A Silea famiglie e scuola tornano a confrontarsi sull’uso dei social da parte dei ragazzi

Al Centro Tamai incontro con il media educator Matteo Maria Giordano. Il Comune rilancia il percorso dei Patti digitali avviato con l’istituto comprensivo.

28 maggio 2026 22:47
A Silea famiglie e scuola tornano a confrontarsi sull’uso dei social da parte dei ragazzi -
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Il tema dell’educazione digitale continua a muovere il dibattito anche nella Marca, dove il rapporto tra minori, smartphone e piattaforme social entra sempre più spesso nelle scelte di Comuni e scuole. A Silea il confronto è ripartito dal Centro Tamai, con una serata dedicata a genitori ed educatori.

L’incontro, intitolato “L'educazione digitale in famiglia: dallo scontro al benessere”, è stato condotto dal media educator e formatore Matteo Maria Giordano. Al centro della discussione, il modo in cui accompagnare bambini e adolescenti nell’uso della tecnologia, evitando che gli strumenti digitali diventino terreno di conflitto o di isolamento.

Il percorso nato con i Patti digitali

L’appuntamento si inserisce nel lavoro avviato dal Comune insieme all’Istituto Comprensivo e alle famiglie del territorio attraverso i Patti digitali di comunità. L’obiettivo è costruire regole condivise e una maggiore consapevolezza sull’utilizzo di dispositivi, social network e tempi di connessione.

Per Silea non si tratta di un progetto nuovo. L’adesione risale al novembre 2023 e segnò un passaggio rilevante anche a livello provinciale: il Comune fu infatti il primo nel Trevigiano, e tra i primi in Veneto, a scegliere questo strumento come base per un’azione educativa strutturata.

Numeri e segnali che spingono il confronto

A rendere il tema sempre più urgente sono anche i dati richiamati dall’amministrazione. Secondo l’Istat, nel 2025 il 95% degli 11-17enni utilizza i social ogni giorno. Un dato che fotografa una presenza ormai quotidiana degli schermi nella vita dei più giovani.

Accanto ai numeri, vengono citati anche gli studi più recenti in ambito pedagogico e psicologico e le indicazioni della Società Italiana di Pediatria, che segnalano possibili effetti problematici tra i minori: ritardi nel linguaggio, alterazioni del sonno, difficoltà comportamentali, riduzione dell’attenzione, ansia e forme di dipendenza dal digitale.

Nel sostegno alle famiglie rientrano anche percorsi paralleli già presenti sul territorio, come la Scuola Per Genitori del Consultorio Familiare, richiamata nel quadro delle iniziative che puntano a dare strumenti concreti agli adulti.

Un tema locale che si intreccia con il livello regionale

Quanto sta avvenendo a Silea si colloca in un contesto veneto più ampio. Sul piano istituzionale, il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha depositato in Consiglio regionale una proposta di legge che punta a vietare l’accesso ai social network ai minori di 14 anni, con l’intenzione di portare il tema su un piano nazionale attraverso un’iniziativa regionale.

Nel frattempo, nella Marca, i Patti digitali si stanno diffondendo in altri Comuni. Secondo quanto evidenziato dall’amministrazione comunale, sono già quattordici quelli sottoscritti nel territorio trevigiano, segno di una sensibilità crescente attorno a una questione che tocca scuola, famiglie e servizi educativi.

La sindaca Angela Trevisin ha spiegato che la scelta compiuta da Silea nel 2023 nasceva dalla convinzione che i genitori non potessero affrontare da soli un cambiamento così rapido e invasivo. Per il Comune, il punto non è soltanto informare, ma consolidare un’alleanza stabile tra amministrazione, mondo scolastico e famiglie, attraverso incontri periodici e strumenti condivisi.

Alla serata erano presenti anche la stessa sindaca e la presidente del Comitato genitori di Silea, Laura Freschi. Il messaggio emerso dall’incontro è chiaro: l’educazione digitale, in un territorio dove il tema coinvolge sempre più nuclei familiari, viene considerata una responsabilità collettiva e non una questione privata da lasciare ai singoli.

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