Api trovate morte a Osigo, il Comune affida i campioni allo Zooprofilattico: i produttori del Torchiato negano collegamenti
A Fregona si apre la verifica sulle cause della moria segnalata in via Castagnola. Cantina e Pro Loco respingono l’ipotesi di un nesso con i vigneti del Torchiato.
La verifica sulle api morte trovate a Osigo passa ora dagli esami di laboratorio. A Fregona l’amministrazione comunale ha annunciato il prelievo di alcuni campioni da inviare all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, dopo la segnalazione arrivata da un’apicoltrice che venerdì sera ha rinvenuto migliaia di insetti senza vita in via Castagnola.
Il caso ha acceso il dibattito nel paese proprio nei giorni della Mostra del Torchiato, conclusa domenica, anche perché l’area indicata è la stessa in cui si trova la cantina legata alla storica produzione locale. Da qui la presa di posizione dei produttori, che escludono responsabilità riconducibili alla loro attività.
Il passaggio agli esami e la linea del Comune
Il sindaco Giacomo De Luca ha spiegato di essere stato informato domenica, due giorni dopo l’episodio, e di aver avviato subito un confronto con i viticoltori della zona. Secondo quanto riferito dal primo cittadino, i produttori contattati avrebbero assicurato di non aver effettuato negli ultimi mesi interventi sui filari con sostanze dannose per le api.
Per chiarire il quadro, il Comune ha scelto di procedere con un accertamento tecnico. La polizia locale raccoglierà i campioni da sottoporre alle analisi, mentre i registri dei trattamenti sarebbero stati messi a disposizione dagli stessi agricoltori coinvolti nel confronto con l’amministrazione.
De Luca sottolinea che, allo stato attuale, non ci sono elementi per attribuire con certezza la moria ai vigneti dell’area. Proprio per questo l’ipotesi al vaglio resta più ampia e dovrà essere verificata attraverso gli esiti degli esami. Il sindaco ha anche ricordato che il Comune dispone di norme severe in materia di polizia rurale e che, una volta accertate eventuali responsabilità, la risposta sarà netta.
La replica della cantina sul Torchiato
Dalla Cantina Produttori di Fregona è arrivata una smentita chiara rispetto alle voci circolate in questi giorni. Il presidente Alessandro Salatin ha dichiarato che non esiste, al momento, alcun elemento che colleghi l’episodio ai conferitori del Torchiato di Fregona docg.
Nel suo intervento, Salatin richiama anche il percorso di certificazione SQNPI seguito dai produttori che fanno capo alla struttura, evidenziando l’impiego di pratiche di difesa considerate a basso impatto. Il punto centrale della posizione della cantina resta però uno: non associare automaticamente la moria delle api alle aziende che operano attorno a via Castagnola.
La Pro Loco: evitare accuse generalizzate
Sulla vicenda è intervenuta anche la presidente della Pro Loco Fregona, Francesca Bertolin, che contesta il modo in cui il caso è stato affrontato nel dibattito pubblico. Il timore espresso è che un episodio ancora da chiarire finisca per trasformarsi in un’accusa indistinta verso il mondo agricolo locale.
Bertolin rivendica il profilo ambientale del territorio fregonese, descritto come un contesto agricolo vario, non dominato esclusivamente dalla vite ma caratterizzato anche da castagni, olivi e piante da frutto. In questa cornice, sostiene, la produzione del Torchiato mantiene una dimensione contenuta e legata a lavorazioni tradizionali.
Nel richiamare la mostra appena conclusa, la presidente della Pro Loco insiste sul fatto che i visitatori abbiano potuto vedere da vicino un modello produttivo radicato nella storia del paese. A suo giudizio, anche per questo motivo serve prudenza prima di collegare la morte delle api ai vigneti o alla manifestazione che nei giorni scorsi ha richiamato pubblico a Fregona.
L’episodio resta quindi aperto sul piano degli accertamenti. La data indicata è quella di venerdì 25 maggio 2026, in via Castagnola a Osigo. Il prossimo passaggio sarà l’analisi dei campioni: da lì potranno arrivare le prime risposte utili a chiarire che cosa abbia provocato la moria.