San Fior forma amministratori e dipendenti comunali: focus su parità e prevenzione della violenza
Nel Trevigiano parte un ciclo di 12 ore rivolto al personale del municipio: il percorso rientra in “Trame di parità” e si concluderà a fine giugno.
Non solo scuole, associazioni e servizi sociali: a San Fior il lavoro sulla prevenzione della violenza di genere entra anche negli uffici comunali. Da oggi, 25 maggio, amministratori e personale tecnico dell’ente sono coinvolti in un percorso pensato per rafforzare strumenti, linguaggi e capacità di lettura di situazioni complesse legate a discriminazioni e disuguaglianze.
L’iniziativa riguarda direttamente la macchina amministrativa locale e si inserisce in una linea di intervento che punta a far crescere, anche dentro la pubblica amministrazione, una cultura del rispetto e delle pari opportunità. Il calendario si concluderà il 29 giugno.
Un percorso rivolto a chi lavora in Comune
Il programma prevede 12 ore in presenza ed è destinato a operatori e operatrici del Comune di San Fior. L’obiettivo non è soltanto informativo: il corso vuole offrire competenze utili a riconoscere segnali di violenza di genere, comprendere i meccanismi che la alimentano e migliorare la capacità di risposta nei contesti professionali.
Il punto di partenza è chiaro: anche chi non opera in servizi specialistici può contribuire alla prevenzione, se adeguatamente preparato. In quest’ottica, il personale comunale può diventare un presidio importante nel favorire ambienti di lavoro più corretti, nell’intercettare possibili criticità e nel contrastare comportamenti discriminatori.
Il progetto che coinvolge il territorio trevigiano
L’esperienza avviata a San Fior rientra in “Trame di parità. Intrecci educativi e sociali per il cambiamento”, progetto promosso da UNIS&F – Unindustria Servizi & Formazione Treviso Pordenone, con Cooperativa Itaca come partner operativo.
L’intervento si sviluppa nel quadro del programma regionale “50&50 Donne e uomini verso un futuro alla pari” ed è sostenuto con fondi europei della Regione del Veneto, nell’ambito della DGR 588/2025. La cornice è quella di un’azione più ampia che, nella provincia di Treviso, mira a ridurre gli squilibri di genere nel lavoro e nella vita sociale.
Secondo l’impostazione del progetto, il cambiamento passa da più livelli insieme: scuola, occupazione, cittadinanza attiva. L’intento è mettere in discussione stereotipi consolidati e favorire una consapevolezza più diffusa nelle comunità locali.
Laboratori, confronto e strumenti operativi
La formazione non si limita a una parte teorica. Il percorso prevede infatti attività interattive, esercitazioni e momenti di confronto per aiutare i partecipanti a sviluppare competenze relazionali e comunicative da applicare nel lavoro quotidiano.
Tra i temi affrontati ci sono il riconoscimento di stereotipi e discriminazioni, la gestione costruttiva dei conflitti e la valorizzazione delle differenze nei contesti professionali. L’idea è fornire indicazioni pratiche, non semplici principi generali, così da rendere più efficace la prevenzione anche nelle dinamiche interne agli enti.
Chi segue la formazione e le parole del sindaco
A guidare le attività sono professionisti della Cooperativa Itaca con esperienza nella relazione d’aiuto e nella formazione degli adulti. Nel gruppo figurano psicologi, pedagogisti, educatori e counselor che da anni lavorano anche su percorsi di sensibilizzazione e prevenzione in ambito scolastico.
Il sindaco Gastone Martorel ha spiegato che sul tema delle pari opportunità resta ancora molto da fare, perché la sensibilità cambia da contesto a contesto, tra Paesi, città, Comuni e famiglie. Per questo, ha sottolineato, chi amministra un territorio deve prendere piena coscienza del problema. Da qui la scelta del Comune di aderire subito al percorso.
Sulla stessa linea anche Stefano Parisotto, responsabile della divisione formazione di UNIS&F e componente della cabina di regia “Treviso in rete” per la parità e l’inclusione, secondo cui la formazione rappresenta uno strumento decisivo per produrre un cambiamento culturale stabile nelle organizzazioni pubbliche. Il percorso di San Fior, in questa prospettiva, viene letto come un tassello concreto per costruire comunità più inclusive, attente e consapevoli.