Caccia, dal Veneto a Roma la protesta contro il ddl 1552: Zanoni contesta nuove aperture su spiagge e aree sensibili
Il consigliere e referente di Europa Verde al presidio davanti al Pantheon: nel mirino l’estensione degli spazi di caccia e il calo di tutele per alcune specie.
Il confronto sul disegno di legge 1552 arriva anche in Veneto attraverso la voce di Andrea Zanoni, oggi a Roma per il presidio organizzato davanti al Pantheon contro la riforma in discussione al Senato. Al centro della contestazione c’è l’ipotesi, denunciata dai promotori della mobilitazione, di un allargamento delle aree in cui l’attività venatoria potrebbe essere consentita.
Per Zanoni, coordinatore nazionale dell’Osservatorio Diritti Animali di Europa Verde, il testo aprirebbe a scenari finora esclusi o fortemente limitati, includendo contesti delicati e molto frequentati come spiagge, valichi montani, terreni innevati e foreste demaniali. Una prospettiva che, secondo i contrari al provvedimento, avrebbe ricadute sia sulla fauna sia sulla fruizione di spazi naturali da parte di residenti e visitatori.
Il nodo politico che mobilita anche il Veneto
La presenza dell’esponente veneto alla manifestazione romana dà la misura di quanto il tema stia uscendo dal solo perimetro parlamentare. La protesta è stata promossa da associazioni ambientaliste e animaliste insieme a rappresentanti di Alleanza Verdi e Sinistra, con l’obiettivo di chiedere un ripensamento del ddl prima del suo eventuale via libera.
Secondo i partecipanti, il provvedimento segnerebbe una svolta troppo permissiva nella disciplina della caccia. La critica non riguarda solo l’ampliamento dei luoghi interessati, ma anche l’impianto complessivo della norma, ritenuto sbilanciato rispetto alle esigenze di conservazione della biodiversità.
Le contestazioni sul contenuto del ddl 1552
Tra i punti più discussi c’è l’estensione della pratica venatoria in aree considerate particolarmente sensibili. Nella lettura data dai contestatori, il testo ridurrebbe il livello di cautela oggi previsto in zone che hanno una funzione ambientale rilevante o che sono frequentate da escursionisti, cittadini e turisti.
Nel mirino c’è anche la revisione delle tutele per alcune specie. Durante il presidio è stato richiamato il possibile inserimento tra gli animali cacciabili di oca selvatica e piccione, oltre a una minore protezione per il lupo. Per Zanoni, questi elementi comporrebbero un quadro di arretramento sul fronte della salvaguardia della fauna selvatica.
L’esponente di Europa Verde ha definito il disegno di legge un intervento molto pesante sul sistema attuale, sostenendo che finirebbe per accogliere le richieste più estreme del mondo venatorio. La sua obiezione principale riguarda l’effetto combinato di più norme: maggiore pressione sugli animali e spazi più ampi per l’attività di caccia.
Davanti al Pantheon associazioni e parlamentari
Alla manifestazione nella capitale hanno partecipato, tra gli altri, Angelo Bonelli, Luana Zanella, Francesco Emilio Borrelli, Devis Doris, Marco Grimaldi e Peppe De Cristofaro. In piazza anche rappresentanti di WWF, Lipu, Legambiente, Lac, Lav e Oipa, riuniti in un’iniziativa di pressione politica sul Parlamento.
Il presidio è stato presentato come un passaggio pubblico per alzare l’attenzione su un testo che, secondo gli organizzatori, modificherebbe in modo profondo il rapporto tra attività venatoria, tutela degli habitat naturali e sicurezza nei luoghi aperti alla frequentazione collettiva.
Il richiamo alla lettera di Papa Leone XIV
Nel corso della mobilitazione è stato citato anche il messaggio inviato da Papa Leone XIV alla Lipu. Nella lettera, ricordata dai promotori della protesta, la difesa della natura viene indicata come tema di forte rilievo sociale e morale, con un apprezzamento esplicito per l’impegno dell’associazione.
Zanoni ha collegato quel passaggio al dibattito in corso al Senato, leggendo nelle parole del Pontefice un invito alla responsabilità per chi dovrà esprimersi sul provvedimento. Un riferimento che, nella posizione di Europa Verde, assume un significato particolare anche nel 2026, anno dell’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco.
La linea annunciata resta quella dell’opposizione politica e pubblica al ddl 1552. Per i promotori del no, la partita non riguarda solo la caccia, ma il modello di equilibrio che il Paese vuole mantenere tra uso del territorio, protezione degli animali selvatici e difesa degli ecosistemi.