Portogruaro rafforza la chirurgia della mano: 1.200 interventi e nuove protesi articolari
Nell’ospedale dell’ULSS 4 cresce l’attività dedicata a mano e polso: spazio a tecniche meno invasive e a un appuntamento scientifico previsto nel 2027.
Per chi soffre di artrosi avanzata alle dita, di problemi al polso o di patologie molto diffuse come tunnel carpale e dito a scatto, l’ospedale di Portogruaro sta ampliando in modo significativo l’offerta specialistica. Il reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’ULSS 4 ha infatti consolidato negli ultimi mesi un’attività sempre più orientata alla chirurgia della mano.
Il dato che fotografa questa crescita è quello delle procedure eseguite da gennaio 2024 a oggi: circa 1.200, tra prestazioni ambulatoriali e interventi più complessi, programmati o in urgenza. Un volume che rafforza il presidio portogruarese come riferimento sanitario per un ambito molto specifico e delicato.
Più mobilità dopo l’intervento
Tra le novità di maggiore rilievo c’è l’introduzione della sostituzione protesica delle piccole articolazioni delle dita, sia interfalangee sia metacarpo-falangee, destinata ai casi di artrosi severa e deformante. Si tratta di una soluzione che punta non soltanto a ridurre il dolore, ma anche a preservare il movimento della mano.
Finora, in molte situazioni la risposta tradizionale era l’artrodesi, cioè il blocco definitivo dell’articolazione. Una scelta efficace sul piano antalgico, ma con il limite della perdita di mobilità e con tempi di recupero più impegnativi. L’utilizzo di piccole protesi in silicone o in pirocarbonio apre invece a un percorso diverso, con la possibilità di mantenere funzionalità attiva e passiva.
Le tecniche adottate a Portogruaro
L’aggiornamento riguarda anche altri trattamenti. Per la rizoartrosi viene impiegata l’artroplastica con conservazione del trapezio del carpo, un approccio che consente di contenere i tempi di recupero e di salvaguardare la forza di presa. Anche la retrazione di Dupuytren e diverse forme di artrosi della mano e del polso vengono affrontate con procedure percutanee o comunque a ridotto impatto.
Nel campo delle fratture, l’équipe utilizza sistemi di sintesi di nuova generazione, pensati per dare stabilità ai frammenti limitando al tempo stesso il coinvolgimento dei tessuti molli. L’obiettivo, in questo caso, è coniugare precisione chirurgica e recupero più rapido possibile.
A spiegare il percorso avviato è Grazio Squitieri, ortopedico e specialista di riferimento per mano e polso nella UOC dell’ULSS 4. Il medico sottolinea di aver introdotto personalmente le procedure più specialistiche all’interno dell’unità operativa, evidenziando anche il supporto del direttore Stefano Saggin e della direzione aziendale nell’adozione di dispositivi chirurgici evoluti.
Un convegno nel 2027 e sei casi già trattati nel 2026
Lo stesso Squitieri ha ricordato che da inizio anno sono già stati eseguiti con successo sei interventi di questo tipo, indicati come una novità assoluta per l’azienda sanitaria. Le operazioni vengono effettuate in Day Hospital e con anestesia loco-regionale, con benefici rapidi per il paziente e mobilizzazione delle dita già dopo pochi giorni.
Il lavoro di aggiornamento professionale prosegue anche sul piano scientifico. Per aprile 2027 è in programma a Portogruaro un convegno dedicato alle fratture del polso, con la partecipazione di specialisti interni e di esperti di rilievo nazionale. Un appuntamento che, nelle intenzioni dell’ULSS 4, dovrà rafforzare ulteriormente il profilo del presidio nel Veneto orientale.
Il direttore generale Carlo Bramezza lega queste scelte alla volontà di investire su innovazione e competenze negli ospedali aziendali. L’obiettivo dichiarato è offrire cure avanzate vicino a casa, riducendo la necessità per i pazienti di rivolgersi fuori territorio e migliorando in modo concreto la qualità della vita quotidiana di chi affronta patologie della mano e del polso.