Dal pub al take away: in Veneto il burger diventa una leva sempre più centrale per il fuoricasa
Nel giorno dedicato all’hamburger, Cattel mette a fuoco un mercato che in Veneto coinvolge locali, catering, street food e soluzioni complete per l’asporto.
Non è più soltanto un piatto da pub o da paninoteca serale. Nel mercato veneto del fuoricasa l’hamburger si sta ritagliando uno spazio più ampio, entrando in menu e format molto diversi tra loro, dai bar ai chioschi, fino al catering e alla ristorazione veloce.
A richiamare l’attenzione su questa evoluzione, in occasione dell’Hamburger Day del 28 maggio, è Cattel, azienda veneta della distribuzione alimentare per il canale Horeca. Il punto messo in evidenza riguarda soprattutto l’allargamento della categoria: attorno al burger ruotano infatti non solo la carne, ma anche pane, salse, contorni e tutto ciò che serve per il servizio e l’asporto.
Per un territorio come il Veneto, dove l’offerta di somministrazione spazia dalle località turistiche ai centri urbani, fino agli eventi stagionali e allo street food, la versatilità del prodotto diventa un elemento commerciale importante. Il burger, in questa lettura, funziona perché può essere proposto in chiave veloce, informale oppure più ricercata.
Una categoria che si adatta a locali e format diversi
Secondo l’azienda, oggi l’hamburger è uno strumento utile per costruire un’offerta facile da riconoscere e relativamente semplice da gestire, con la possibilità di declinarla in più occasioni di consumo. Dalla grigliata di stagione al take away, passando per i menu rapidi e le proposte più gourmet, il prodotto si presta a configurazioni differenti.
Il tema, però, non è soltanto gastronomico. Nel comparto pesano anche aspetti come continuità qualitativa, ampiezza di scelta, rapidità nel seguire i trend e attenzione al food cost, fattori che per gli operatori possono incidere direttamente sulla tenuta dei margini.
“L’hamburger oggi è una categoria molto più ampia e dinamica rispetto al passato: non conta solo la carne, ma la capacità di offrire soluzioni diverse per grammature, ricette, formati e posizionamento prezzo, rispondendo in modo puntuale alle esigenze dei vari locali”, dichiara Simone Fantato, Category Manager carne di Cattel. “In una fase in cui il comparto bovino resta condizionato da prezzi elevati, consumi rallentati e margini compressi, diventa essenziale lavorare su resa, rotazione e controllo del food cost. Per questo Cattel continua ad ampliare e affinare la propria proposta mantenendo qualità e servizio, ma con un’attenzione sempre più precisa anche alla sostenibilità economica dell’offerta”.
Le linee a marchio e il peso del rapporto qualità-prezzo
Nel segmento carne, Cattel indica tra i riferimenti principali le private label Valdora Selezione, Valdora e Scottona Braslavia. Sono i marchi con cui l’azienda presidia questa parte dell’assortimento, ponendo l’accento su controlli e standard qualitativi.
A queste si affianca diGIA', linea che comprende hamburger e polpette sviluppati con le stesse ricette delle altre gamme, ma con una particolare attenzione all’equilibrio tra qualità e prezzo. Un aspetto che, nella fase attuale del mercato, viene considerato sempre più sensibile per molti esercizi del fuoricasa.
La carne, del resto, resta una delle aree centrali dell’offerta aziendale. Attraverso i marchi propri, Cattel sviluppa non solo selezioni di prodotto, ma anche servizi di porzionatura e preparazioni come hamburger, salsicce e polpette, con margini di personalizzazione su alcune ricette in base alle richieste della clientela professionale.
Quaranta referenze tra fresco e gelo, con spazio anche allo smash burger
Il portafoglio a marchio conta oggi 40 articoli tra hamburger e polpette, distribuiti tra fresco e surgelato. L’assortimento è stato costruito per intercettare esigenze operative differenti, con varianti che cambiano per diametro, spessore, peso e ricetta.
Tra le tipologie proposte figurano bovino, scottone, misto bovino-suino e pollo, oltre a referenze legate a razze specifiche come Angus, Fassone Piemontese e Chianina. Tra i formati che stanno trovando maggiore richiesta viene indicato anche lo smash burger, presenza sempre più visibile nelle carte dei locali e nelle formule di ristorazione rapida.
Il burger come offerta completa, non solo come carne
Nella lettura proposta dall’azienda, il valore della categoria non si esaurisce nella proteina. Il burger viene ormai pensato come un sistema più ampio, che comprende componenti e accessori necessari a rendere il servizio coerente e replicabile.
Accanto agli hamburger di carne trovano spazio infatti varianti di pesce, pollo e vegane, ma anche bun già tagliati, formaggi e bacon pronti all’uso, condimenti, marinature e soluzioni di packaging dedicate al takeaway. È un’impostazione che risponde a un consumo sempre più orientato alla praticità e alla riconoscibilità del prodotto anche fuori dal tavolo del locale.
Per il mercato veneto del fuoricasa il segnale è chiaro: il burger continua a evolversi e a occupare uno spazio più strutturato nell’offerta, diventando per molti operatori una categoria da gestire in modo completo, dal prodotto principale fino al confezionamento finale.