Quinto, estate di lavoro e orientamento per gli studenti: pronti cinque tirocini retribuiti
Il Comune conferma il progetto per il 2026 insieme al Centro per l’Impiego di Treviso: coinvolti ragazzi dai 16 anni, con percorsi tra giugno e settembre
Per gli studenti di Quinto di Treviso si riapre la possibilità di fare un’esperienza concreta nel mondo del lavoro durante l’estate. L’amministrazione comunale ha rimesso in campo il progetto “Estate in formazione”, che nel 2026 metterà a disposizione cinque tirocini destinati ai giovani del paese, compresi i minorenni.
L’iniziativa nasce in collaborazione con il Centro per l’Impiego di Treviso - Veneto Lavoro e punta a collegare scuola, famiglie e realtà economiche del territorio. Dopo il primo avvio sperimentale dell’anno precedente, il percorso viene dunque riproposto con una nuova finestra estiva.
I posti previsti sono cinque in totale: quattro con impegno part-time e uno full time. Possono partecipare i ragazzi che abbiano almeno 16 anni, residenti a Quinto di Treviso e regolarmente iscritti a un percorso scolastico.
Chi può partecipare e in quali mesi
I tirocini dovranno durare almeno 30 giorni e saranno collocati nel periodo compreso tra l’8 giugno e il 9 settembre 2026. L’obiettivo è offrire un’occasione formativa durante la pausa estiva, con un’esperienza seguita e regolata, non un semplice impiego stagionale.
Ogni percorso sarà costruito attraverso un progetto individuale condiviso tra Centro per l’Impiego, soggetto ospitante, studente e famiglia. Il Comune prevede inoltre un accompagnamento lungo tutta l’attività, con figure educative e professionali dedicate al monitoraggio.
Quanto vale il progetto per il Comune
Per finanziare l’edizione 2026 è stata stimata una spesa di 3.420 euro, coperta con le risorse del 5x1000 assegnate all’ente. L’indennità di partecipazione sarà sostenuta direttamente dal Comune e riconosciuta alle famiglie dei ragazzi coinvolti.
Nel dettaglio, il contributo previsto è di 450 euro al mese per il tirocinio a tempo pieno e di 315 euro per quelli part-time. Una scelta che inserisce l’iniziativa nel quadro più ampio delle politiche giovanili e degli interventi pensati per accompagnare i ragazzi in una fase delicata di crescita e orientamento.
Il legame con il territorio e con le imprese
Secondo la vicesindaco e assessore alle Politiche sociali e giovanili Cristina Veneziano, la conferma del progetto serve a dare continuità a un’esperienza già avviata e a costruire occasioni utili di responsabilizzazione. L’idea, nelle intenzioni del Comune, è rafforzare il rapporto tra nuove generazioni, famiglie, scuola e tessuto produttivo locale.
Accanto all’aspetto pratico, l’iniziativa viene letta anche come strumento educativo e di orientamento, capace di aiutare i ragazzi a misurarsi con ambienti professionali reali e a conoscere meglio attitudini e interessi personali. Nella visione dell’amministrazione, percorsi di questo tipo possono contribuire anche a prevenire situazioni di fragilità sociale e ad avvicinare i giovani alla cittadinanza attiva.
Le aziende, i professionisti e le attività economiche con sede operativa nel territorio comunale possono candidarsi come soggetti ospitanti. Le modalità di adesione e i requisiti richiesti sono indicati nell’avviso pubblico pubblicato dal Comune di Quinto di Treviso, passaggio necessario per comporre la rete locale che accoglierà gli studenti durante l’estate.