San Giorgio ritrova il Labirinto Borges: dal 10 luglio torna visitabile uno dei luoghi simbolo della Cini

Concluso il recupero del percorso verde sull’isola veneziana: il 9 luglio la presentazione alla stampa, poi la riapertura ai visitatori.

06 luglio 2026 16:33
San Giorgio ritrova il Labirinto Borges: dal 10 luglio torna visitabile uno dei luoghi simbolo della Cini -
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Tra gli spazi più riconoscibili dell’Isola di San Giorgio Maggiore, il Labirinto Borges si prepara a riaccogliere il pubblico. La data fissata è quella del 10 luglio 2026, al termine di un intervento conservativo che ha interessato il celebre percorso vegetale della Fondazione Giorgio Cini.

Per il giorno precedente, il 9 luglio, è stata organizzata una presentazione riservata alla stampa alle 11.30. La riapertura restituisce così a Venezia un luogo che negli anni è diventato tappa molto amata da visitatori, studiosi e appassionati del rapporto tra paesaggio e letteratura.

Un restauro legato alla forma del labirinto

L’intervento si è reso necessario dopo quindici anni di vita del giardino. Le siepi di bosso avevano bisogno di essere riportate a una maggiore regolarità, così da rendere di nuovo chiaro il disegno complessivo del tracciato.

Il percorso interno si estende per 1.150 metri e proprio la sua leggibilità rappresentava uno degli aspetti centrali del lavoro svolto. L’obiettivo è stato quello di conservare l’impianto originario e l’impatto paesaggistico di un’opera che sull’isola ha assunto nel tempo un forte valore identitario.

La Fondazione Giorgio Cini inserisce questa operazione in un programma più ampio di cura e manutenzione del patrimonio di San Giorgio Maggiore. Renata Codello, segretario generale della Fondazione, ha indicato il Labirinto Borges come uno dei luoghi più amati del complesso, capace di mettere insieme natura, progetto architettonico e memoria letteraria.

Il rapporto con Borges e con Venezia

Il labirinto è dedicato a Jorge Luis Borges, figura a cui Venezia è stata a lungo associata anche sul piano simbolico. Nel 2026 ricorrono i quarant’anni dalla morte dello scrittore argentino, elemento che rende questa riapertura ancora più significativa.

L’opera fu progettata dall’architetto e diplomatico britannico Randoll Coate e realizzata nel 2011, in occasione del venticinquesimo anniversario della scomparsa di Borges. Il legame tra i due era diretto, e l’idea del labirinto dialoga con un immaginario che lo scrittore aveva spesso evocato, trovando nella città lagunare un riferimento naturale.

Chi sostiene il progetto

A finanziare il recupero è PwC Italia, che partecipa come main sponsor attraverso il programma “PwC per la cultura”, iniziativa dedicata alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio artistico nazionale.

Venezia, restaurato il Labirinto Borges: riapertura al pubblico dal 10 luglio 2026
Venezia, restaurato il Labirinto Borges: riapertura al pubblico dal 10 luglio 2026

Per il gruppo non è il primo intervento in questo ambito. Tra il 2023 e il 2024 aveva sostenuto il recupero dei Giardini dell’Accademia Carrara di Bergamo; nel 2025 aveva poi contribuito ai lavori sul Cenacolo di Pieter Paul Rubens alla Pinacoteca di Brera di Milano e al completamento del restauro del presepe di carta di Londonio, esposto ogni anno al Museo Diocesano di Milano.

Giovanni Andrea Toselli, presidente e amministratore delegato di PwC Italia, ha collegato la scelta di sostenere il Labirinto Borges al rilievo culturale di Venezia e alla presenza del gruppo nel Nordest. L’intenzione dichiarata è quella di favorire una fruizione sempre più ampia dei beni culturali.

Un ritorno atteso per l’isola veneziana

La riapertura rappresenta un passaggio importante per uno degli spazi più noti della Fondazione Giorgio Cini, istituzione nata nel 1951 per volontà di Vittorio Cini e oggi attiva in campi che vanno dall’arte all’architettura, dalla musica al teatro, fino agli archivi storici.

Dal 10 luglio il pubblico potrà quindi tornare a percorrere un luogo che, nel panorama veneziano, unisce valore simbolico e richiamo internazionale. Per San Giorgio Maggiore è il recupero di un segno distintivo; per chi visita Venezia, il ritorno di un itinerario che racconta la città anche attraverso la sua idea più evocativa: quella del labirinto.

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