formazione costruita per obiettivi ben diversi e indicata all’inizio della stagione tra quelle da seguire in ottica playoff.
Il tecnico biancoceleste ha messo l’accento anche sul peso specifico dell’attacco nerazzurro. Davanti il Renate dispone di giocatori strutturati fisicamente e di una produzione offensiva che passa molto dai cross e dai duelli aerei, un dato che il Treviso ha considerato con attenzione nella preparazione del match.
Che cosa cambia con Banchieri
L’altra variabile importante è la scelta del club lombardo di affidare la squadra a Simone Banchieri dopo l’uscita di scena di Giacomo Gattuso. Per il nuovo allenatore si tratta di un ritorno in un contesto che conosce bene, avendo già lavorato anche a Novara oltre che a Pontedera, Messina, Vis Pesaro e Pro Sesto.
Proprio questa novità rende più difficile prevedere il volto del Renate. Il Treviso sa di trovare una squadra spinta dall’urgenza di muovere la classifica e di dare una risposta immediata dopo un avvio sotto le attese. In queste situazioni, spesso, l’impatto emotivo del cambio di allenatore può pesare quanto gli aspetti tecnici.
Finora i brianzoli hanno raccolto soltanto due pareggi, contro Lumezzane e Dolomiti Bellunesi. Nell’ultimo turno erano andati avanti sul campo dell’Arzignano prima di farsi riprendere. Il bilancio complessivo dice 5 reti segnate e 10 incassate, numeri che raccontano un avvio complicato ma non esauriscono il potenziale della rosa.
Il valore costruito negli ultimi anni
Nel valutare l’avversario, il Treviso guarda anche al percorso recente del Renate. La società, nata nel 1947, è stabilmente tra i professionisti dal 2010 e ha costruito negli anni una presenza continua nella parte alta della categoria, fino al terzo posto dell’ultima stagione, risultato migliore della sua storia già raggiunto anche in passato.
È anche per questo che la sfida di Novara viene letta nello spogliatoio biancoceleste come un test da affrontare senza distrazioni. Oltre al valore dei singoli, il Renate conserva infatti un nucleo importante rispetto all’annata precedente e resta una squadra abituata a frequentare zone di classifica diverse da quelle attuali.
Precedenti ridotti, equilibrio totale
I confronti ufficiali tra Treviso e Renate sono pochi, appena due, entrambi riferiti alla stagione 2011/12 in Lega Pro 2. Il bilancio è perfettamente in equilibrio.
All’andata il Treviso riuscì a imporsi fuori casa per 1-0, mentre al ritorno il Renate restituì il risultato vincendo con lo stesso punteggio al Tenni. Un precedente minimo, ma sufficiente a ricordare come questa sfida non abbia mai avuto contorni scontati.
Per i biancocelesti, dunque, la domenica di Novara rappresenta un passaggio da gestire con maturità: serviranno attenzione sulle palle alte, ordine nelle letture e una risposta concreta dopo gli aspetti meno convincenti emersi nella gara con il Desenzano.