Portogruaro difende il reparto maternità: Toffolo chiede a Regione e Ministero di fermare l’ipotesi stop

Il sindaco considera il Punto nascite del San Tommaso decisivo per il territorio di confine e teme ripercussioni su pediatria e servizi collegati.

03 giugno 2026 17:11
Portogruaro difende il reparto maternità: Toffolo chiede a Regione e Ministero di fermare l’ipotesi stop -
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Nel Veneto orientale il confronto sul futuro dell’ospedale di Portogruaro si concentra ora sul reparto maternità. L’eventualità che il Punto nascite del San Tommaso dei Battuti possa essere chiuso ha spinto il sindaco Luigi Toffolo a intervenire pubblicamente, con una posizione netta a difesa di un servizio che considera essenziale per la città e per tutto il mandamento.

Per il primo cittadino non si tratta soltanto di mantenere un reparto, ma di preservare un presidio che negli ultimi anni ha recuperato ruolo e fiducia tra i residenti. Da qui la richiesta di attenzione rivolta sia alla Regione del Veneto sia al Ministero della Salute, chiamati a valutare il peso reale della struttura nel quadro sanitario dell’area.

Una questione che riguarda tutto il Portogruarese

Toffolo sostiene che un eventuale stop al servizio avrebbe conseguenze ben oltre i confini comunali. Portogruaro, osserva, serve un territorio ampio e con caratteristiche particolari, anche per la sua collocazione geografica a ridosso del Friuli Venezia Giulia.

Il timore dell’amministrazione è che la perdita del Punto nascite finisca per ridurre l’attrattività complessiva dell’ospedale cittadino, spingendo le famiglie a cercare risposte altrove. In questa lettura, il tema non riguarda solo l’organizzazione interna del San Tommaso, ma l’equilibrio dell’assistenza nell’intera zona orientale veneziana.

Il richiamo ai numeri e alla ripartenza dopo il 2015

Nel suo intervento il sindaco ricorda che il reparto era già stato chiuso nel 2015 e che la successiva riapertura era arrivata per volontà dell’allora presidente del Veneto Luca Zaia. Da quel momento, secondo Toffolo, il servizio ha ricominciato gradualmente a consolidarsi.

Pur in un contesto nazionale segnato dal calo delle nascite, il Comune evidenzia un andamento in crescita per Portogruaro. È proprio questo elemento che viene portato a sostegno della richiesta di non interrompere un percorso che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrebbe anzi essere accompagnato da ulteriori investimenti.

Il sindaco richiama anche una stagione in cui il reparto arrivava a 700 parti l’anno, ai tempi del dottor Michele Linciano. Un riferimento usato per ribadire che la struttura ha già dimostrato in passato di poter servire un bacino più ampio di quello strettamente cittadino.

Ostetricia, pediatria e gli altri servizi legati al reparto

Uno dei punti centrali della presa di posizione del sindaco riguarda il collegamento tra Ostetricia e Pediatria. Per Toffolo non sono settori da leggere separatamente: il loro equilibrio, ricorda, era stato rafforzato anche con le schede ospedaliere del 2019.

La difesa del Punto nascite viene quindi presentata come parte di una rete più ampia. La presenza di Ostetricia, nella visione del Comune, sostiene la capacità dell’ospedale di offrire un’assistenza completa alle famiglie e di mantenere una tenuta organizzativa che va oltre il momento del parto.

Nel ragionamento rientrano anche altri servizi specialistici. A Portogruaro era stato attivato il centro aziendale per la procreazione medicalmente assistita, considerato utile per accompagnare le coppie e rafforzare il rapporto con il presidio ospedaliero. Oggi quell’attività risente del pensionamento del medico che la seguiva e della difficoltà nel reperire specialisti, ma per Toffolo si tratta di una fase temporanea, non di un motivo per ridimensionarne il valore.

Lo stesso vale, aggiunge il sindaco, per il centro dedicato ai disturbi alimentari, tra i più importanti in questo ambito, che si appoggia anche alla Pediatria per seguire i casi più delicati. Anche qui il nodo del turn over medico viene indicato come una criticità da risolvere, non come un segnale di perdita di centralità dell’ospedale.

Il fattore confine e il rischio di spostamento verso fuori provincia

Tra gli argomenti portati dal sindaco c’è poi la specificità territoriale di Portogruaro. La città, sottolinea, vive in un’area di confine e deve essere letta dentro un contesto cambiato rispetto al passato. Nella zona vicina, infatti, non ci sono più il punto nascite di San Vito al Tagliamento e il Policlinico San Giorgio di Pordenone.

Secondo Toffolo, proprio queste trasformazioni potrebbero riportare verso Portogruaro cittadini che gravitano sull’area portogruarese e su quella limitrofa. Per questo ritiene sbagliato ragionare solo sui numeri attuali senza considerare le prospettive a breve termine.

Il Comune teme inoltre l’effetto opposto: se il reparto venisse cancellato, molte famiglie potrebbero scegliere Pordenone per il parto. Una prospettiva che, nella lettura del sindaco, toglierebbe peso al San Tommaso dei Battuti e aprirebbe una nuova fase di indebolimento per la sanità locale.

La linea dell’amministrazione è quindi di piena contrarietà all’ipotesi di chiusura. La partita, per Portogruaro, non riguarda solo un reparto ma il ruolo futuro dell’ospedale in un’area che continua a chiedere servizi sanitari stabili e vicini.

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