Quinto ripensa il territorio: dal Sile alle case, parte il percorso per aggiornare il piano urbanistico
Primi incontri pubblici a Quinto di Treviso sulla variante al PAT: focus su abitare, riuso, turismo lento e qualità ambientale con traguardo 2027.
A Quinto di Treviso si apre una fase che peserà sulle scelte urbanistiche dei prossimi anni. Il Comune ha avviato il confronto con tecnici, amministrazioni vicine, associazioni e residenti per costruire la variante al Piano di assetto del territorio, il documento che dovrà aggiornare l'impianto vigente e indirizzare lo sviluppo locale fino alla prevista adozione entro il 2027.
Il passaggio pubblico è partito con due appuntamenti ospitati nella sala comunale “Francesco Baracca”, dove l'amministrazione ha messo sul tavolo gli obiettivi considerati prioritari: qualità della vita, recupero del patrimonio esistente, rapporto più forte con il fiume Sile e nuove opportunità legate a un'accoglienza compatibile con il contesto.
Un piano che guarda a come cambia Quinto
La variante nasce da un Documento preliminare, accompagnato dal Rapporto ambientale preliminare, già approvati dalla giunta comunale lo scorso 22 luglio. Si tratta della base da cui partirà il lavoro di confronto e di stesura del nuovo testo, chiamato a rivedere alcune scelte strategiche senza smontare l'impianto del PAT approvato nel 2014.
Il Piano di assetto del territorio definisce infatti le grandi linee con cui un Comune organizza spazi, servizi, infrastrutture, tutele ambientali e direttrici di crescita. Nel caso di Quinto si parla di una variante tematica: l'aggiornamento si concentrerà in particolare su residenzialità, ricettività e qualità del sistema ambientale. Le decisioni operative saranno poi tradotte nel Piano degli interventi.
Case, servizi e meno consumo di suolo
Uno dei nodi più rilevanti riguarda l'abitare. Quinto, che nel 2025 conta 10.046 residenti, continua a mostrare una crescita contenuta ma costante. Per l'amministrazione questo dato impone una pianificazione attenta: non tanto nuova espansione, quanto riqualificazione, rigenerazione e recupero degli immobili già presenti.
L'indirizzo indicato è quello di favorire contesti residenziali meglio collegati ai servizi, con spazi pubblici curati, verde accessibile e percorsi sicuri per chi si muove a piedi o in bicicletta. La variante dovrà anche verificare le previsioni non ancora attuate e capire quali trasformazioni siano davvero coerenti con i bisogni reali della comunità, tenendo conto anche delle aree più esposte a traffico e altre fonti di disturbo.
Nel lavoro preparatorio rientra anche una ricognizione degli edifici sfitti, sottoutilizzati o da recuperare, così da individuare margini di riuso e, dove possibile, nuove funzioni compatibili con il tessuto urbano esistente.
Il Sile come asse centrale della visione
Tra i temi più forti emersi c'è il ruolo del Sile, considerato il perno della strategia territoriale. L'idea è rafforzare il legame tra il paese e il fiume, rendendo più continui i collegamenti tra quartieri, spazi collettivi, percorsi e aree naturalistiche.
La variante dovrà verificare quanto delle previsioni già presenti nel piano vigente sia stato effettivamente realizzato e quali ulteriori interventi possano migliorare l'accessibilità al corso d'acqua. In questa prospettiva entrano la continuità dei tracciati, la valorizzazione dei luoghi pubblici e il recupero di edifici o aree che possono contribuire a rendere più vivo il rapporto con il fronte fluviale.
Turismo lento, aeroporto e qualità ambientale
La posizione di Quinto, vicina a Treviso, segnata dalla presenza dell'aeroporto Canova e dall'incrocio di importanti itinerari ciclabili, porta con sé opportunità e limiti. Da una parte ci sono traffico, vincoli e pressione sul territorio; dall'altra la possibilità di costruire un'offerta legata al turismo lento e a forme di ospitalità coerenti con l'identità locale.
In questo quadro il Comune punta a valorizzare il collegamento tra la Greenway del Sile “Da Borgo a Borgo” e la Treviso-Ostiglia, oltre al patrimonio storico e paesaggistico. Poiché il PAT attuale non prevede un dimensionamento specifico per le funzioni turistico-ricettive, la variante dovrà introdurre un riferimento più chiaro per programmare servizi e accoglienza, privilegiando comunque riuso e riqualificazione delle aree già urbanizzate.
Il tema ambientale attraversa l'intero impianto del lavoro. Verde, boschi e sistema delle acque vengono considerati elementi essenziali non solo dal punto di vista paesaggistico, ma anche per il benessere quotidiano: mitigazione del calore, gestione delle piogge, migliore vivibilità degli spazi. Tra i criteri indicati ci sono permeabilità dei suoli, ombreggiamento e attenzione alle acque meteoriche, insieme a strumenti che consentano di valutare nel tempo gli effetti delle trasformazioni.
Il sindaco Ivano Durigon ha ribadito che il piano dovrà offrire una visione complessiva per Quinto e Santa Cristina, mettendo al centro la qualità della vita e il coinvolgimento della comunità. La fase di concertazione servirà proprio a raccogliere osservazioni e proposte da cittadini, professionisti, associazioni, enti e operatori economici, prima della redazione definitiva della variante e del successivo percorso amministrativo che dovrà portare all'adozione entro il 2027.