Poste spinge la ricarica elettrica nel Polesine: 39 punti attivi davanti a 21 uffici

La rete è già operativa in 21 comuni della provincia di Rovigo. L’intervento rientra nel progetto Polis e non prevede spese per le amministrazioni locali

09 giugno 2026 05:09
Poste spinge la ricarica elettrica nel Polesine: 39 punti attivi davanti a 21 uffici -
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Nel Polesine cresce la presenza di infrastrutture per chi si muove in elettrico: davanti a 21 uffici postali della provincia di Rovigo sono già disponibili 39 punti di ricarica attivati da Poste Italiane. L’iniziativa interessa soprattutto i centri più piccoli e aggiunge un servizio concreto in aree dove l’offerta per la mobilità sostenibile è spesso più limitata.

La distribuzione copre una parte ampia del territorio provinciale e riguarda i comuni di Loreo, Melara, Pettorazza, Polesella, Pontecchio Polesine, Rosolina, Stienta, Bagnolo di Po, Canaro, Castelmassa, Costa di Rovigo, Crespino, Fiesso Umbertiano, Frassinelle Polesine, Gavello, Giacciano con Baruchella, Papozze, Porto Tolle, Porto Viro, Santa Maria Maddalena e Villadose.

Per la provincia di Rovigo il dato è significativo perché porta nuovi punti di servizio in zone al di sotto dei 15 mila abitanti, cioè proprio nei contesti in cui il progetto Polis punta a rafforzare la presenza di servizi utili ai residenti.

Una rete che passa dagli uffici postali

La scelta di collocare le colonnine in prossimità degli uffici postali risponde a una logica precisa: usare presidi già riconoscibili e distribuiti nei comuni per ampliare l’accesso alla ricarica. I dispositivi sono stati installati all’esterno delle sedi postali, in parcheggi di proprietà oppure in aree pubbliche vicine.

Il piano viene attuato attraverso accordi tra Poste Italiane e istituzioni del territorio. In questo schema i Comuni possono contare su un servizio aggiuntivo senza dover sostenere costi diretti, mentre cittadini e visitatori trovano un’infrastruttura in più per l’utilizzo di veicoli elettrici.

Il ruolo del progetto Polis nei piccoli comuni

L’operazione si inserisce nel percorso avviato con Polis, il programma con cui Poste Italiane sta intervenendo nei comuni minori per rendere più vicini i servizi della pubblica amministrazione, alleggerire il divario digitale e consolidare la tenuta sociale e territoriale.

In questo quadro, la ricarica elettrica rappresenta uno dei tasselli del piano: non solo un’infrastruttura tecnica, ma anche un servizio che può avere un impatto pratico nella vita quotidiana dei residenti e nell’attrattività dei centri polesani.

L’obiettivo nazionale fissato al 2026

Su scala italiana, Poste Italiane ha indicato come traguardo entro il 2026 l’attivazione di 10 mila punti di ricarica elettrica Quick da 2x22 kW, affiancati da una quota rilevante di colonnine FAST DC da 50 kW.

L’intervento fa parte di una strategia più ampia legata alla sostenibilità, che comprende anche l’uso di fonti rinnovabili per gli edifici e per la flotta aziendale. Intanto, nel Rodigino, il risultato già raggiunto è quello di una rete operativa che tocca 21 comuni e porta 39 colonnine già collegate e utilizzabili.

Per il territorio polesano si tratta di un passaggio che rafforza la dotazione di servizi in aree spesso lontane dai grandi assi urbani, con una presenza diffusa che può incidere sia sulla mobilità quotidiana sia sugli spostamenti di chi attraversa la provincia.

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