Portogruaro entra nel percorso del Festival di Musica Sacra: un pomeriggio dedicato a Dvořák all’UTE
Tappa veneziana per il ciclo “Il canto dell’anima”: il 4 novembre incontro aperto al pubblico con guida all’ascolto dei Canti biblici.
Nel calendario culturale di inizio novembre a Portogruaro trova spazio anche un appuntamento pensato per chi ama la musica raccontata oltre che eseguita. Il Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone porta infatti in città una delle tre tappe del ciclo “Il canto dell’anima”, centrato sull’opera di Antonín Dvořák.
L’incontro è fissato per mercoledì 4 novembre alle 15 all’UTE di Portogruaro e si presenta come una lezione-concerto aperta a pubblici diversi. L’accesso è libero e gratuito, in linea con l’impostazione della rassegna, che punta a far conoscere il repertorio sacro con formule accessibili anche a chi non frequenta abitualmente le sale da concerto.
La tappa di Portogruaro nel progetto diffuso
Quello previsto in città non è un evento isolato, ma parte di un percorso in tre momenti ideato all’interno della 35ª edizione del festival. Il progetto, curato da Franco Calabretto, affianca gli appuntamenti principali della manifestazione e si muove tra luoghi e pubblici differenti: prima Cordenons, poi Portogruaro, quindi Pordenone.
Per il territorio del Veneto orientale, la presenza di una data a Portogruaro rappresenta un tassello interessante di collegamento con una rassegna che ha il suo baricentro in Friuli, ma che sceglie di allargare il proprio raggio d’azione anche oltre i confini provinciali, coinvolgendo realtà già attente alla proposta culturale e formativa.
Al centro i Canti biblici di Dvořák
Il nucleo musicale dell’iniziativa è affidato ai Biblische Lieder, op. 99, pagina per voce e pianoforte scritta da Dvořák nel 1894 durante il soggiorno americano. Si tratta di composizioni nate in una fase segnata da tensioni personali e dal legame mai reciso con la Boemia, sua terra d’origine.
Il compositore guardò ai Salmi dell’Antico Testamento per costruire un ciclo di forte intensità spirituale. Il risultato è una scrittura essenziale, in cui la linea vocale e il pianoforte procedono con misura, senza effetti superflui, lasciando emergere il carattere meditativo del testo e della musica.
A dare voce a questo programma saranno due giovani interpreti impegnate nel completamento degli studi al Conservatorio Tartini di Trieste: la pianista Lara Varin e il soprano Caterina Trevisan, già protagonista di un recente debutto al Teatro Carlo Felice di Genova nella Bohème di Puccini.
Un format pensato per avvicinare nuovi pubblici
La formula della lezione-concerto è uno degli aspetti più riconoscibili di questo segmento del festival. Non soltanto esecuzione, quindi, ma anche spiegazione e accompagnamento all’ascolto, con l’obiettivo di rendere più leggibile un repertorio che spesso viene percepito come specialistico.
Nel caso di Portogruaro, la sede dell’Università della Terza Età rafforza proprio questa dimensione di incontro e condivisione. L’iniziativa si rivolge agli adulti e a chi desidera approfondire, ma conserva un taglio divulgativo che la rende fruibile anche da chi si avvicina per la prima volta alla musica sacra.
Il Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone è promosso dall’associazione Presenza e Cultura, con la direzione artistica dei maestri Franco Calabretto ed Eddi De Nadai. Anche questo appuntamento rientra nel programma a ingresso gratuito, confermando una scelta che punta a tenere aperto l’accesso alla proposta culturale e a favorire la partecipazione del pubblico del territorio.