Piove di Sacco, cambia volto l’area di via Vespucci: via al progetto residenziale dopo l’abbattimento dell’ex bocciodromo

Conclusa la demolizione vicino all’ospedale: al posto della struttura inutilizzata nasceranno 10 appartamenti con spazi verdi e parcheggi drenanti.

19 giugno 2026 14:41
Piove di Sacco, cambia volto l’area di via Vespucci: via al progetto residenziale dopo l’abbattimento dell’ex bocciodromo -
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Un edificio abbandonato da anni lascia spazio a un nuovo intervento edilizio in una delle zone più vicine ai servizi di Piove di Sacco. In via Vespucci, a ridosso dell’ospedale Immacolata Concezione, si chiudono oggi, venerdì 19 giugno 2026, le operazioni che cancellano l’ex bocciodromo e aprono la fase successiva del progetto di trasformazione dell’area.

Al posto della struttura sorgerà un complesso residenziale da 10 unità abitative. L’intervento, affidato a Prearo Costruzioni di Codevigo, punta a riconvertire un lotto ormai inutilizzato con un edificio di nuova realizzazione, spazi a verde e una dotazione di sosta pensata con criteri di drenaggio del suolo. La conclusione del cantiere è indicata per l’autunno del 2027.

Un tassello di riqualificazione in una zona strategica della città

Il punto scelto per l’operazione non è marginale. Via Vespucci si trova infatti a pochi passi dal presidio ospedaliero e in un contesto urbano che negli ultimi anni ha visto crescere l’attenzione verso il recupero di aree già costruite, più che verso nuovo consumo di suolo.

Il progetto, denominato Vireya, prevede un condominio in classe energetica A4, con appartamenti di dimensioni ampie, da 108 o 121 metri quadrati. L’obiettivo dichiarato è sostituire uno spazio segnato da cemento e asfalto con una soluzione abitativa più integrata nel quartiere.

Più verde e meno superficie impermeabile

Uno degli aspetti più significativi riguarda la sistemazione complessiva del lotto. L’area occupata dall’ex bocciodromo era interamente impermeabile; con il nuovo assetto, secondo quanto comunicato dall’azienda, la permeabilità del suolo salirà fino al 40%.

Questo significa introdurre giardini e un parcheggio drenante dove prima c’erano soltanto superfici chiuse. Un cambiamento tecnico ma anche urbano, perché incide sulla qualità dello spazio e sulla capacità del terreno di assorbire l’acqua.

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Gli altri interventi già realizzati tra Piove di Sacco e Padova

L’operazione di via Vespucci si inserisce in una serie di recuperi già portati avanti dalla stessa impresa nel Piovese. Tra questi c’è il cantiere concluso nel 2024 in via IV Novembre, nell’area dell’ex sede AMGA, trasformata nel complesso Residenze Al Foro.

Più recente è anche Dimora Carrarese, sempre a Piove di Sacco, dove una zona residenziale privata con immobili non più abitati è stata oggetto di riqualificazione. Secondo quanto riferito dall’azienda, nel 2026 lì entreranno 14 nuove famiglie. A Padova, invece, nel 2023 è stato completato il recupero di un vecchio condominio in via del Giglio, mentre in città la società ha realizzato anche il nido Trincanato inaugurato nel 2025.

Le valutazioni dell’azienda sul recupero dell’esistente

Giovanni Prearo, che guida l’azienda insieme al fratello Andrea, collega questo tipo di interventi alla necessità di restituire funzione a spazi degradati e di migliorare, di riflesso, anche il contesto circostante. Tra i punti richiamati c’è anche il tema della bonifica e del possibile effetto positivo sulle abitazioni vicine.

Andrea Prearo sottolinea invece l’interesse che il nuovo cantiere starebbe già suscitando, legandolo alle caratteristiche di Piove di Sacco: una realtà servita da scuole, asili, licei e ospedale, in posizione intermedia tra Padova e il litorale. Nella lettura dell’impresa, anche questi elementi contribuiscono alla capacità attrattiva della città.

Nelle dichiarazioni diffuse sull’intervento emerge infine un passaggio più ampio sul settore edilizio: la direzione, secondo l’azienda, è quella del recupero dell’esistente, attraverso ristrutturazioni oppure demolizioni e ricostruzioni quando più sostenibili. Viene richiamato anche il riuso dei materiali derivanti dagli abbattimenti, oggi recuperati in edilizia e nelle opere di sottofondo, come parte di un approccio che guarda alla trasformazione urbana con maggiore attenzione ambientale.

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