San Donà e Portogruaro, giornata dedicata al dolore cronico: smaltite 40 attese e avviati 15 trattamenti

Negli ospedali del Veneto Orientale il primo open day ULSS 4 ha concentrato visite e cure antalgiche. In crescita le richieste sul territorio.

27 giugno 2026 16:16
San Donà e Portogruaro, giornata dedicata al dolore cronico: smaltite 40 attese e avviati 15 trattamenti -
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Nel Veneto Orientale cresce il bisogno di percorsi dedicati a chi convive con un dolore che non passa. Lo conferma l’open day organizzato dall’ULSS 4 negli ospedali di San Donà di Piave e Portogruaro, dove in una sola giornata sono state concentrate oltre cinquanta prestazioni tra visite specialistiche e trattamenti.

L’iniziativa ha consentito di recuperare 40 appuntamenti destinati a pazienti già in attesa e di eseguire altri 15 interventi terapeutici mirati. Un risultato che fotografa una domanda sempre più evidente nei due presidi ospedalieri del territorio.

Una risposta concentrata nei due ospedali del territorio

Per tutta la giornata hanno lavorato gli ambulatori di terapia antalgica delle due strutture, con specialisti e personale infermieristico impegnati nella presa in carico di persone alle prese con forme di dolore cronico di intensità medio-alta. Si tratta di condizioni che spesso limitano la vita quotidiana, il sonno, il lavoro e l’autonomia personale.

L’obiettivo dell’apertura straordinaria era proprio quello di offrire un accesso più rapido alle cure, alleggerendo al tempo stesso le liste e accelerando l’avvio dei percorsi terapeutici per i casi più urgenti o invalidanti.

Quali pazienti si rivolgono alla terapia antalgica

Gli ambulatori seguono situazioni cliniche molto diverse tra loro. Tra queste rientrano fibromialgia, artrite, endometriosi, patologie osteo-articolari, neuropatie come la nevralgia post erpetica, oltre a emicrania e cefalee persistenti. C’è poi l’area del dolore legato alle malattie oncologiche, affrontata insieme alle cure palliative.

Secondo Elena Momesso, direttrice della UOC Anestesia e Rianimazione dell’ULSS 4, il punto non è solo contenere il sintomo, ma restituire qualità della vita e margini di indipendenza ai pazienti che ogni giorno devono fare i conti con disturbi dolorosi continui.

Domanda in aumento nel Veneto Orientale

I numeri aziendali indicano una crescita netta dell’attività. Nel 2025 l’ULSS 4 Veneto Orientale ha raggiunto circa 20mila prestazioni tra visite e terapie antalgiche, mentre nel 2023 erano state 15mila. L’aumento viene letto in relazione a una maggiore attenzione clinica verso questo ambito, ma anche all’invecchiamento della popolazione residente.

Pietro Di Mari, dirigente medico della UOC Anestesia e Rianimazione, richiama la necessità di un approccio integrato: il dolore cronico, spiega, richiede spesso il contributo di più competenze, dal sostegno psicologico all’esercizio fisico, fino agli approfondimenti neurologici quando sono coinvolte patologie del sistema nervoso.

Il quadro più ampio e le presenze all’iniziativa

Il dato locale si inserisce in uno scenario nazionale rilevante. In Italia le persone che convivono con dolore cronico sono stimate in 13 milioni, con una presenza significativa nella fascia d’età tra 46 e 60 anni e ricadute che toccano anche la sfera lavorativa e sociale.

Per il direttore generale dell’ULSS 4 Carlo Bramezza, l’incremento delle attività conferma che la terapia del dolore rappresenta un fronte sanitario prioritario e che giornate come questa possono aiutare a rendere più accessibile il percorso di cura. All’open day hanno partecipato anche Alessandra Cappelletto, direttrice della Direzione medico ospedaliera, il vicesindaco di San Donà di Piave Alessandro Meneguz e il consigliere regionale del Veneto Matteo Baldan.

Per l’area compresa tra San Donà e Portogruaro, il bilancio della prima edizione indica dunque una necessità concreta: rafforzare servizi che, per molti pazienti del Veneto Orientale, fanno la differenza nella gestione della quotidianità.

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