San Bonifacio, dieci parti in un giorno al Fracastoro: giornata record per il punto nascita

Tra il 29 e il 30 aprile il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale veronese ha assistito dieci nascite in 24 ore. Mamme e neonati stanno bene.

01 maggio 2026 12:40
San Bonifacio, dieci parti in un giorno al Fracastoro: giornata record per il punto nascita -
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Al Fracastoro di San Bonifacio sono state 24 ore fuori dall’ordinario. Tra la sera del 29 aprile e quella del 30 aprile, nel reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale dell’Est Veronese, sono nati dieci bambini, un dato insolito anche per una struttura abituata a un’attività costante.

La notizia più importante riguarda le condizioni cliniche: secondo quanto comunicato dall’Ulss 9 Scaligera, tutte le mamme e tutti i neonati stanno bene. Un esito che ha dato il segno di una giornata intensa, affrontata dal personale sanitario mantenendo continuità assistenziale e attenzione per ogni parto.

Il primo vagito della lunga sequenza è stato quello di Megan, nata alle 19.01 del 29 aprile. Poco prima della mezzanotte sono arrivati anche Giulia, alle 23.55, e Nicolò, alle 23.59, aprendo una notte che si è poi trasformata in una vera corsa contro il tempo per il reparto.

Nelle ore successive sono nati Vittoria alle 2.10, Denise alle 2.50 e Diego alle 5.18. La mattinata del 30 aprile ha poi portato altre nascite con Medeea alle 7.03, Selim alle 10.46 e Matteo alle 13.47. L’Ulss ha parlato complessivamente di dieci bambini venuti alla luce nell’arco di un solo giorno.

Un evento raro per il punto nascita veronese

Dall’inizio del 2025, il punto nascita di San Bonifacio ha già registrato 333 parti, confermando un’attività significativa per il territorio. La concentrazione di dieci nascite in appena 24 ore rappresenta però un episodio eccezionale, capace di mettere sotto pressione l’organizzazione del reparto.

Il direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’Ulss 9 e della Pediatria del Fracastoro, Mauro Cinquetti, ha definito l’arrivo di dieci neonati in una sola giornata un fatto raro, sottolineando come proprio nelle fasi più impegnative emerga la tenuta del modello assistenziale adottato dalla struttura.

Cinquetti ha ricordato anche che il Fracastoro è riconosciuto come “Ospedale Amico dei Bambini UNICEF”, con pratiche consolidate che accompagnano la nascita: dal contatto pelle a pelle immediato al sostegno all’allattamento, fino al coinvolgimento precoce dei genitori nella cura del neonato.

L’organizzazione del reparto nelle ore più intense

Per Marco Torrazzina, direttore di Ostetricia e Ginecologia di San Bonifacio, dieci parti in meno di un giorno sono un evento decisamente fuori scala per il punto nascita sambonifacese. Un passaggio che, oltre al numero, racconta la fiducia delle famiglie verso l’ospedale e la capacità del reparto di seguire le donne anche quando i ritmi si fanno serrati.

Nel corso della giornata, ha spiegato, in sala parto sono state affrontate situazioni diverse in contemporanea, con l’obiettivo di mantenere sempre al centro sicurezza, umanizzazione dell’assistenza e rispetto dei tempi di ogni mamma. Un lavoro reso possibile, secondo il direttore, da un’équipe affiatata e preparata.

Sulla stessa linea anche Silvia Magaraggia, coordinatrice dell’Ostetricia e Ginecologia del Fracastoro, che ha ringraziato il personale ostetrico, infermieristico e gli operatori sociosanitari. In un contesto così impegnativo, ha evidenziato, ogni professionista ha continuato a seguire le donne con attenzione, sensibilità e competenza.

La coordinatrice ha richiamato anche il valore della formazione continua, sia sul fronte ostetrico sia su quello neonatale, elemento che consente di mantenere un’assistenza personalizzata anche nei momenti di maggiore pressione. In alcuni casi, inoltre, la nascita ha concluso un percorso già seguito durante la gravidanza con l’assistenza ostetrica prevista dal percorso BRO.

Per l’ospedale di San Bonifacio resta così una giornata da ricordare: dieci nuove nascite concentrate in poche ore, un reparto messo alla prova e una risposta organizzativa che, stando ai dati diffusi dall’azienda sanitaria, ha garantito a mamme e bambini un decorso regolare e un’accoglienza attenta.

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