Tagliamento, da San Michele al confine col Friuli torna il nodo sicurezza: l’appello a un’azione comune
Il tema del rischio idraulico nell’area tra Veneto e Friuli torna al centro del confronto politico: attenzione puntata su San Michele al Tagliamento e Latisana.
Il tema della messa in sicurezza lungo il Tagliamento torna a pesare anche sul versante veneto, in particolare per l’area di San Michele al Tagliamento, dove il rapporto con il vicino Friuli Venezia Giulia è quotidiano e concreto, ben oltre il confine amministrativo.
A riportarlo al centro del dibattito è stata la consigliera regionale Maddalena Spagnolo, esponente di Futuro nazionale, intervenuta in V Commissione sul quadro dei territori di confine e sulle criticità che interessano le comunità affacciate sul fiume.
San Michele e Latisana, un’area che condivide gli stessi rischi
Nel suo intervento, Spagnolo ha richiamato l’attenzione sul fatto che tra San Michele al Tagliamento e Latisana esiste una continuità territoriale e sociale che rende inevitabile un approccio comune ai problemi più delicati, a partire da quello idrogeologico.
Secondo la consigliera, le differenze amministrative tra comuni appartenenti a due regioni diverse non cancellano una realtà fatta di servizi, relazioni e fragilità condivise. In questo quadro, il punto più urgente resta la tutela delle persone che vivono nelle zone esposte alle piene del Tagliamento.
Il richiamo alla memoria delle alluvioni
Nel suo ragionamento, Spagnolo ha anche richiamato la ricorrenza dell’alluvione che colpì Latisana il 4 novembre 1966, sottolineando come quel precedente resti un riferimento inevitabile quando si parla della vulnerabilità di questo tratto di territorio.
Il passaggio serve a ribadire che, a distanza di decenni, il problema non può essere considerato superato. Le condizioni di rischio, ha evidenziato, continuano a interessare in modo particolare i centri di Latisana e San Michele al Tagliamento.
La richiesta: lavorare insieme tra Veneto e Friuli Venezia Giulia
Il messaggio politico lanciato in Commissione è netto: per affrontare un tema di questa portata serve una collaborazione reale tra le due Regioni. L’obiettivo indicato è arrivare a interventi e decisioni capaci di dare una risposta concreta ai residenti dell’area di confine.
Spagnolo ha rimarcato che il percorso non si presenta né breve né semplice, ma proprio l’assenza di soluzioni definitive impone, a suo giudizio, un’accelerazione e una linea condivisa da parte delle istituzioni.
Per il Veneto orientale, e per San Michele al Tagliamento in particolare, la questione resta quindi strettamente legata alla sicurezza del territorio: un tema che torna periodicamente nel dibattito pubblico e che continua a chiedere scelte coordinate tra amministrazioni e livelli regionali.