Padova porta la robotica anche nei trapianti: eseguito il primo intervento di rene all’Ospedale-Università

Nuovo traguardo per la sanità veneta: l’operazione è stata realizzata nella notte tra il 5 e il 6 giugno dall’équipe diretta dalla professoressa Lucrezia Furian.

06 giugno 2026 19:18
Padova porta la robotica anche nei trapianti: eseguito il primo intervento di rene all’Ospedale-Università -
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La sanità veneta aggiunge un nuovo tassello nel campo dell’alta specializzazione. A Padova, all’Azienda Ospedale-Università, è stato portato a termine il primo trapianto di rene eseguito con tecnica robotica, un passaggio che amplia ulteriormente il profilo del polo padovano nel settore dei trapianti.

L’intervento è stato effettuato nella notte tra il 5 e il 6 giugno ed è stato affidato al gruppo guidato dalla professoressa Lucrezia Furian, direttrice della Uoc Chirurgia dei trapianti di rene e pancreas.

Per Padova il dato ha un peso che va oltre il singolo episodio clinico: introduce infatti una modalità operatoria nuova in un ambito tra i più delicati della chirurgia, confermando il ruolo centrale della struttura universitaria e ospedaliera nel panorama regionale.

Un passaggio che rafforza il ruolo di Padova

L’utilizzo della robotica in un trapianto renale segna una tappa importante per l’Azienda padovana. Non si tratta soltanto dell’arrivo di una tecnologia avanzata, ma dell’ingresso di strumenti di precisione in un settore dove affidabilità, esperienza e coordinamento contano in modo decisivo.

Questo risultato si inserisce in un percorso già molto strutturato. Nei giorni scorsi, la stessa équipe aveva raggiunto il traguardo dei 100 trapianti effettuati con chirurgia open nei primi cinque mesi dell’anno, un elemento che racconta la consistenza del programma portato avanti a Padova.

I medici durante l'intervento
I medici durante l'intervento

Come si inserisce la robotica nel lavoro dei trapianti

La chirurgia robotica permette di lavorare con un’elevata accuratezza e con un approccio meno invasivo in diversi contesti. Anche in un’operazione complessa come il trapianto di rene, il suo impiego punta a offrire maggiore precisione tecnica, mantenendo però pienamente centrale la guida del chirurgo e dell’équipe.

Il robot, infatti, non sostituisce il medico. È uno strumento che estende le possibilità operative, ma resta legato alla preparazione clinica, alla capacità decisionale e all’esperienza maturata nella chirurgia tradizionale.

Per questo il passaggio compiuto a Padova viene letto come un’evoluzione e non come una rottura con il passato. Le competenze costruite negli anni nella chirurgia open restano la base su cui si innesta l’innovazione.

Il lavoro dell’équipe guidata da Lucrezia Furian

A eseguire l’intervento è stata la squadra coordinata dalla professoressa Lucrezia Furian. In un trapianto, però, il risultato non dipende mai da un solo momento in sala operatoria: dietro ci sono organizzazione, professionalità diverse e una filiera assistenziale che coinvolge più figure sanitarie.

Chirurghi, anestesisti, infermieri, tecnici e specialisti contribuiscono in modo integrato a rendere possibile un intervento di questo livello. È proprio questa dimensione multidisciplinare a sostenere i programmi più complessi e a garantire continuità nel percorso di cura.

Ecco lo staff che ha lavorato
Ecco lo staff che ha lavorato

Quali effetti può avere per i pazienti

Tra gli aspetti più rilevanti della chirurgia robotica c’è la possibilità di ridurre l’invasività dell’intervento, con ricadute potenzialmente favorevoli sul recupero post-operatorio e sul decorso complessivo. Nel campo dei trapianti, però, ogni applicazione va inserita con grande prudenza e con valutazioni attente.

La priorità resta la sicurezza della persona assistita. Proprio per questo l’esordio della robotica in questo settore all’Azienda Ospedale-Università Padova assume un significato particolare: la tecnologia viene adottata non come elemento di immagine, ma quando può tradursi in un beneficio concreto dentro un percorso clinico solido.

Un altro aspetto riguarda la formazione. L’integrazione tra scuola chirurgica tradizionale e strumenti più avanzati consente di costruire professionalità capaci di muoversi tra manualità, visione clinica e innovazione.

Il robot in azione
Il robot in azione

Il significato per il Veneto

Sul valore del risultato è intervenuto anche il direttore generale dell’Azienda Ospedale-Università Padova, Paolo Fortuna, che ha richiamato la necessità di far procedere insieme innovazione tecnologica e patrimonio di competenze costruito nel tempo.

La linea indicata è quella di una sanità che investe in strumenti d’avanguardia senza disperdere la forza della propria tradizione clinica. In questa cornice si colloca il primo trapianto renale robotico realizzato a Padova.

Per il Veneto è un segnale importante: la capacità di sviluppare alta specializzazione, ricerca e formazione continua passa anche da interventi come questo, che consolidano il peso della sanità regionale nei contesti più avanzati della medicina.

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