Quinto di Treviso, QuintArte archivia la seconda edizione: in villa comunale cinque giorni tra sapori, spettacoli e natura
Bilancio positivo per la rassegna ospitata al parco Memo Giordani Valeri: cucina del territorio, incontri, musica, mostra d’arte e focus sulla biodiversità.
Si chiude con un bilancio ricco di appuntamenti la seconda edizione di QuintArte, la manifestazione che a Quinto di Treviso ha animato per cinque giorni il parco della villa comunale Memo Giordani Valeri. La rassegna ha messo insieme proposte diverse ma legate da un filo comune: valorizzazione del territorio, creatività e attenzione ai temi ambientali.
Dal 20 al 24 maggio gli spazi all’aperto e la tensostruttura predisposta per l’evento hanno accolto pubblico, artisti, autori, musicisti e operatori locali. Gli allestimenti floreali sono stati curati da Vanin Piante e da Vanin di Vanin Valter snc, contribuendo a caratterizzare l’area che ha ospitato il festival.
L’iniziativa è stata sostenuta dal Comune di Quinto di Treviso, con il coinvolgimento del sindaco Ivano Durigon e dell’assessorato alla Cultura, Turismo e Biblioteca guidato da Cristina Veneziano, in collaborazione con la Pro Loco. Il festival si è svolto con il patrocinio di Regione Veneto, Provincia di Treviso, Confcommercio e Gruppo Panificatori Trevigiani, oltre al supporto di CentroMarca Banca. Secondo gli organizzatori, tra i presenti ci sono stati anche visitatori arrivati da fuori Veneto.
Il gran finale tra biodiversità e incontro con Matteo Righetto
L’ultima giornata ha scelto come asse centrale l’ambiente, in coincidenza con la Giornata Ecologica Regionale dedicata alle api e al loro ruolo nella biodiversità. A Quinto il programma finale ha alternato momenti divulgativi e attività pensate per le famiglie.
Tra le iniziative proposte, una passeggiata lungo uno dei percorsi ideati da Daniele Genovese nell’ambito del progetto “Passeggiando 3”, i laboratori per bambini sulle api curati da Davide Feletti e un confronto con lo scrittore Matteo Righetto. L’autore è stato protagonista di una conversazione sul rapporto tra persona e ambiente, sul significato del paesaggio montano e sulla necessità di una maggiore consapevolezza ecologica.
La serata del gusto con chef, panificatori e prodotti trevigiani
Ad aprire il calendario era stata la proposta enogastronomica “Sapori in scena”, costruita come uno show cooking con degustazione conclusiva. Ristoratori e panificatori del territorio hanno lavorato davanti al pubblico su ingredienti identitari dell’area trevigiana, trasformando la prima serata in una vetrina delle produzioni locali.
Fra i protagonisti della cucina c’erano Materia Catering, Sfusi ma Buoni, Luci & Ombre, Righetto Osteria con Cucina, Dinzu, Agriturismo al Sile e Bacchus, insieme a Il Forno di Lorenzon e Bobbato Bakery & Bistrot. Nel menù della serata sono entrati, tra gli altri, Casatella Trevigiana, asparago bianco e verde di Badoere IGP, erbe spontanee, miele, noci, storione, trota salmonata, caviale di storione e anguilla.
Durante l’appuntamento è stato presentato anche il “Pane QuintArte”, creato per la manifestazione. La conduzione dal vivo è stata affidata a Luca Pinzi, mentre la valutazione delle preparazioni è passata attraverso la giuria composta da Michele Pozzobon, presidente Fipe Confcommercio, Antonella Della Giustina, Giancarlo Saran e Mario Boccanegra, presidente del Gruppo Panificatori Trevigiani.
Il ricavato della serata inaugurale è stato destinato all’associazione di volontariato “Il filo di Simo”, impegnata nel sostegno a persone che stanno attraversando una fase di fragilità emotiva e alle loro famiglie. All’organizzazione hanno contribuito anche diverse realtà produttive, tra cui il Consorzio Asparago di Badoere IGP, il Consorzio Vini Asolo Montello, l’Azienda Angelo Facchin, APAT – Associazione Apicoltori Trevigiani, l’Azienda Agricola Davide Feletti, l’Azienda Agricola Silvia Fiorin e Il Noceto.
Tra libri, palco e sculture nel parco della villa
Il programma è poi proseguito con una parte più marcatamente culturale e artistica. Uno degli incontri ha intrecciato parole e musica grazie alla conduzione di Daniele Belli e Chiara Bortolin, con la cura di Azzurra music srl, coinvolgendo il chitarrista e compositore Giandomenico Anellino e Luisa Corna. Al centro della serata, la presentazione dei libri “La nota che non c’è” e “Tofu e l’isola di plastica”, accompagnata da esecuzioni dal vivo.
Spazio anche alle arti visive con l’apertura della mostra “Riflessioni inoxidabili” di Mario Favero, allestita tra il giardino storico e gli spazi interni della villa. Il percorso espositivo, costruito attorno a opere in acciaio inox, resterà visitabile fino al 30 giugno.
La proposta musicale del sabato ha invece portato a Quinto di Treviso le Alter Echo, quartetto d’archi al femminile formato da Marta Taddei, Noemi Kamaras, Roberta Ardito e Rachele Rebaudengo. Il concerto ha attraversato sonorità classiche e contemporanee, inserendosi in un cartellone che ha cercato di tenere insieme linguaggi diversi nello stesso contenitore.
Per Quinto di Treviso la rassegna si conferma così un appuntamento pensato non solo come evento, ma come occasione per mettere in dialogo eccellenze locali, produzione culturale e spazi pubblici del paese. Con la mostra di Mario Favero ancora aperta fino a fine giugno, l’esperienza di QuintArte continua almeno in parte anche oltre la chiusura del festival.