Padova, operaio di 35 anni si sente male in cantiere: l’allarme al 118 partito solo più tardi

La Procura indaga su sei persone dopo la morte di Nicu Terletchi, arrivato in Italia il giorno prima e impegnato nel suo primo turno in un cantiere.

08 agosto 2026 11:52
Padova, operaio di 35 anni si sente male in cantiere: l’allarme al 118 partito solo più tardi -
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Un ritardo nella richiesta di aiuto è uno dei punti centrali dell’inchiesta aperta a Padova sulla morte di Nicu Terletchi, 35 anni, cittadino moldavo, deceduto dopo un malore mentre lavorava in un cantiere edile.

Il caso è ora all’attenzione della Procura, che ha iscritto sei persone nel registro degli indagati. L’ipotesi contestata è quella di omissione di soccorso aggravata dall’esito mortale della vicenda.

La ricostruzione al vaglio degli inquirenti

L’episodio risale al 4 agosto. Secondo quanto emerso finora, l’uomo si sarebbe sentito male poco dopo le 14, durante quello che era il suo primo giorno di lavoro. Era arrivato in Italia appena il giorno precedente.

Gli investigatori stanno cercando di chiarire che cosa sia successo nelle ore immediatamente successive. In base ai primi elementi raccolti, il 35enne non sarebbe stato accompagnato subito in ospedale dopo il malore accusato nel cantiere.

Due colleghi, invece, lo avrebbero portato nell’abitazione del titolare dell’impresa. Lì sarebbero stati fatti tentativi per rianimarlo, prima di un ulteriore spostamento in auto.

La chiamata partita da Saonara

La richiesta di intervento sanitario sarebbe arrivata soltanto oltre due ore dopo. A contattare il 118 sarebbero state la zia e la cugina dell’imprenditore, fermatesi nel parcheggio di un supermercato a Saonara mentre le condizioni del lavoratore peggioravano.

Quando è stato lanciato l’allarme, nel punto indicato sono arrivati i carabinieri e il personale del Suem 118. Le manovre di rianimazione sono andate avanti a lungo, ma per il 35enne non c’è stato nulla da fare.

Tra gli aspetti che saranno approfonditi c’è anche quanto riferito da alcuni testimoni, secondo i quali l’uomo avrebbe già dato l’impressione di non mostrare segni vitali al momento della richiesta di soccorso.

Autopsia e verifiche sul lavoro

Per chiarire con precisione le cause del decesso, la pubblico ministero Claudia Brunino ha disposto l’autopsia. I primi riscontri avrebbero orientato verso un infarto, con il caldo intenso di quella giornata tra i possibili fattori che possono aver inciso sul malore.

L’inchiesta non riguarda soltanto la sequenza dei soccorsi. Sono in corso verifiche anche sul contesto lavorativo del 35enne e sulla sua posizione all’interno dell’impresa.

Dalle informazioni emerse finora, infatti, l’uomo avrebbe lavorato senza un contratto regolare. Saranno gli accertamenti medico-legali e quelli investigativi a definire eventuali responsabilità e a ricostruire in modo completo le ultime ore di Nicu Terletchi.

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